Home
Prima pagina
Login         
 Home page - La Voce di Lucca
giovedì 20 febbraio 2020  
  ...in Toscana Altopascio - Porcari -Capannori - Montecarlo Attualità Attualità & Humor Bon Appetit Comunicati Stampa Cultura Cultura & dintorni Degrado lucchese Garfagnana La Tradizione Lucchese l'Altra Stampa  
  Lucca come la vorrei Mediavalle Necrologi Politica Racconti Lucchesi Satira Società Spettacolo Sport Stravaganze VERSILIA Vita nei Comuni  
Puoi dare la tua valutazione su questo scritto:
1 2 3 4 5
“BLU GUADO”di ELISA ZADI a LA BARBAGIANNA di PONTASSIEVE

“BLU GUADO”di ELISA ZADI a LA BARBAGIANNA di PONTASSIEVE - Marco Palamidessi presenta la nuova installazione dell'artista

XXV Rassegna internazionale “Incontri d’Arte' - seconda parte
a cura di Alessandra Borsetti Venier
La Barbagianna: una casa per l’arte contemporanea
Pontassieve (Firenze), via di Grignano 25
Sabato 3 settembre 2016 / 17.00 - 22.00



Sabato 3 settembre 2016, dalle ore 17:00, presso la

“Barbagianna - una casa per l'arte contemporanea” a Pontassieve

Elisa Zadi presenterà in anteprima “Blu Guado”

la nuova installazione interattiva ispirata alla “Madonna del parto”

capolavoro universale di Piero della Francesca





Dopo il lungo e impegnativo periodo di ricerca per la realizzazione dell'opera, l'artista ha felicemente accolto l'invito a presentare questa sua ultima creazione nel corso della giornata in cui ricorrono i venticinque anni di attività della” Barbagianna - una casa per l’arte contemporanea”. A monte dell'opera di Elisa Zadi c'è un approfondito studio filologico (oltre che estetico) sul pigmento del guado, impiegato nella tecnica di coloritura della tonalità blu nelle stoffe fino al Cinquecento, e di tutte le altre fasi realizzative. L'avventura per la creazione di quella che significativamente è intitolata “Blu Guado”, opera installativo-performativa appartenente a un genere che sta sempre più interessando e coinvolgendo Elisa Zadi nel suo percorso artistico, nasce dallo storico e suggestivo fatto che Piero della Francesca apparteneva ad una famiglia di tintori di stoffe: è verosimile che il maestro rinascimentale abbia utilizzato gli stessi pigmenti per la preparazione di alcuni colori per la pittura. All’epoca l’azzurro era ricavato dalla pianta di guado, molto preziosa per l’attenta lavorazione che necessitava, e che ancora oggi si mantiene come rarità per pochi appassionati. La particolarità della tintura al guado, rispetto alle altre piante, è che la colorazione del tessuto non avviene durante la bollitura ma gradualmente e rapidamente con la sua stesura all’aria: questa metamorfosi affascinante è stata per l'artista una scoperta magica, simbolica tanto da desiderare di condividerla con un pubblico. Il modello dell'abito appositamente creato per “Blu Guado”, tratto dal celebre affresco di Monterchi, è stato riadattato alle effettive proporzioni fisiche dell'artista, che ha preso di riferimento il proprio corpo anche per la realizzazione del manichino, mediante calco diretto in gesso, con un deciso e motivato senso d'immedesimazione. Tra l'altro, l’azzurro prodotto dal pigmento blu guado, scelto per la colorazione dell’abito-scultura, corrisponde proprio alla tonalità dell’abito della Madonna di Piero, qui interpretato tridimensionalmente e installato sull'apposito manichino. “Blu Guado” si compone di tre elementi: una grande tenda (che riprende un altro elemento fondamentale nell'iconografia pierfrancescana), l'abito-scultura contenuto in essa (dipinto e cucito riprendendo fedelmente il modello dell’affresco) e una tinozza per l'antica tecnica della tintura al guado. La performance inizia con il bagno di colore di una grande pezza: l'artista si posizionerà in ginocchio di fronte al pubblico, immergendo semi e pigmento di guado e iniziando a pronunciare frasi significative. Una volta fatto riemergere dall’acqua, il tessuto viene immediatamente appeso a un filo posto davanti alla tenda. Mentre il naturale miracolo dell’ossidazione inizia a far prendere la definitiva colorazione al tessuto, l'artista, collocatasi dietro di esso, con delle grandi forbici divide a metà la pezza, e dopo averne fissato le estremità apre anche la tenda, in modo da creare due simboliche aperture consecutive. Un susseguirsi di nuove gestualità e frasi dal sapore rituale inviteranno gli spettatori a compiere il passaggio e a entrare nella tenda. I partecipanti passeranno uno alla volta nella tenda e troveranno, al centro di essa, l’abito-scultura illuminato dal suo interno. Un taglio fisico e simbolico, anticipato dalla stoffa tagliata in precedenza, si riverbera nuovamente nell’abito diviso e aperto verticalmente all'altezza del ventre. A questo punto ogni spettatore coglierà dalla “luce” di questo ventre “i semi” (di guado o di calicantus) custoditi al suo interno, li prenderà e li porterà con sé fuori dalla tenda, diventando così responsabile della nascita di future piante. Così scrive nella presentazione Marco Palamidessi:“Nel rendere omaggio al genio di Piero della Francesca, la nuova opera di Elisa Zadi, rappresentando in sé un inno alla fertilità nel senso più aulico e ampio, che va dalla procreazione alla genesi artistica, celebra un tema di fondamentale importanza, quello cioè dell'atto supremo, il gesto dei gesti che è appunto il nascere, il generare, il creare in tutti i suoi modi possibili, ma soprattutto artisticamente, cioè con la mente e con le mani. Vengono al mondo l'uomo, l'idea, il concetto universale, le opere i sentimenti e le cose. Gli artisti, quelli veri intendo, per mezzo della loro espressione, riescono a rinnovare ogni giorno la Creazione, sanno far sentire vivo un mondo, il nostro, che non è stato fatto in un solo istante, ma ogni volta che vi è sopraggiunto un artista degno di questo nome. Un'installazione, “Blu Guado”, che vuole ricordarci che creare è forse la maniera più alta di sentirsi vivi: si crea per essere ricreati continuamente da ciò che si fa, per mettere al mondo quei figli chiamati opere e dei quali gli artisti stessi sono figli a loro volta. Un modo, per chi vuole, di sentirsi più vicini all'universo, per coloro che non vogliono chiamarlo Dio. Ad ogni persona che vorrà intraprendere quest'avventura e condividerla prima di tutto con l'artista, il delicato compito di raccogliere il seme direttamente dal ventre che lo genera, per portarlo in un luogo, non importa se fisico o mentale, dove diventerà frutto e nuova vita. Come “levatrici”, andremo a cogliere il seme là dove questo germoglia, confrontandoci con un’opera che, attraverso la sua profonda ritualità, ci investe della responsabilità di essere portatori di luce, custodi del seme primordiale, protettori della vita che genera continuamente se stessa. E chi custodisce il seme della creazione è a sua volta egli stesso artista-creatore. “Blu Guado”, in fondo, è un'opera che ci ricorda che ogni giorno è un modo di venire al mondo, che ci fa cogliere l'idea che il nostro grembo, come la nostra mente, deve sempre essere fecondo, di luce, di semi, di vita”.



Maggiori informazioni http://zadielisa.blogspot.it/2016/08/blu-guado.html



orario apertura: 17:00-22:00
biglietti: ingresso libero
vernissage: sabato 3 settembre 2016
orario vernissage: 17
curatore: Alessandra Borsetti Venier
genere: collettiva d'arte contemporanea
email: info@morganaedizioni.it





Con il patrocinio di: Regione Toscana, Città Metropolitana Firenze, Comune di Firenze, Comune di Pontassieve. Con la collaborazione di: MultiMedia91 Firenze, Archivio della Voce dei Poeti Pontassieve, Morgana Edizioni Firenze, Area N.O. Firenze, Harta Performing Monza, Archivio Carlo Palli Prato

Redazione - inviato in data 01/09/2016 alle ore 12.55.06 -

SCRIVI IL TUO COMMENTO
 
Invia post a....
Stampa Post
 
 
Login
Registrati alla Voce
Iscriviti alla news
Blog personali
i Blog dei lucchesi
 
 
 
 
 
Informativa

INFORMATIVA

Chi si ritenesse danneggiato o diffamato da scritti pubblicati in questo blog può richiederne la rimozione immediata scrivendo al nostro indirizzo ed indicando il titolo del post o del commento

P.IVA 02320580463
Le foto presenti in questo blog sono state prevelentemente scaricate da internet e sono state ritenute pertanto libere da COPYRIGHT.
L'autore della foto ha comunque il diritto di chiederne la rimozione semplicemente scrivendo a
info@lavocedilucca.it