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Lucca, le tre bande dello spaccio tra stregoneria e tecnologia

dal corriere della sera


Ventiquattro arresti, cento schede telefoniche intestate a cittadini cinesi e cambiate continuamente, un’alleanza per smerciare droga e spartirsi i proventi, riti di stregoneria per non essere rintracciati dalle forze dell’ordine

LUCCA – Oltre cento schede telefoniche intestate a cittadini cinesi e cambiate continuamente per non essere rintracciati, decine di pusher sparsi sul territorio, ma anche consultazioni di sciamani per far sì che i diavoli li proteggessero dall’intervento delle forze dell’ordine. Era questo il mix, fra riti di stregoneria e moderne tecnologie, utilizzato dai vertici di tre diversi sodalizi criminali collegati e al tempo stesso rivali fra loro, che avevano creato una vera e propria associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti e stroncata, dopo una maxi inchiesta durate quasi due anni e mezzo denominata “Operazione Gate”, dalla Squadra mobile di Lucca, dal Servizio centrale operativo della polizia e dalla Procura distrettuale antimafia di Firenze.

I NUMERI - Ventiquattro in tutto le persone arrestate, per dieci delle quali (cinque sono ancora ricercate) – di nazionalità marocchina – sono scattate in questi giorni le misure cautelari della custodia in carcere; nell’ambito dell’operazione, inoltre, sono stati sequestrati a più riprese ingenti quantitativi di droga, per un totale di oltre 300 chilogrammi di hashish e più di 2 kg di cocaina, in larga parte provenienti dalla Spagna e destinati in prevalenza al territorio della Versilia, ma anche al resto della provincia di Lucca e a quelle di Massa Carrara e Pistoia.

L’ORGANIZZAZIONE – Le indagini sono scattate nell’ottobre 2013, coordinate inizialmente dal sostituto procuratore di Lucca Aldo Ingangi e poi dal pm Ettore Squillace Greco della procura distrettuale antimafia di Firenze, e hanno permesso alla fine di smantellare una rete di spaccio capillare, grazie al lavoro degli investigatori della Sezione criminalità organizzata della Squadra mobile di Lucca, diretti dal commissario Silvia Cascino. Una rete, che dopo un primo colpo assestatogli da un’indagine dei carabinieri, si era ricostituita in Versilia spostandosi nelle zone di Camaiore, Pietrasanta e Viareggio, dove era diventata padrona indiscussa delle pinete, con almeno 100 pusher addetti allo smercio al dettaglio. Gente senza scrupoli, con vedette armate di bastoni per far perdere tempo agli agenti in caso di blitz e mettere al sicuro la droga. Tre bande diverse, due operanti a stretto contatto fra loro e una terza “concorrente”, ma legate da un unico filo conduttore, quello dello spaccio.

LA SVOLTA - La svolta è arrivata nell’agosto scorso, quando la polizia è riuscita ad intercettare un grosso carico di hashish in arrivo dalla Spagna, sequestrando ben 158 kg di droga nascosta tra i pancali di un camion. Da qui le indagini si sono concentrate sui canali di rifornimento della banda. Alle operazioni hanno collaborato anche il commissariato di Montecatini e la polizia stradale, che ha svolto degli inseguimenti rocamboleschi in autostrada in Liguria. I malviventi per fuggire hanno anche speronato le pattuglie e in un caso hanno imboccato l’autostrada contromano, provocando un incidente.


29 gennaio 2016

Anonimo - inviato in data 30/01/2016 alle ore 1.25.41 -

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