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A PROPOSITO DEL FUTURO DI GESAM

Quando Bortoli parla di Gesam e parla dei debiti di gesam pare già che il futuro della nostra multiutility sia deciso e che sia ineludibile cedere il comando a toscana energia.

In realtà gesam ha delle peculiarità che, se opportunamente valorizzate, possono incidere pesantemente sulle scelte da fare in vista della gara d’ambito per l’individuazione del nuovo gestore cui affidare il servizio di distribuzione del gas naturale per i 34 Comuni che costituiscono l’ATEM LUCCA.

Gesam serve con le sue reti di distribuzione circa un terzo dei clienti (stiamo parlando di circa 50.000 clienti su un totale di 151.457.

Il resto dell’ATEM è equamente diviso tra Toscana Energia e 2i Rete gas.

Una situazione ottimale per far valere in sede di gara il principio della concorrenza che, se ben orientata, potrebbe dare buoni frutti al Comune di Lucca: questo Atem è contendibile!

Ci sono diverse carte da giocare e questo va fatto con trasparenza, chiarezza e fermezza.

Gesam può essere l’ago della bilancia nei confronti dei due naturali contendenti, e questo va fatto pesare nei modi e nelle sedi deputate dalla legislazione in materia.

Si può giocare la carta Gesam partecipando direttamente alla gara. E qua ci vuole coraggio e spirito imprenditoriale, trovando in Toscana Energia, o altri, risorse importanti da investire (ricordiamo che questi investimenti sono remunerati per legge al 6,1%)

O si apre una trattativa da parte di Lucca holding con Toscana Energia per rimodulare la partecipazione azionaria facendo valere il ruolo strategico di Gesam in seno all’ATEM LUCCA. Trattativa complessa che deve essere supportata da specialisti del settore che in qualità di advisor indirizzino e supportino con argomenti pertinenti la valorizzazione degli asset Gesam.

O si spunta un ottimo prezzo di vendita e si capitalizza in altro settore.

La cosa che ci propone Bortoli è però la peggiore: ovvero ridurre il capitale in gesam a favore di toscana energia senza nessuna garanzia e rimanere così dentro la società valendo poco o niente ( si prevede un 20%) con toscana energia che decide tutto senza possibilità alcuna di tutela della quota di minoranza.

Lucca holding non deve avere fretta, deve chiamare esperti fidati nelle strategie gas e farsi guidare in questa fase propedeutica alla gara d’ambito, tenendo conto che la legislazione e la normativa di riferimento sono molto penalizzanti per le proprietà pubbliche.

Contestare a Roma questa situazione dovrebbe essere un must anche per il Comune di Lucca.

E speriamo che il tavolo venga rovesciato…potrebbe ancora succedere.

E vogliamo ricordare anche che sono stati previsti dei fondi UNA TANTUM per aiutare i Comuni a preparare al meglio la documentazione di gara. L’ATEM LUCCA ha a disposizione € 120.000 per coprire i costi di svolgimento della funzione di stazione appaltante e € 480.000 da dividere tra i Comuni che a loro volta debbono sostenere spese per istruire in modo corretto la documentazione di gara.

Somme importanti che dovrebbero essere utilizzate per avere i migliori consulenti …….. e non i più convenienti! Tra l’altro le somme non utilizzate per queste attività vanno restituite (vedi parere Corte dei Conti).

Stiamo parlando di una rivoluzione del servizio di distribuzione del gas che solo per Lucca vale circa 50.000.000 di euro!

Tutto il consiglio comunale deve essere messo a conoscenza, devono esse chiamati degli esperti e deve essere fatta una contro perizia.

Contestiamo come illegali, in ogni caso le determina di giunta del 29 dicembre in quanto tratta della pianificazione dello sviluppo dell’impianto di distribuzione del gas naturale e quindi, come tutte le decisioni di pianificazione, debbono essere assunte dal Consiglio comunale.

Infine contestiamo anche le dichiarazioni che i lavoratori non rischiano in quanto la legge prevede l’obbligo per il vincitore della gara d’ambito di assumere una persona ogni 1.500 clienti; le eccedenze non sono tutelate. Per non parlare delle penalizzazioni che i lavoratori trasferiti alla nuova società subiranno grazie all’obbligo di applicare il Jobs act .

Dott. Laura M. Chiara Giorgi

Redazione - inviato in data 19/01/2016 alle ore 19.42.34 -

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