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Ancora la Venezi

Intendiamoci, lei è libera di farsi pubblicità o promozione come meglio crede: vestitini frù frù, acconciature vaporose, pose plastiche, ritratti più o meno naturali, eccetera.
Personalmente sono un po''stressato da questo suo presenzialismo mediatico abbastanza asfissiante, ma mi auguro che prima o poi passerà e quindi guardo oltre, come si suol dire.
Però lei oggi dice all'Huffington Post:
«Lo scorso anno ho organizzato il “Puccini Day”, al Lucca Summer Festival, che notoriamente unisce rock e pop, quindi quanto di più lontano dalla musica classica. Non ci credeva nessuno, è stato letteralmente un travaglio mettere in piedi quel concerto su Puccini. Invece sono arrivati quasi in 5mila. L’evento era sold out, la gente non poteva più entrare».
(https://www.huffingtonpost.it/entry/beatrice-venezi-dirigo-lorchestra-con-tacchi-e-vestiti-da-principessa-la-musica-classica-non-e-brizzolata_it_5db1b926e4b01ca2a8590ad2)

Sorvolando sui quasi 5000, tralasciando il dettaglio che l'evento sold-out era a ingresso gratuito, le ricordo che il sindaco Tambellini, insieme a Del Carlo e a Ferrucci del Giglio, ha dato ufficialmente una versione ben diversa, già finita sul tavolo della Corte dei Conti:
'Da molte istituzioni della città si voleva un concerto di grande rilievo' ha detto il primo cittadino, ricordando che sollecitazioni in tal senso gli erano arrivate dalla camera di commercio, dalla Fondazione BML e da altre realtà del territorio. 'Il concerto nasce soprattutto da un'istanza della città – ha spiegato – non è quindi un concerto organizzato dalla D'Alessandro e Galli che ha messo a disposizione le sue strutture'. Tambellini ha ricordato che avrebbe voluto coinvolgere anche l'Orchestra regionale toscana, ma ciò non fu possibile per un problema di date. 'Purtroppo tutto è stato fatto un po''in fretta' ha ammesso il sindaco. Per quanto riguarda la scelta di coinvolgere il Giglio, il sindaco l'ha giustificata con l'esperienza decennale del teatro nell'organizzare concerti di musica classica. Una motivazione definita dal sindaco 'utilitaristica', per poter 'fare tutto molto rapidamente'.
“E’ giusto che a Bindocci non torni qualcosa, ma ce ne assumiamo la responsabilità. Abbiamo agito così per una forte esigenza che proveniva dalle istituzioni cittadine e per la ristrettezza dei tempi”. Nella sostanza, il concerto che avrebbe dovuto organizzare la D’Alessandro e Galli sarebbe stato tutt’altra cosa e, alla fine, si è scelto di “sostituirlo” con questa prosecuzione estiva della Cartoline pucciniane. “Alcune istituzioni molto importanti - afferma Tambellini - hanno spinto affinché venisse organizzato un concerto pucciniano di alto rilievo'.

Continui pure la sua autopromozione, ma si metta d'accordo con Tambellini per evitare spiacevoli smentite.

Un Anacoreta

Anonimo - inviato in data 09/11/2019 alle ore 23.46.05 - Questo post ha 11 commenti

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COMMENTI
- Politica - da Anonimo - inviato in data 11/11/2019 alle ore 10.16.05
Chi di voi conosce la musica e può giudicare su questa cosa la bravura di una artista internazionale che porta Puccini e Lucca nel mondo?..

Maestro


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- Colombi? - da Anonimo - inviato in data 11/11/2019 alle ore 9.01.45
No però ci sono tante CORNACCHIE e AVVOLTOI.
E alcuni pipistrelli VAMPIRI......


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- A VENEZI...... - da Anonimo - inviato in data 11/11/2019 alle ore 1.31.02
A Venezi(a) ci sono molti colombi. Anche a Lucca ce ne son tanti e battono le ali. Di continuo.

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- Grande sì ma... - da Anonimo - inviato in data 11/11/2019 alle ore 0.08.04
... chi ha ragione fra lei e Tambellini/Del Carlo/Ferrucci?

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- grande VENEZI - da Anonimo - inviato in data 10/11/2019 alle ore 20.54.37
AMO LA VENEZI, AMO PUCCINI, AMO IL FATTO CHE LUCCA SIA NOTA ANCHE PER QUESTA ARTISTA !! FORZA BEATRICE VENEZI CONTINUA COSI''!!

una eccellente artista, veramente brava non per le sue chiacchere ma per la sua eccezionale bravura !!

UN LUCCHESE


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- Innocenti bugie o altro? - da Anonimo - inviato in data 10/11/2019 alle ore 19.06.36
A qualcuno non è andata giù di essere stato sgamato?
Tambellini ha ammesso che qualcosa non tornava nella faccenda [#]PucciniDay 2018 cioè che il Comune e il Giglio hanno organizzato e pagato un evento che sarebbe toccato alla D'Alessandro e Galli e al Summer Festival. Tambellini se ne è preso la responsabilità e sono anche curioso di sapere a che punto è l'esposto alla Corte dei conti.
Qualcuno ha fatto notare che però così Tambellini ha inguaiato una serie di personaggi che invece avevano detto delle cose un po''diverse, forse contando sul fatto che tutto sarebbe finito alla lucchese.
Uno di questi personaggi è proprio la Venezi che invece continua imperterrita a ripetere l'altra versione, tralaltro assumendosi dei meriti che secondo Tambellini proprio non ha ne lei ne il Summer Festival ne D'Alessandro, anzi dice che per lei è stato letteralmente un travaglio mettere in piedi quel concerto su Puccini.
Queste sono bugie innocenti? E chi è che non dice la verità, Tambellini o Venezi? E perche la Venezi vuole a tutti i costi convincere il mondo che quel concerto lo ha proprio organizzato lei? Ha detto anche l'anno scorso che non era stata pagata per quella serata, e tutto comincia a sembrare strano.
Qualcuno vuole segnalare all'Huffpost, che ha come direttore Lucia Annunziata, che hanno pubblicato qualcosa che potrebbe essere non vero? Eppure dietro il [#]PucciniDay della Venezi c'era anche un collega dell'Annunziata, il famoso Alan Friedman.
Anche Santini, oltre che presidente della commissione di controllo comunale è un giornalista, e allora perché non organizza una bella intervista a 3 con Tambellini, Venezi e Annunziata? E poi fa capire all'Annunziata se ha pubblicato un'intervista corretta o no.
Tanto per non farci prendere per il xxxx.....


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- Peccato - da Anonimo - inviato in data 10/11/2019 alle ore 17.19.15
che la Venezi scalpiti e sgomiti per diventare come la Ferragni?
A proposito il rossetto è troppo marcato, io proverei qualcosa di più neutro
Renata T.


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- Puccini era un innovatore - da Anonimo - inviato in data 10/11/2019 alle ore 15.04.49
Beatrice Venezi: Puccini era un innovatore anche nella sua capacità di orchestrare

Quando studiavo al conservatorio, la musica per me era diventata una semplice ripetizione meccanica. E''diventata invece motivo di gioia, come dovrebbe essere sempre, quando ho iniziato a dirigere – spiega Beatrice Venezi. Dirigere l'orchestra rappresenta un potentissimo atto creativo, un risultato che si sprigiona da un lavoro collettivo. Nominata dalla rivista Forbes nel 2018 tra i top 100 under 30 emergenti d'Italia e dal Corriere della Sera tra le 50 donne dell'anno nel 2017, Beatrice Venezi debutta in questi giorni nel mercato discografico con il suo primo album, 'My journey. Puccini's symphonic works' (Warner Classics) (https://www.warnerclassics.com/release/my-journey-puccinis-symphonic-works). Puccini è conosciuto soprattutto per il suo repertorio operistico. Questo disco vuole invece mettere in luce la grande varietà della sua produzione musicale e le sue grandi doti di innovatore, che si estendono anche alla capacità di orchestrare – conclude la Venezi.
I brani che ascoltiamo in questa puntata sono 'Scherzo e trio per orchestra' e 'Intermezzo sinfonico''dalla 'Manon Lescaut'

Sole 24 Ore


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- MOZARTH? - da Anonimo - inviato in data 10/11/2019 alle ore 14.02.29
va anche tutto bene ma un giornalista che intervista e che critica e che poi, PER 3 VOLTE (quindi non è un refuso) SCRIVE MOZART con la H FINALE, è una fonte autorevole? Bo vedete voi.

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- La Venezi convince e vince le Critiche - da Anonimo - inviato in data 10/11/2019 alle ore 11.59.08
Beatrice Venezi debutta con Puccini e tira diritto ed esorcizza le critiche)
Inserire immagine
Beatrice Venezi
My Journey - Puccini’s Symphonic Works è il primo album di Beatrice Venezi realizzato con l’Orchestra della Toscana su etichetta Warner Music Italia . Ventinove anni, di Lucca, è tra le poche donne al mondo a dirigere orchestre a livello internazionale,

Articolo di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)

Non ha confini: dall’Italia al Giappone, dalla Bielorussia al Portogallo, dal Libano al Canada fino all’Argentina tutti conosco Beatrice Venezi al punto da essere inserita nel 2018 da Forbes nell’elenco dei 100 giovani Under 30 leader del futuro. Il 7 novembre debutterà in America in un concerto con Andrea Bocelli a Miami al Seminole Hard Rock Hotel & Casino Hollywood. Intanto pubblica il suo primo album My Journey - Puccini’s Symphonic Works dedicato al suo concittadino Giacomo. La ho incontrata e intervistata.

Che sensazione da sentirsi chiamare maestro a neanche trent'anni?
In questo lavoro i tempi sono compressi ma ho anche iniziato molto presto, il percorso è in continua crescita. Ciò detto non lo ritengo un momento di arrivo. Non mi mette a disaggio è puramente il titolo.
Cosa fa un direttore d'orchestra?
Mette tutti d’accordo poiché ogni orchestrale potrebbe avere una diversa interpretazione. Non è possibile in un organismo unico.
Debutti con Giacomo Puccini.
E' stato il primo approccio, è l’operista italiano più moderno per un pubblico ampio. le sue opere sono intellegibili, sono moderne, al passo con i tempi. In lui l'azione drammatica è concisa, amo il suo stile musicale. La sua musica ha segnato momenti per me importanti.
A suo modo è un sostenitore del femminismo.
E’ molto moderno, sono sue le prime opere che hanno i nomi di donna. Sono protagoniste. Denota un certo narcisismo, è alla ricerca costante della donna ideale. Mi affascina il suo pensiero.
Come hai scelto il repertorio?
Apro con un brano che rappresenta una prima incisione assoluta: Scherzo e Trio per Orchestra ricostruito dal Centro studi Puccini sulle misure del trio. Rispecchia la veemenza, il sangue caldo di Puccini. Concludo con la Tregenda.
Arena di Verona, Torre del Lago, Teatro del Silenzio: la maggioranza del pubblico è straniera. Perché?
All'estero ci sono molta più attenzione e culto per l’italianità, l’opera è un made in Italy. E' Esportata in tutto il mondo: si pensa alla moda francese e a quella italiana, lo stesso vale per la cucina. L'opera è solo nostra. Anche Mozarth scriveva in italiano. L'Italia suscita molta simpatia. Poi se porti la musica e l'opera italiana in trasferta ti accolgono con calore.
Il mondo accademico spesso ti critica.
E' assurdo che io riceva delle critiche, promuovo la forza del contenuto classico. Convivo con le critiche del mondo accademico.
C'è un autore che ritieni ostico?
Brahms è quello che mi è un po’ ostico. Le sue serenate le ho già fatte per alcune sinfonie aspetto. Mozarth invece è cristallino: un passo oltre può renderlo volgare, un passo in meno lo rende sublime.
Quando non dirigi, quando non crei, quando sei solo Beatrice cosa ascolti?
Da sola cerco il silenzio. Amo il rumore dell’acqua, i rumori bianchi. Resto nel mio mondo. Se studi una partitura assimili informazioni: orchestrazione, melodia, ritmo si sedimentano poi, nei momenti di relax, tornano e li combini..


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- Grande Artista Lucchese - da Anonimo - inviato in data 10/11/2019 alle ore 11.57.17
Scossi dai movimenti del corpo, i capelli l’avvolgono come tentacoli. Finiscono sugli occhi, nella bocca. Scompigliano l’ordine, infrangono la posatezza. Sul podio, mentre agita la bacchetta per dirigere, Beatrice Venezi è tutta musica. Il suo corpo si muove a ritmo, sino alla punta dei capelli.

Il più giovane direttore donna italiana d’orchestra ha 29 anni. Quando parla nelle interviste, nei suoi modi non c’è traccia dell’esuberanza scomposta che la invade sul palco. È una metamorfosi. Le lunghe ciocche bionde le incorniciano il volto immobili, salvo il caso in cui non sia lei a scostarle con un lento e vezzoso gesto della mano. Questa femminilità, così naturale e sensuale, non vuole castigarla sotto un tight. “Ci sono stati maestri di fama importante che hanno dichiarato che la direzione d’orchestra non è proprio storia da donne, a cui mancano attributi, polso e leadership”, dice Beatrice, “Io ho deciso che nella vita avrebbero dovuto rispettarmi nel ruolo, senza travestimenti. Come a dire: va bene, il podio è storicamente un luogo maschile, ma io ci salgo su con i tacchi e un vestito sognante da principessa perché così mi sento, che hai da obiettare?”.



Per i suoi successi Forbes l’ha inserita nel 2018 nell’elenco dei 100 giovani Under 30 leader del futuro. Il suo obiettivo è un po’ essere l’Alberto Angela della musica classica: raggiungere e affascinare una platea che si pensa a torto possa essere disinteressata a qualcosa di impegnativo, perché “il mondo della musica classica appare piuttosto brizzolato, ma è ben altro. La sua bellezza deve tornare ad essere patrimonio di tutti, anche dei più giovani”.

L'HUFFPOST


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