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“Forte come un giunco - abbiamo tutte la stessa storia” di Satyamo Hernandez

Domenica 16 dicembre, dalle ore 16, al Teatro dei Rassicurati di Montecarlo si terrà la sesta giornata della DECIMA edizione del Festival Nazionale Città di Montecarlo “L’Ora di Teatro – Un Sipario aperto sul Sociale” organizzato dalla F.I.T.A. – Comitato Provinciale di Lucca in collaborazione con il Comune di Montecarlo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

DOMENICA 16 DICEMBRE 2018, DALLE ORE 16
TEATRO DEI RASSICURATI / MONTECARLO

Alle ore 16:00, la Performance socio-educativa

Compagnia Teatrale Papalagi/A.E.D.O. in collaborazione con Azienda U.S.L. Toscana nord ovest - Zona Valle del Serchio (LU) / Fornaci di Barga
“Forte come un giunco - abbiamo tutte la stessa storia” di Satyamo Hernandez

Lo spettacolo
Lo spettacolo esplora alcuni racconti di violenza ed impunità ordinaria, raccolti e messi in scena dagli attori della compagnia - un mosaico di testi, articoli, citazioni, monologhi e scene prese da fonti diversi, come Franca Rame, o da vittime di violenza e giornalisti sensibili o dal gruppo stesso. La triste constatazione scaturita dalla ricerca artistica è che le storie di violenza ed ingiustizia inflitte sulle donne si ripetono ovunque e senza una nuova consapevolezza le storie rimarranno sempre le stesse.
Disse William Shakespeare, “per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!”
E disse Marilyn Monroe, “C’è un momento in cui devi decidere: o sei la principessa che aspetta di essere salvata o sei la guerriera che si salva da sé”.

Con Anna Bertei, Clelia Giovannini, Monia Togneri, Manola Marsalla, Anna Massaccesi, Mariangela Biagioni, Claudia Rossi, Sandro Gonnella, Sergi Bertoncini, Andrea Ventuirelli, Roberto Gianni, Morena Mazzanti, Massimo Tazzioli, Massimo Forischi

Assistente - Sound Design: Abha Federica Mariano
Light Design - Capo Tecnico: Tiziano Gonnella

Direttore Scientifico - Responsabile U.S.L. Toscana Nordovest - Valle del Serchio: dott. Mario Betti

Regia di SATYAMO HERNANDEZ

A seguire, alle ore 17:30 circa, IN CONCORSO

La Corte dei Folli / Fossano (Cuneo)
“Nel nome del padre” di Luigi Lunari

Lo spettacolo
Una donna ed un uomo si trovano in un luogo misterioso, che presto si rivela come una sorta di Purgatorio, dove essi devono liberarsi dai loro drammatici ricordi per approdare ad una meritata pace eterna. Rosemary e Aldo provengono dai poli opposti della nostra società: sono figli di due importanti uomini politici, storicamente esistiti, di contrapposte posizioni ideologiche. Lei è figlia di un uomo potentissimo, un vero e proprio protagonista del mondo del potere e del danaro, lui è il figlio di un povero rivoluzionario, per lungo tempo esule dalla sua patria, che lotta per sconfiggere quel mondo ed imporre una nuova eguaglianza tra gli uomini. Diciamo pure “una capitalista” e “un comunista”. Entrambi i figli hanno pagato un durissimo prezzo alla personalità e alle ambizioni - pur così diverse - dei loro padri, dai quali sono rimasti irrimediabilmente schiacciati. Il dramma si sviluppa intorno al serrato dialogo liberatorio di questi due personaggi, nel luogo dell’anima non ben precisato dove s’incontrano, quasi una sala d’attesa verso un ipotetico aldilà.

Il germe primo di “Nel nome del padre” risale al dicembre del 1993, quando mi imbatto in una pagina de “Il Giornale”, allora di Montanelli, nella quale, sotto il titolo di “Un giallo lungo trent’anni”, si annuncia che è stato “ritrovato in una casa di cura di Modena un certo Aldo dal carattere contorto e difficile, con tratti schizofrenici e autistici, insuperabilmente solo, che confessa di non ricordare di essere mai stato bambino, e che chiede, al giornalista che lo incontra, com’era suo padre.” Non so perché: ho ritagliato quell’articolo e l’ho messo in una cartelletta rossa, e lì l’ho lasciato assieme a molte altre cose. Poi, molti mesi dopo, in un numero del “The Sunday Times” di Londra mi ha colpito un trafiletto a metà pagina in cui si accennava alla sorte di Rosemary, ricoverata in una lussuosa casa di cura, dopo essere stata lobotomizzata, per volontà e decisione di suo padre che ne sentiva imbarazzante la presenza. Lei, Rosemary, che a suo padre scriveva parole lancinanti, quasi scusandosi di essere diversa, operata al cervello ed eliminata a ventun anni, nel 1941, sopravvivrà a tutti, per spegnersi - per quel poco che aveva da spegnere – nell’anno di grazia 2005 mentre Aldo morirà, ancora degente in quella clinica modenese, nel 2011. Ancora una volta non so perché: ma ho ritagliato anche quel trafiletto e l’ho messo nella stessa cartella di cui sopra. Poi, in quella cartelletta, o più verosimilmente nel cervello del sottoscritto, i due ritagli si sono accostati, si sono fusi insieme come per un fenomeno stereochimico, e Aldo e Rosemary si sono incontrati ed hanno cominciato a dialogare e a confrontarsi. Dopo una gestazione insolitamente breve per le mie abitudini nasce “Nel nome del padre”. Ma qui il sipario si apre e l’Autore si tace: “Nel nome del padre” deve parlare da sé.
Luigi Lunari

Con Cristina Viglietta / Rosemary (1918 - 2005) • Pinuccio Bellone / Aldo (1925 - 2011)

Scenografie: Michele Tavella, Gianfranco Sarotto
Sartoria: Carla Lingua
Trucco: Terry Della Monica
Audio e luci: Fabrizio Armando

Assistenti alla regia: Licia Cumerlato, Giulia Carvelli

Regia di STEFANO SANDRONI


Il prossimo appuntamento!
DOMENICA 13 gennaio 2019, dalle ore 16
Performance socio-educativa (alle ore 16)
Compagnia Teatrale I Sorvegliati Speciali della Cooperativa Sociale “La Mano Amica” / Lucca
“Super Squad” di Katiuscia Giannecchini e Stefania Mariggiò
Spettacolo in Concorso (alle ore 17:30)
Associazione Artea Teatro Europa - Compagnia Monocromo / Brescia
“Casa di bambola (a Teheran, la città che non dorme mai)” tratto dalla drammaturgia originale di Henrik Ibsen


Ingresso: intero € 7,00 / ridotto, per bambini fino a 12 anni, € 4,00 

Note di servizio
Il biglietto d’ingresso per l’intero pomeriggio costa € 7,00 (€ 4,00 per bambini dai 7 ai 12 anni).
Per informazioni e prenotazioni, si può contattare Rita al numero 320/6320032 o alla casella di posta elettronica fitalucca@gmail.com.
I programmi delle rassegne organizzate dalla F.I.T.A. Lucca sono consultabili sul sito www.fita-lucca.it o sulla pagina Facebook Federazione Teatro Amatori Lucca.

Redazione - inviato in data 15/12/2018 alle ore 19.02.28 -

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