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GESAM, una rivoluzione da circa 50.000.000 di euro

GESAM: Stiamo parlando di una rivoluzione del servizio di distribuzione del gas che solo per Lucca vale circa 50.000.000 di euro
Abbiamo sentito il dovere di riportare all’attenzione di tutta la cittadinanza il futuro della nostra multiutility, la Gesam S.p.A.
Un’azienda che riporta nel bilancio 2014 un utile netto di 2.890.000€ dei quali 1.734.000€ al Comune di Lucca tramite Lucca Holding.

Scusate se è poco di questi tempi.

Premettiamo che la gara di ambito del gas non rappresenta certo una bella idea e dovrebbe, in questo momento, tenendo conto che la legislazione e la normativa di riferimento sono molto penalizzanti per le proprietà pubbliche, essere contestata a Roma e che questo dovrebbe rappresentare un must anche per il Comune di Lucca.

Peraltro speriamo che a Roma il tavolo venga rovesciato, potrebbe ancora succedere.



Allora punto primo non esiste nessuna fretta decisionale.

Lucca holding non deve avere fretta, deve chiamare esperti fidati nelle strategie gas e farsi guidare in questa fase propedeutica alla gara d’ambito,

In questa fase tutto deve essere PROPEDEUTICO per l’eventuale gara.

Allora quali scenari si aprono?



Gesam serve con le sue reti di distribuzione circa un terzo dei clienti (stiamo parlando di circa 50.000 clienti su un totale di 151.457).

Il resto dell’ATEM è equamente diviso tra Toscana Energia e 2i Rete gas.

Una situazione ottimale per far valere in sede di gara il principio della concorrenza che, se ben orientata, potrebbe dare buoni frutti al Comune di Lucca: questo Atem è contendibile!

Bisogna con onestà, trasparenza, chiarezza e fermezza, far pesare nei modi e nelle sedi deputate, la figura di AGO DELLA BILANCIA nei confronti dei due naturali contendenti.

Sono almeno tre le possibilità che abbiamo ed è nell’ottica di esse che dobbiamo lavorare e decidere .

Si può giocare la carta Gesam partecipando direttamente alla gara.

Si può aprire una trattativa con Toscana Energia per rimodulare la partecipazione azionaria facendo valere il ruolo strategico di Gesam in seno all’ATEM LUCCA.

Si può spuntare un ottimo prezzo di vendita e capitalizzare in altro settore.



Ma non si può giocare “Alla Meno!”

La cosa che ci propone Bortoli è però la peggiore: ovvero cedere il 9% del capitale sociale di Gesam a Toscana Energia che, con una cifra ridicola otterrebbe la maggioranza della società e quindi il controllo.

A Gesam resterebbe una quota di minoranza che di fatto la estrometterebbe dalla gestione dell’azienda.



La determina 17 del 31 marzo 2015 ha dato degli atti d’indirizzo, che vado oggi non sono stati applicati, oggi, troppo tempo è passato, e tutto deve ripassare dal consiglio.

Pare logico che tutta la questione a distanza di ormai 1 anno debba esserer rivista.





Ricordiamo, tra l’altro, he sono stati previsti dei fondi UNA TANTUM per aiutare i Comuni a preparare al meglio la documentazione di gara. L’ATEM LUCCA ha a disposizione € 120.000 per coprire i costi di svolgimento della funzione di stazione appaltante e € 480.000 da dividere tra i Comuni che a loro volta debbono sostenere spese per istruire in modo corretto la documentazione di gara.

Somme importanti che il Comune di Lucca avrebbe dovuto utilizzate per avere i migliori consulenti, mentre invece ha optato per il più conveniente attraverso una gara al ribasso dove con pochi soldi ha assegnato un lavoro difficile, delicato e di grande valenza economica e sociale.

Scelta paradossale tenuto conto che le somme ricevute e non utilizzate per queste attività vanno restituite (vedi parere Corte dei Conti)!.



A questo punto chiediamo:

Una controperizia fatta da società con requisiti di eccellenza, pagata con quanto non speso dell’Una Tantum.

Un adeguato dibattito in Consiglio comunale preceduto da assemblee pubbliche nel corso delle quali esperti del settore possano dare risposte adeguate ai quesiti che i cittadini porranno



Questo dibattito deve vedere protagonisti anche i lavoratori della Gesam a proposito dei quali ricordiamo che la legge prevede l’obbligo, per il vincitore della gara d’ambito, di assumere una persona ogni 1.500 clienti; le eccedenze non sono tutelate. Per non parlare delle penalizzazioni che i lavoratori trasferiti alla nuova società subiranno grazie all’obbligo di applicare il Jobs act .

Chiediamo anche l’intervento del Pd locale che vigili sull’attività del Sindaco che fa parte del loro schieramento.

Chiediamo anche l’intervento degli altri Sindaci dell’Atem.



Contestiamo in ogni caso la delibera 366 del 29 dicembre della quale abbiamo discusso in Commissione Controllo e Garanzia ieri 28 gennaio 2016 e per la quale, all’unanimità, abbiamo presentato domanda scritta in merito alla sua legalità al Dirigente Giannini.



Dott. Laura M. Chiara Giorgi

Redazione - inviato in data 31/01/2016 alle ore 10.32.27 -

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