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Gli strani intrecci del Dott. (?) Fouzi Hadj

Qualcuno a Lucca, dopo una fase iniziale, l'aveva detto, a prezzo di essere infamato di disfattismo e di scarso amore per la Lucchese. Ora che emerge con nettezza la dimensione delle 'opere' di Fouzi Hadj la situazione è devastante.
Dietro al crack milionario della ditta «Katex Italia srl» di Fouzi Hadj, specializzata in import-export di tubazioni e materiale siderurgico, ci sarebbe una rete di intrecci illeciti a livello internazionale che passano dalla Guinea all'Ucraina, dalla Tunisia alla Lettonia. La ricostruzione del puzzle - effettuata dal sostituto procuratore di Genova, Valeria Fazio, attraverso l'indagine della Finanza inizia nella primavera 2007 e chiusa nell'autunno scorso - chiama in causa anche due poliziotti genovesi. Uno dei quali, un artificiere in servizio alla questura ligure coinvolto nella sparizione delle molotov durante il processo per i fatti della Diaz al G8, è ritenuto dagli inquirenti un dipendente occulto di Hadj assieme ad un altro suo collega. L'artificiere avrebbe effettuato viaggi in Guinea per conto dell'uomo d'affari siro armeno.
Anche due poliziotti coinvolti negli affari dell'expatron rossonero presidente della Lucchese ci sarebbero pendenti altre indagini. La più importante è a Montecarlo e venne aperta nel 2004 dal giudice istruttore Bruno Nedelec. Nel luglio 2006 a Fouzi Hadj vennero sequestrati l'albergo «La Maison d'Or» e alcuni conti correnti. L'accusa? Riciclaggio. In particolare presunti traffici di denaro, rifiuti tossici e armi. C'è poi il rapporto della Human Right Watch. L'organizzazione non governativa statunitense accusava Fouzi di aver importato armi attraverso una serie di triangolazioni che chiamavano in causa l'ex Unione Sovietica. Ed è ancora in sospeso la vicenda dei 50mila euro prestati all'ex questore di Genova, Oscar Fiorolli, per l'acquisto di una casa. Funzionario poi trasferito dal Ministero in un'altra questura. Infine - oltre all'inchiesta della procura di Lucca sul crack dell'As Lucchese Libertas 1905 che ammonta a 6 milioni di euro - ci sono i conti sospetti del falso cardiochirurgo in una banca lettone inserita nella black list delle agenzie di credito considerate dagli Usa dopo l'11 settembre in affari con le reti del terrorismo.
Insomma, un bel personaggino. E pensare che a Lucca sono stati molti quelli che lo hanno difeso oltre il lecito......

Buitre - inviato in data 19/02/2009 alle ore -

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