Home
Prima pagina
Login         
 Home page - La Voce di Lucca
sabato 25 giugno 2016  
  Attualità & Humor Bon Appetit Comunicati Stampa Cultura Garfagnana In-Decoro cittadino La Tradizione Lucchese l'Altra Stampa LuccAffari Mediavalle  
  Politica Racconti Lucchesi Religioni Satira Società Sport Stravaganze VERSILIA Vita nei Comuni Web & dintorni  
Puoi dare la tua valutazione su questo scritto:
1 2 3 4 5
Manifesto in difesa delle partite Iva

di Gianluca Veneziani - www.lintraprendente.it
Il ministro Padoan e l'Agenzia delle Entrate si vantano di aver recuperato 14 miliardi di evasione, pescando tra i liberi professionisti. Gli stessi che rappresentano il tessuto produttivo del Paese e sono stati completamente dimenticati da Renzi, come conferma l'ultima riforma-fuffa delle professioni autonome.
Vi prego, fermatevi. Smettetela di continuare ad attingere alle partite Iva come salvadanaio, di considerarle come bancomat sempre disponibile per rimpinguare le casse di Stato e colmare i buchi di bilancio. Smettetela di additarle come unici veri responsabili dell’evasione italiana, come simbolo e metafora della furberia dei contribuenti che non contribuiscono, come disertori di Stato, come para-criminali, come cinici individualisti, come grandi imputati.

Eppure l’andazzo di questo governo procede ancora nella stessa direzione, tartassando i liberi professionisti, controllandoli, mettendoli con le spalle al muro e infine prosciugandoli delle loro risorse. Due giorni fa il ministro Padoan ha vantato l’azione dell’esecutivo, capace di recuperare all’evasione fiscale 14 miliardi e passa di euro in un solo anno e la direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi ha spiegato che questo successo è stato reso possibile da un’attività capillare di sorveglianza e “corrispondenza”, visto che sono state inviate durante lo scorso anno mezzo milione di lettere a tutti i contribuenti “sospetti”, a tutti i presunti “furbetti”, che erano lì lì per evadere. E, guarda un po’, tra questi infingardi e bari, c’erano proprio i soggetti più deboli e meno tutelati: i contribuenti con ritenuta d’acconto, le partite Iva, in due parole, i liberi professionisti. E te li vedi lì, il ministro e il capo dell’Agenzia delle Entrate, che gongolano per aver recuperato un sacco di crediti con queste missive a metà tra pizzini, lettere minatorie e pseudo avvisi di garanzia: «Caro contribuente, la sua dichiarazione non è regolare, le chiediamo di provvedere…», recitava il testo della lettera. Come dire che altrimenti saranno c…zzi.

Eppure parliamo di quelle stesse partite Iva che non hanno beneficiato di un solo centesimo della famosa mancia di 80 euro concessa da Renzi, che si sono viste prese in giro con una presunta riforma sul regime dei minimi, che in realtà non faceva che prorogare la situazione precedente (con tassazione al 5% sotto i 30mila euro), e che continuano a essere sbeffeggiate, vedendosi private di qualsiasi garanzia contrattuale, di qualsiasi stipendio minimo, di qualsiasi vantaggio sul versamento dei contributi. Le partite Iva e i liberi professionisti sono l’esatto opposto dei tutelati dal posto fisso, di cui ha raccontato Zalone, sono quelli che non possono contare sull’appoggio dei sindacati, sono quelli che devono lavorare per vivere e spesso devono evadere per sopravvivere.

Ma rappresentano anche il tessuto sano, vitale del Paese, l’apparato produttivo che consente all’Italia di non declinare, di tenere botta, di fare impresa, individuale di gruppo, quel popolo degli artigiani e degli imprenditori, che continua a garantire prodotti e profitto, nonostante lo Stato e il fisco soffocante, nonostante le Banche e la mancanza di credito, nonostante le lungaggini della Giustizia e della Burocrazia.

Andrebbe dato un premio a ciascuno di quegli imprenditori e a ciascuno di quei liberi professionisti, una lettera con tanto di titolo al merito, di medaglia la valore. E invece si vedono recapitare missive intimidatorie dalla Grande Bestia, nonché imposizioni a fatturare tutto d’ora in poi elettronicamente, sottoponendosi al controllo occhiuto del Grande Fratello. Il Grande Inquisitore che punta il dito e condanna chi invece è piccolo, innocente e si arrabatta per vivere.

Ora i liberi professionisti restano in attesa della ventilata riforma delle professioni autonome arrivata ieri sul tavolo del Consiglio dei ministri, in cui però – a fronte di qualche tutela in più per quanto riguarda maternità e malattia grave – mancherà qualsiasi riferimento a compenso minimo e questione previdenziale; e che riguarderà solo una minima percentuale dei liberi professionisti, appena il 6% secondo la Cgia di Mestre, come si addice alle finte riforme renziane. E tutto questo mentre, fa sapere un rapporto Adepp (Associazione degli enti previdenziali privati) citato da Il Fatto quotidiano, le loro paghe sono sempre più in calo: negli ultimi dieci anni, i notai hanno perso il 38% del proprio reddito, gli avvocati il 21, gli architetti il 17, i giornalisti il 12 e via dicendo.

Un’emergenza sociale che ha portato qualcuno a parlare di un nuovo “precariato professionalizzato”. Ma di fronte al quale il governo fa spallucce e anzi, cinicamente, decide di rincarare la dose, come fa il cattivo medico che, fingendo di curare il malato-evasore, in realtà lo ammazza definitivamente.

Redazione - inviato in data 01/02/2016 alle ore 8.04.09 - Questo post ha 1 commenti

SCRIVI IL TUO COMMENTO
 
Invia post a....
Stampa Post
 
COMMENTI
- Manifesti... - da Anonimo - inviato in data 01/02/2016 alle ore 15.00.00
Unica pecca dei 'manifesti', esser prodotto di ciecità corporativista che poteva andar bene soltanto cinque secoli fa.
Che che se ne dica, il corporativismo in Italia storicamente ha fatto danni più della grandine. Non escludendo naturalmente che ha avuto anche elementi di altissima onestissima levatura.
E lo dice una 'partita iva'.
L'evasione fiscale, e pure l'elusione, sono totalmente ed assolutamente, in ogni luogo e ad ogni livello, ingiustificabili.
Sono elementi totalmente ed assolutamente distruttivi dell'economia particolare e generale, specialmente in periodi di crisi.
Personalmente, da onesto, posso dire di 'soffrirla' ed anche di molto.
Un consiglio:
Se volete fare i corporativi,
1. non difendete i diavoli e le carogne in qualsiasi luogo si annidino, anche in casa propria;
2. elencate con draconiana precisione (da far schifo) gli elementi, comprese le Leggi dello Stato (e ne esistono, sic!) che in maniera plateale e spudorata danneggiano non solo la 'categoria' od il singolo tapino che passivamente la 'soffre' suo malgrado, ma tutta l'economia' generale.
3. Denunciate!
Quei panni sporchi si lavano fuori casa.
Son talmente puzzolenti che lavarli in casa rischiate la vita!
Poi fate quel che vi pare.
Tanto il conto sarà sempre a vostro carico (insieme agli altri disgraziati onesti del condominio).
Una partita iva.


---------------------------------------
Loading
Login
Registrati alla Voce
Iscriviti alla news
Blog personali
i Blog dei lucchesi
 
 
 
 
Informativa

INFORMATIVA

Chi si ritenesse danneggiato o diffamato da scritti pubblicati in questo blog può richiederne la rimozione immediata scrivendo al nostro indirizzo ed indicando il titolo del post o del commento

P.IVA 01835240464
Le foto presenti in questo blog sono state prevelentemente scaricate da internet e sono state ritenute pertanto libere da COPYRIGHT.
L'autore della foto ha comunque il diritto di chiederne la rimozione semplicemente scrivendo a
info@lavocedilucca.it