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Intervista inedita al responsabile del Sindacato Nazionale Lavoratori Italiani (SINLAI)

RADICALI, SOCIALI E NAZIONALI!


Il sindacato viene spesso visto come qualcosa di antiquato, di sinistra, quasi 'anti-nazionale', il sindacato è spesso indicato come 'la rovina dei lavoratori' più che un supporto per i medesimi. Nuovo Nazionalismo vuole qui dare rilevanza ad un sindacato diverso, 'insolito', slegato dalle vecchie dinamiche che vedono i sindacati accordarsi con i padroni per disintegrare gli ultimi diritti dei lavoratori, si tratta del Sindacato Nazionale Lavoratori Italiani (SINLAI), nato nel 2017 ed attualmente unico sindacato di orientamento politico patriottico e nazional-sindacalista, a rappresentarlo in questa occasione abbiamo il dirigente Marco Tuccillo, giovane dirigente dell'omonimo sindacato e militante di Forza Nuova che ci ha gentilmente concesso questa breve intervista.

NN= Nuovo Nazionalismo, intervistatore.
MT= Marco Tuccillo, intervistato.

NN: I sindacati nazionali, quelli conosciuti in televisione, quelli entrati a pieno diritto nel salotto buono della borghesia liberal-marxista, sono tra le organizzazioni più odiate dopo i partiti in Italia. In cosa SINLAI si distingue dai sindacati classici tanto odiati?

MT: Il SINLAI è un movimento politico-sindacale che coniuga le istanze nazionali a quelle sociali e rivoluzionarie, sulla scia del sindacalismo rivoluzionario e del nazional-sindacalismo. Nostro intento è riportare i lavoratori al centro dell'attenzione, perno della solidità nazionale e del suo lustro, infatti siamo certi che questi saranno il perno nel motore della rivoluzione che verrà.

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NN: Ci sono dei personaggi politici o del mondo sindacale (italiani e non), alla quale vi ispirate di più? (Motiva eventuale risposta)

MT: Sicuramente abbiamo delle figure a cui ci rifacciamo ideologicamente e pragmaticamente, basterebbe citare Sorel come padre di tale ideologia sindacale e ovviamente l'USI (Unione sindacale Italiana) che ha visto colonne portanti del sindacalismo rivoluzionario come Filippo Corridoni e Alceste De Ambris, aggiungendo anche l'immense figure di Michele Bianchi e Luigi Razza. Mentre all'estero prendiamo maggiormente spunto dalla 'Falange Espanola de Las Jons' e in particolar modo da José Antonio Primo de Rivera e Ramiro Ledesma Ramos. Figure che invece sono di contorno per la rilevanza che hanno dato all'aspetto dell'uomo sindacalista, sicuramente Berto Ricci e Giuseppe Solaro. Facciamo questi nomi perché sono stati essenziali, oltre che fondamentali, nel rappresentare le battaglie sociali e del lavoro in chiave nazionalista e avanguardista, fattori che ci prefissiamo ogni giorno noi del SINLAI.

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NN: La vicinanza tra Forza Nuova e SINLAI è innegabile ed incontestabile, quanto è importante l'appoggio politico all'interno del complesso e spesso sottovalutato mondo dei sindacati?

MT: Riteniamo Forza Nuova l'unico movimento nazionalista che riesce a sintetizzare il sociale con l'aspetto rivoluzionario e tradizionale in un mix avanguardista che oggi in Italia non è rappresentato da nessuno, neanche nella fantomatica 'area' sempre più asservita all'ideologia destrorsa e reazionaria. È fondamentale l'appoggio ad una realtà politica consolidata, questo perché vi è sinergia ideologicamente parlando ma quando si tratta di lavoratori il sindacato cammina sempre su un binario parallelo a quello del partito/movimento, per ovvie logiche di modus operandi.

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NN: Ogni sindacato, anche in base all'area politica di appartenenza, si prefigge taluni scopi, quali sono gli obiettivi del vostro sindacato e le proposte che farete al mondo dei lavoratori?


MT: Promuoviamo la socializzazione per i settori strategici delle grande realtà aziendali e il corporativismo per le piccole-medie imprese di artigianato e via discorrendo. Siamo contro la riforma Fornero, il Jobs Act e la logica liberale d'impresa perpetrata dal padronato e del sindacalismo capitalista e cultural-marxista.
Per noi tutto si basa sulla produzione nazionale, in quanto la globalizzazione ha consentito lo strapotere del mercato scadente e del numerico a discapito della qualità, questo è stato un duro colpo per i prodotti nazionali che vantano di essere tra i migliori al mondo. Siamo contro ogni tipo di contratto atipico e quindi avversi alla precarietà imperante che sta massacrando, psicologicamente ed economicamente, i nostri giovani sempre più costretti a recarsi all'estero lasciando l'Italia in mano agli extracomunitari (sostituzione etnica sul posto di lavoro e demografica) e agli anziani; in base a tutto ciò
auspichiamo, anche, per il ritorno ai laboratori professionali nelle scuole italiane per forgiare la futura classe lavoratrice della nazione. Non tralasciamo neanche le questioni legate ai disabili, purtroppo una categoria che lo Stato ha dimenticato totalmente, inserendoli ai margini della società civile e questo non è possibile in una nazione come l'Italia.
Noi essendo sindacalisti militanti ci prefissiamo l'importanza di tornare a fare i picchetti fuori le fabbriche per tutelare i lavoratori, oppure in piazza tra la gente e nelle realtà agricole con i contadini; categorie, quelle citate, da tempo abbandonate e uccise dalla politica liberale. Oggi urge la necessità di aderire al nostro modo di fare sindacalismo per riscattare il popolo dei lavoratori.

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NN: Il sindacato in quanto tale, spesso, viene erroneamente visto come un'organizzazione di sinistra o peggio ancora comunista, trovate difficoltà nel far passare il vostro messaggio ai camerati meno informati su questo punto? Cosa risponderesti al tipico 'fascistone da tastiera' che alla vista di un sindacato dicesse 'SIETE KOME I KOMPAGNIH'?

MT: Naturalmente c'è molta ignoranza in merito, i sindacati vengono visti, dai più, come una 'formula sinistrorsa' da cui diffidare, in questo modo non fanno altro che aumentare il potere del padronato capitalista; il problema non è la realtà sindacale in sé ma il modo di fare sindacalismo e riteniamo che quello dei sindacati tradizionali, sia un pessimo modo di portare avanti le istanze sindacali. Comunque risponderei ai noti 'destrorsi' o 'fasciminkia' di andare a rileggere la storia dell'ideale di cui si vantano di essere sostenitori.

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NN: Personalmente quando hai sentito questa spinta che ti ha portato ad impegnarti nella giungla dei sindacati e dei problemi inerenti alla situazione dei lavoratori, dei precari e quant'altro? Come per altri camerati che abbiamo intervistato ti chiediamo... Ma chi te lo fa fare?

MT: Vengo dalla classe operaia e per me è un vanto, non un modo per sentirsi inferiori o in debito verso qualcuno o qualcosa e ciò mi ha scaturito una ferrea volontà di lottare a difesa dei lavoratori, dei contadini e dei giovani precari (categoria, quest'ultima, a cui tristemente appartengo come migliaia di ragazzi della mia età). Sono convinto che dare ai lavoratori degli strumenti di lotta e riscatto sia vitale per la costruzione dello stato sociale e del lavoro, distrutto da anni di liberal-capitalismo e marxismo culturale.

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NN: Quali sono le reazioni dei maggiori sindacati (CGIL, CISL, UIL) di fronte alle vostre istanze certamente radicali, rivoluzionarie e indubbiamente opposte alle loro? Hanno mai risposto ai vostri attacchi politici e dialettici oppure hanno preferito la strada, codarda a nostro avviso, della censura e del 'facciamo finta che non esistano'?

MT: Abbiamo ricevuto moltissimi attacchi nel tempo da parte della triplice (CGIL, CISL, UIL) e tutti notoriamente esagerati, esasperanti e reazionari ma è ovvio che abbiano reagito in questa maniera, sanno benissimo che il nostro modo di fare sindacalismo è la chiave di volta per fare breccia nel cuore dei lavoratori e loro non possono permetterselo anche se consapevoli di essere stati gli assassini delle categorie che dovrebbero tutelare. Oggi i sindacati confederali pensano solo alla lobby LGBT ed a rimpinzarsi le tasche con il business dell'accoglienza, ergo sono nemici e traditori del popolo e della Patria.

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NN: Quale peso avrebbe, nel mondo del lavoro e in quello della politica, un sindacato come il SINLAI forte e radicale, più o meno equamente in tutta Italia? potrebbe essere in grado di spostare gli equilibri nazionali della politica?

MT: Ad oggi stiamo lavorando sull'estensione territoriale e ci stiamo riuscendo benissimo, questo perché avendo un centro servizi, ove possiamo svolgere qualsiasi tipo di pratica CAF/Patronato, ci ha garantito l'apertura di molti sportelli sindacali che sembrano avere sempre più utenti e la cosa ci ha fatto capire che siamo sulla strada giusta. In futuro il modo di fare sindacalismo del SINLAI sarà concepito come unica realtà sindacale auspicabile per le riconquiste sociali dei lavoratori, ne siamo più che certi.

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NN: Se dovessi definire la tua persona ed il tuo sindacato in maniera distinta e separata, avendo a disposizione 2 o 3 aggettivi, quali utilizzeresti?

MT: Radicale, sociale e nazionale!

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NN: Ci sono state trattative o aperte collaborazioni tra il vostro SINLAI ed altre piccole o grandi organizzazioni sindacali?

MT: Ci sono delle collaborazioni con altre realtà quali Confintesa ma in futuro non è detto che non ci sia modo di allargare il fronte delle collaborazioni con altre formazioni sindacali che si riconoscono nelle nostre istanze.

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NN: Nell'ambiente politico alla quale tutti noi diciamo di appartenere si parla spesso senza sapere bene ciò che si dice, molti parlano di lotta di classe, altri di collaborazione di classe ed altri ancora, armati di ignoranza e Facebook, sostengono l'estrema destra economica liberista e privatista. Qual'è la posizione del SINLAI in merito a questa questione storica di approccio al mondo lavorativo?

MT: In genere non siamo per la lotta di classe ma questa diviene necessaria in realtà dove i contesti sono decisamente colmi di ingiustizie sociali ma ci sono anche situazioni in cui si può auspicare alla collaborazione, dipende esclusivamente dalla tipologia di datore/azienda che hai davanti. Per fare un esempio, non possiamo parlare di 'collaborazione' dinanzi a padroni che fustigano i propri lavoratori o che avallano la sostituzione etnica sul posto di lavoro, mentre si può parlare di ciò quando si ha a che fare con quelle realtà imprenditoriali che hanno volontà di fare il bene della nazione e dei propri lavoratori, considerando questi ultimi sul loro stesso piano sociale.

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NN: Prima di lasciarti e ringraziarti del tempo che hai messo a disposizione per noi, ti chiediamo di fare un appello, a nome del tuo sindacato, a tutti i camerati che ci seguono e, nel vostro caso, più in generale, a tutto il mondo lavorativo che chiede attenzione dai sindacati e risposte dalla politica!

MT: L'appello che faccio è quello di credere nella riscossa della classe lavoratrice e farlo in chiave nazionalista, in quanto non è possibile lasciare tutto ciò in mano della sinistra liberal-marxista e della destra reazionaria e populista che ne hanno fatto un 'monopolio' da dove estrapolare migliaia e migliaia di euro. Noi vogliamo che i lavoratori vengano considerati come tali e non numeri da sfruttare come, dove e quando si vuole e ciò può farlo solo chi si considera 'patriota'. Pertanto, in base a tutto ciò, auspichiamo che l'area nazionalista si riconosca nel sociale (soprattutto) e che i lavoratori rialzino la testa lottando insieme a noi, boicottando chi per anni ha guadagnato sulla loro pelle.


tratto da

https://nuovonazionalismo.blogspot.com

Anonimo - inviato in data 14/06/2019 alle ore 19.49.37 -

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