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“Giochiamo in Sala Operatoria con le infermiere che lavorano all’ospedale S. Luca”

Grande partecipazione, circa 180 persone, quindi una bellissima risposta alla cena di beneficenza per la raccolta fondi sostegno del progetto “Giochiamo in Sala Operatoria con le infermiere che lavorano all’ospedale S. Luca” di Lucca che si prendono cura dei bambini malati. L’evento, che si è tenuto a Lunata presso il ristorante “Villa Papao” in via vecchia Pesciatina lo scorso venerdì 15 marzo, era stato organizzato dall’Associazione Tèlia, (Associazione che nasce dalla passione di un gruppo di donne desiderose di mettere le proprie competenze culturali, civiche e umane a disposizione degli altri) con la partecipazione di Banca Consulia come sponsor, affinchè questo progetto portato avanti da queste infermiere meravigliose non muoia. Nella serata che è stata allietata da musica con dj e presentatore, ottimo cibo, tanta allegria per tutti e un mago che ha intrattenuto i bambini presenti e la vista del presidente della Provincia di Lucca nonché attuale sindaco di Capannori Luca Menesini, sono stati raccolti circa 1200 euro (anche se la cifra è provvisoria) a cui hanno fatto una donazione, oltre ai presenti, anche il gruppo Donatori di Sangue di Marlia. Una nota dell’ultim’ora da parte delle “telie” informa che questo convivio, non si limita solo a questo appuntamento, ma avrà un seguito, ovvero, visto il gran numero di partecipanti rimasti purtroppo fuori a causa del già pienone, avrà replica con una seconda cena che si terrà il prossimo 29 marzo, sempre a sostegno del progetto per i bambini e ancora a “Villa Papao” (adulti 18 euro Bambini 12 euro per antipasto, primo e dolce).
Il progetto «Giochiamo in sala operatoria», è nato spontaneamente nel novembre 2015 con Lucia Bertolucci Mery Scorzelli, Carla Pardini, Rossana Del Barba, Barbara Aloisi e Valentina di Cesare, è svolto in modo totalmente volontario dalle infermiere dell’Ospedale San Luca ed è una eccellenza tutta lucchese. L’iniziativa ha preso vita dal fatto che quando un bambino deve operarsi, le infermiere del blocco operatorio, con amore (e fondi propri) da tre anni gli comprano un regalino, ma soprattutto gli mostrano la sala operatoria come se fosse una “navicella spaziale” e sì perché c’è veramente un’astronave di Star Wars dove il bambino ne diventa il protagonista, rendendo così un’esperienza traumatica quale è un’operazione possa comparire quasi un gioco ed al tempo stesso ne rassicura la famiglia intera.
--Il progetto “Giochiamo in sala operatoria – spiega il dottor Sergio Ardis della direzione sanitaria ospedaliera - ospedale S. Luca di Lucca - è un’iniziativa, nata in maniera spontanea nel 2015, che ha l’importanza dell’accoglienza e questo fatto da circa un anno, la nostra direzione, a iniziato a valorizzarla. Da sempre l'ospedale rappresenta, per il bambino in particolar modo, il distacco dai propri punti di riferimento, quali le sue abitudini, la famiglia, i compagni e al tempo stesso il trovarsi a relazionarsi con una malattia o il dolore. Quindi l’entrare in un ospedale come degente rappresenta senza dubbio un momento difficile e rischioso per lo sviluppo psicologico del bambino. Ecco che grazie a questa bellissima idea del progetto «Giochiamo in sala operatoria» che tramite accoglienza e fantasia, vedi appunto l’astronave, si riesce a ridurre quell’ansia preoperatoria nei bambini e nei loro genitori. Un bambino non stressato, ossia rassicurato dalle infermiere che lo guidano alla scoperta di quel mondo visto da un’astronave, è sicuramente più reattivo in modo positivo alle cure, che un bambino preso dalla paura di un intervento chirurgico vedendo una sala operatoria con tutti quei “ferri chirugici” che da per sé incutono agitazione. Anche per i genitori vedere accogliere il figlio, che deve sottoporsi a terapie ospedaliere, in maniera serena e tranquilla in un ambiente “quasi da favola” e vederlo sorridere è certamente un fatto più rassicurante>>.
E a testimonianza di quanto spiegato dal dottor Ardis, le infermiere che hanno dato vita al progetto “Giochiamo in sala operatoria” hanno letto, durante il convivio serale, una lettera di una mamma in cui diceva: “Ciao sono la mamma di G. la bambina di stamattina, ho preso il foglio dell’intervento, non ho potuto fare a meno di provarti a cercare qui. Non smetterò mai di ringraziare te e le tue colleghe, siete state davvero stupende, amorose, meravigliose, l’avete tranquillizzata, siete state fortissime! Abbiamo pianto per la gioia di come avete accudito la nostra cucciola. Per noi credimi è stato veramente importante. Tutto questo vi fa onore. Poi ritornare a trovarla e mettere lo smalto sull’ultima unghia. Io mai avevo sentito o visto raccontare questi episodi. Continuate così !!! Vi abbracciamo forte”.
Una traccia questa, e ce ne sono molte altre, che indubbiamente fa capire quanto questo team di infermiere sia una squadra unita sia nell’accoglienza che curare i bambini.
E a proposito di squadra, l’Associazione Tèlia, durante la serata ha inteso contribuire anche, con una lotteria, a sostenere i giocatori della Lucchese. “Un piccolo gesto – hanno sottolineato – per una situazione che offende lo Sport intero”.

Redazione - inviato in data 17/03/2019 alle ore 11.58.47 -

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