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Il Comune unico è necessario, ma prima di arrivarci possiamo cominciare a fare qualcosa

Leggiamo spesso e con piacere su 'La Voce di Lucca' interventi a favore di un comuni unico nella pianura lucchese. Condividiamo da tempo questa idea e ci permettiamo dunque di rispondere in modo preciso all'ultimo articolo, nel quale era riportato anche un testo della Fondazione Bruno Leoni sul più generale tema degli enti locali.

Caro Direttore, Le diamo due risposte. La prima è relativa al possibile accorpamento dei comuni del 'Pian di Lucca'. Pensiamo che oggi la città di Lucca (o come la si voglia chiamare, Luccannori, Porcluccori, ecc.) si estenda sui tre comuni di Lucca, Capannori e Porcari. Questi comuni, storicamente erano compresi (ai tempi della Repubblica) in un'unica entità amministrativa, detta 'Commissariato delle Sei Miglia'. In verità ai tempi della Repubblica il centro della città, come oggi avviene per le capitali dei veri stati federali (gli USA per esempio), non faceva parte di alcuna entità territoriale e nel caso nostro lucchese era direttamente amministrata dal governo centrale. Tutto il resto però era un commissariato unico e il Commissario aveva, nei secoli, avuto la sua residenza a S. Vito (oggi quartiere di Lucca), Lunata e poi a Capannori. Solo con l'istituzione del moderno Comune di Lucca (avvenuta nel 1805) il territorio intorno cominciò ad essere smembrato, anche se l'assetto attuale ebbe reale origine solo nel 1824, ai tempi del Ducato borbonico, quando venne istituito il Comune di Capannori. A quel punto la pianura a Ovest e la città dentro le Mura vennero inserite nel comune di Lucca, mentre la pianura orientale divenne territorio di Capannori. Il Comune di Porcari invece è creazione relativamente recente essendosi esso staccato da Capannori nel 1913. L’istituzione del Comune di Capannori fu certo contrastata, tanto che la legge borbonica stabilì che la sede comunale sarebbe comunque dovuta rimanere dentro le Mura di Lucca (c’è rimasta, in piazza del Suffragio, fino a qualche decennio fa), mentre le sorgenti di acqua potabile più importanti del territorio, quelle di Guamo, restavano proprietà del Comune di Lucca. Oggi una suddivisione in tre comuni appare totalmente anacronistica, in quanto gli insediamenti industriali, in gran parte, hanno lasciato le zone centrali per spostarsi proprio nella zona orientale della pianura; siamo quindi di fronte ad un'unica città che ha una serie di funzioni legate appunto all'industria (si pensi allo scalo merci ferroviario e al casello autostradale del Frizzone) che si trovano proprio sul territorio di Capannori. La fascia periurbana collinare poi è caratterizzata da una chiara unitarietà storica, etnica e dialettale. Caratteristiche di questa unitarietà sono il sistema delle ville (non a caso dette 'lucchesi', anche se nel delirio di oggi si sente anche l'improprio 'ville capannoresi') e quello, ormai frammentario delle corti rurali. Di conseguenza, visti i dati storici, urbanistici, antropici, economici ed ambientali l'idea di fare un comune solo appare la più razionale. In Italia però le idee razionali raramente si trasformano in atti razionali. Partiamo dal presupposto che nessuna legge potrà mai obbligare a fondersi due comuni il più piccolo dei quali ha più di 45.000 abitanti, per cui il comune unico ci sarà solo quando lucchesi di Lucca, lucchesi di Capannori e lucchesi di Porcari lo vorranno. La strada appare non solo lunga, ma soprattutto accidentata. Molto accidentata. Tutti abbiamo infatti ben chiare in mente le vicende degli ultimi dieci - quindici anni; sono stati anni che hanno visto nascere l'autonomismo capannorese e addirittura la mancanza totale di collaborazione tra i due comuni principali per tentare di risolvere i nodi infrastrutturali a partire da quello annoso della viabilità. Forse sarebbe il caso di cominciare a proporre subito cose semplici ed attuabili. Prima di tutto l'avere un unico strumento urbanistico per i tre comuni ed un solo corpo di polizia municipale. In ogni caso il nostro movimento è sempre stato e sempre sarà a favore del comune unico di Lucca - Capannori - Porcari. Pensiamo e consideriamo questa la soluzione migliore e l’obbiettivo politico finale. Pensiamo invece che Montecarlo ed Altopascio siano comuni che svolgono, anche storicamente, il ruolo di cerniera tra la Lucchesia e la Valdinievole e che dunque, di fatto, non siano oggi parte della città di Lucca, ma della sua cintura esterna. Questi due comuni potrebbero forse fondersi tra loro, ma non crediamo opportuno si uniscano a quelli delle Seimiglia lucchesi.

Per quanto riguarda poi il tema generale degli enti locali siamo convinti che sarebbe opportuna una legge che obblighi all'accorpamento i comuni la cui popolazione, per due censimenti consecutivi, risulti inferiore ai mille abitanti. Non si creda che una legge del genere avrebbe pochi effetti in quanto questi piccoli comuni sono più di 1500, concentrati soprattutto in Piemonte e Lombardia. Per i comuni tra i 1000 e i 5000 abitanti si potrebbero studiare poi provvedimenti che incentivino fortemente la fusione, stabilendo però regole particolari per le aree interne e montane spopolate. Per quanto poi riguarda le province e le regioni, noi abbiamo sempre ritenuto che le funzioni amministrative dovrebbero essere tutte o quasi decentrate a livello provinciale, spettando alle regioni solo lo stabilire il quadro legislativo e le regole per l'attribuzione dei fondi U.E. In un quadro del genere il numero delle regioni potrebbe essere ridotto a otto, ovvero alle cinque a statuto speciale (in verità Val d'Aosta, Trentino ed Alto Adige sono di fatto province autonome) e a tre macroregioni. Anche quest'ultima riforma, per noi molto razionale, appare purtroppo molto lontana dagli intenti delle forze politiche, le quali non intendono smantellare quei potenti centri burocratici e clientelari che le regioni sono oggi.


PER LUCCA E I SUOI PAESI

Anonimo - inviato in data 10/11/2019 alle ore 4.05.33 - Questo post ha 1 commenti

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COMMENTI
- Concordo su tutto - da Anonimo - inviato in data 10/11/2019 alle ore 10.57.10
sono completamente d'accordo (a parte che potendo ci includerei anche Altopascio e Montecarlo) ed anche per quanto riguarda l'assetto politico e le funzioni delle provincie e regioni.
Ci sono battaglie che val la pena combattere perché la gente non conosce la verità ma l'assetto così com'è oggi serve solo alla politica per mantenere i suoi posti e non alla popolazione.
Io ci sono.
C.Cristofani


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