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I pubblici, i privati, la finanza creativa

Quale la verità sui costi aumentati per biglietti e abbonamenti?. Perché ora i comuni del PD si affannano con continue dichiarazioni dove dicono “sosteremo noi le spese”. Ma quando questi comuni in regione hanno approvato questi aumenti, hanno letto ciò per ci erano d’accordo o erano distratti? La verità è che i comuni governati dal centro sinistra pd o liste civiche riconducibili al pd, cercano di riparare scrivendo ai giornali che sosterranno loro le spesi di questi aumenti per venire incontro alle famiglie ai cittadini, vogliono far creder alla opinione pubblica di essere preoccupati per le famiglie i lavoratori il tpl . Ma allora se cosi preoccupati degli aumenti avevano accettato gli aumenti’ ma perché la nascita prima di ctt scarl e poi con nuovo atto notarile CTT Nord ? perchè ci sono voluti anni per fare la gara? Perché far confluire aziende fallite come ex Cta di Massa Carrara ad esempio? Perché hanno raccontato che il trasporto pubblico era alla canna del gas e che e per salvarla si è fatta nascere una scatola cinese o matrioska come si voglia indicate questa aggregazione. La realtà che i comuni non regalano nulla a nessuno , non fanno altro che destinare le tasse che paghiamo nei servizi come il tpl , quindi non sarà mica che si sono resi conto che i cittadini non sono stupidi e si incazzano come dimostrato? mica sarà che ci sono presto nuove amministrative in vista? Sarà perché si vuol far credere i vista della sentenza della corte europea che il trasporto pubblico funziona?

Non sarà invece che soldi pubblici stanno finendo i mano a privati come lo è stato per la gestione delle autostrade come la famiglia Benetton e Alitalia .



Cosa e successo e come nata, racconto cronologico:



Riportiamo qualche appunto cercando di essere quanto più chiari possibile su un'operazione della quale la CUb Trasporti chiederà chiarimenti tramite richiesta di una apertura di una commissione Trasporti al Ministro Danilo Toninelli .



- CCT nord sta per “Compagnia Toscana Trasporti” e quindi non è un consorzio, ma una società a responsabilità limitata

1) quelli che sono stati i ritardi della gara progetto

- 2012 Il bando di gara non era stato ancora pubblicato, se ne parlerà tra mesi. Quello che fu stato pubblicato in gazzetta ufficiale è l’avviso di gara



Il 31 ottobre scadevano i termini per presentare, da parte delle aziende interessate, la propria manifestazione d’interesse ad essere invitati alla procedura per l'affidamento in concessione di servizi di trasporto pubblico locale.


- Si fa confusione tra aggregazione del Ctt nord con la gara regionale. Il primo non c’entra nulla con la gara. Per partecipare alla gara le aziende non devono essere dei giganti altrimenti non si possono presentare. Basta che si presentino come un consorzio stabile (una scarl). Se a livello regionale non riescono a presentare una scarl con tutte le aziende, basta che alcune aziende formino una scarl (che sommate insieme raggiungono almeno il 30% dei requisiti richiesti dalla regione) e poi facciano un raggruppamento temporaneo d’impresa o un consorzio ordinario (da notare la differenza con il consorzio stabile. Quello ordinario a valore solo per partecipare alle gare, quello stabile deve avere una durata minima di 5 anni). In parole povere, se tutte le aziende toscane trovano un accordo per formare una scarl per partecipare alla gara regionale, allora non c’è nessun altro vincolo. Se, invece, le aziende toscane non riescono a trovare un accordo per formare una scarl e si presentano come raggruppamento temporaneo d’impresa o come consorzio ordinario, allora è indispensabile (in base a quanto a stabilito la regione) che almeno uno dei soggetti abbia almeno il 30% dei requisiti richiesti. Nessuna delle aziende attuali avrebbe tali requisiti, ma ce l’avrebbe il consorzio stabile CTT SCRL già formato (composto da cap, lazzi, cpt, atl, clap e non ho chiaro se anche copit e atn). L’aggregazione serve solo a dare alla cap il controllo del tpl della toscana del nord, a discapito del patrimonio pubblico, dei lavoratori e degl’utenti, facendo diventare la cap il soggetto forte del consorzio regionale.



1.Sono stati ceduti al consorzio

i più ampi poteri decisionali sulle attività di TPL delle consorziate, fatte salve le società cooperative (CAP)
le relazioni industriali e i rapporti di lavoro personali, compresi i contenziosi.
le operazioni finanziarie e le operazioni su i beni mobili e immobili delle consorziate , il consorzio deicide che CCPT presta garanzia con i suoi immobili per OPITEC


2. chi governa il consorzio?

il presidente e il vice presidente sono di nomina pubblica
l'amministratore delegato è di nomina PRIVATA.


3. DELEGHE AL PRESIDENTE.

direzione del settore finanza
nomina del direttore di quella direzione (cioè Fontana nomina il Siviero)


4. deleghe all'AD

gestione dei budget e delle offerte per le gare di TPL delle consorziate
gestione delle relazioni industriali e dei rapporti di lavoro personali nelle consorziate
GESTIONE DEI CONTI BANCARI delle consorziate
gestione finanziaria dell'azienda e controllo di gestione (ma la direzione finanza non era delega del presidente???)


In pratica , ceduto tutto il potere al consorzio, che invece normalmente va alla'assemblea, al CDA della singola azienda. Le singole aziende naturalmente ne sono sempre responsabili davanti alla legge, ma le cose le fa il consorzio senza rompersi le scatole nemmeno a consultare né le aziende né i comuni proprietari delle aziende. Tutto ciò spendendo 10.000 euro e firmando un pezzo di carta. E nel consorzio, anziché prendere le decisioni tutti insieme in CDA o in assemblea, è stato delegato tutto forse al BANCI?







Aziende avvolte nel 'guscio' del diritto privato e regolate dal diritto societario rendono impossibile il governo e il controllo del pubblico delle gestioni privatizzate Ovunque ci siano state aggregazioni di ex aziende pubbliche gestrici di servizi pubblici diventate S.p.A. con altri soggetti pubblici e\ privati si è assistito ingenerale ad un peggioramento del servizio, ad aumenti di tariffe e alla diminuzione e precarizzazione dei lavoratori e di una diminuzione del loro stipendio, La gestione privatizzata costa di più ed è, nella maggior parte dei casi, tutt’ altro che efficiente. Fosse che ci fosse realmente un vero privato che investa soldi suoi, e che quindi abbia tutto l’interesse di far funzionare il trasporto pubblico, e che questo forse potrebbe essere con un colosso come RATP, ma le società partecipate non sono colossi e non hanno soldi loro , ma quelli della collettività pubblici. Dalla nascita delle società partecipate a cosa si è assistito veramente aumenti costi biglietti disagi, bus vecchi sporchi e che prendono fuoco. Si ha ha creazione di valore per gli azionisti, e non la garanzia del diritto alla mobilità.




Il segretario Regione CUB Trasporti Maurizio Barsella

Redazione - inviato in data 15/09/2018 alle ore 19.34.02 -

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