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La politica del “ma anche”

La politica è mediazione. La mediazione fa a pugni con le idee. Le stempera, impone compromessi, inserisce variabili mercantili. Collega argomenti lontanissimi, riunendoli in un unico disegno di scambi ed accordi. La politica è insomma un oggetto alto e imperfetto, pieno di magagne e di trucchetti, di vecchi furboni e giovani cinici col pelo sullo stomaco. Quella politica, se riusciremo ad osservarla col necessario distacco, dovremmo dire che fa schifo. E infatti lo fa. Quella stessa politica osservata da abbastanza vicino mostra accanto a tutti i suoi vizi anche grandi tenacie, impegni eroici, buonafede a carrettate. È un tipico problema irrisolvibile: la politica è schifosa ma anche, talvolta, la forma più alta di confronto democratico.

Eppure su certe questioni le cose potrebero essere più semplici. Per esempio sulle questioni di principio il “ma anche” spesso non dovrebbe essere compreso. Non si può essere questo ma anche quello, a meno di non essere Walter Veltroni che fece un partito pieno di gente shakerata a caso, tenuta assieme da un collante invisibile che vedeva solo lui. Cattolici ma anche vecchi comunisti, democristiani di lungo corso ma anche giovani progressisti: una marmellata di “ma anche” tenuta insieme solo dalla speranza di contare qualcosa, ognuno singolarmente.
Leggetelo il programma elettorale del PD di Veltroni: contiene moltitudini. Una volta eliminate le perifrasi, gli avverbi in eccesso, i sostantivi immaginifici (progresso, riformismo, innovazione, diritti ecc., le keyword standard del centro sinistra) quel progetto conteneva tutto ma anche niente. Un enorme spazio di mediazione fra persone diversissime.

Il vizio paraculo e onirico di Veltroni è rimasto ben saldo dentro le teste di molti politici del centro sinistra. Oggi per esempio Monica Cirinnà, eroica relatrice del DDL sulle Unioni Civili ha prodotto questo tweet che ho dovuto rileggere un paio di volte:

'''
Monica Cirinnà
@MonicaCirinna
grande rispetto x la missione dal Papa.#unionicivili “Miglioreremo il testo senza stravolgerlo, la maggioranza c’è” http://www.partitodemocratico.it/welfare/cirinna-miglioreremo-il-testo-senza-stravolgerlo-la-maggioranza-ce/ …
11:32 - 23 Gen 2016
'''

Grande rispetto per la missione del Papa, dice Cirinnà dopo che il Papa si è espresso sulle Unioni Civili con queste parole:

'“Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”'

Nella logica deprecabile del “ma anche” il politico perfetto ha una parola buona per chiunque, vede spunti di intelligenza ovunque, stima tutti con invidiabile apertura mentale. Anche chi, come il Papa in questo caso, è il principale ostacolo ad un disegno di legge che vorrebbe aggiungere diritti ad alcuni gruppi di cittadini senza toglierne ad altri. E che se andrà bene, nel migliore dei casi, ne aggiungerà molti meno di quanto sarebbe necessario e ovunque accettato.

Esistono forme di mediazione insopportabili. So bene che si tratta di insofferenze variabili e che ognuno di noi ha le proprie. Ma non mi piace la propaganda, così come non mi piace Verdini, o Bruno Vespa, o la retorica del volemose bene che rende i nostri parlamentari fieri nemici in Parlamento ma fratellini siamesi a telecamere spente alla Bouvette.

Fuori da questa intossicazione collettiva Monica Cirinnà avrebbe forse dedicato un tweet al Papa reazionario e antistorico. Oppure sarebbe stata zitta e non avrebbe dichiarato nulla. Come sappiamo la politica si fa anche con i silenzi e gli imbarazzi appena accennati. Ma non si fa con i “ma anche”. Che costano poco e rendono ancora meno. I “ma anche” sono un soldo di latta ovunque, tranne che nel mondo fatato della eterna mediazione politica fra persone tutte uguali.

Massimo Mantellini - www.mantellini.it

Redazione - inviato in data 28/01/2016 alle ore 7.28.14 -

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