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Gestione del Pronto soccorso imbarazzante.

Esperto di riorganizzazione aziendale offre gratuitamente la sua consulenza. Garantisce la riduzione dei tempi di attesa del 25%.

Ormai non fanno più notizia i casi di disservizio al Pronto Soccorso dell’ospedale San Luca. Qualche giorno fa è finito al Pronto Soccorso per una serie di esami in seguito ad un incidente stradale un professionista con una lunga esperienza alle spalle nella consulenza di direzione ed efficienza aziendale, il dott. Rosario Pace, che ha deciso di raccontare brevemente la sua esperienza, colpito dalle inefficienze che ha constatato e lanciare una sfida alla Politica e al management dell’Ospedale.
“ La scorsa settimana mi sono recato al Pronto Soccorso in tarda mattinata per alcuni esami avendo fatto un incidente fortunatamente non grave, ma che mi ha causato qualche lesione. E’ stato sconcertante vedere di persona la gestione del Pronto Soccorso per chi come me si occupa quotidianamente di riorganizzazione e efficienza aziendale. Innanzitutto, lo stato emotivo di sofferenza di decine di persone costrette ad attendere per ore e ore invano. Osservando per tutto il pomeriggio ho capito molto di quel che succede. Mi sono chiesto: che cosa posso fare?
Lancio, quindi, una sfida al management dell’ospedale e alla politica. Metto a disposizione il mio tempo e le mie competenze gratuitamente per dimostrare che con un breve lavoro riorganizzativo e a costo zero per la struttura è possibile migliorare l'efficienza di almeno il 25%, in termini di riduzione della durata media di permanenza nel Pronto Soccorso.
Ho pensato che i problemi dei Pronto Soccorso non si possono ascrivere semplicemente alla mancanza di risorse e personale, che diventa un alibi, o ad impedimenti normativi e regolamenti. Piuttosto sono dovuti ad inefficienza e ad una organizzazione di lavoro fatta di privilegi e di costanti tentativi di non assumersi responsabilità, o scarsa professionalità. Il problema è evidente nella sua drammaticità già osservando la presenza di un vigilante. Se si è costretti ad assumere un vigilante a protezione del personale, significa che le persone che vengono per chiedere aiuto, arrivano a protestare, anche se esagerando, perché esasperate da attese infinite ed inefficienze. Basta questo elemento per capire che il sistema attuale è un fallimento.
La mia esperienza comincia alle 11.30- 11:40 quando arrivo al Pronto Soccorso dopo aver cercato inutilmente per due ore di mettermi in contatto con il medico di famiglia. All'accettazione, su un foglio di carta viene scritto il mio nome e mi fanno attendere fino alle 13:30-13:40 per accedere al Triage. La prima domanda, è normale far attendere dei pazienti così tanto, senza verificarne lo stato di salute?
I tempi di attesa sono infiniti anche dopo l’accettazione al Triage, ma sono fortunato, arrivo alla prima vista medica (alcune persone hanno atteso, a dir loro, 5-6 ore di attesa). Ed ecco, si dimenticano di farmi degli esami e l'attesa si allunga. E’ sera quando esco dall’ospedale grazie ad un infermiere, sollecitato più volte, che mi consegna gli esiti.
Evidenzio questo disagio perché è imbarazzante ascoltare persone anziane che sono in attesa in un corridoio da oltre dieci ore invano. O pazienti che hanno atteso ore per fare un esame e scoprire che se n’erano dimenticati. Per non parlare del via vai inutile del personale da una parte all'altra, in giro non si sa per cosa, spesso sicuramente alla ricerca di pazienti che si sono persi per il PS fra una visita ed un esame. E poi il gran lavoro di movimentazione di barelle fra i corridoi, completamente intasato. E la mancanza di macchinari per l’elettrocardiogramma, che bisogna ricercare in giro per il PS perché non tutte le sale visita ne sono dotate.
Devo ringraziare comunque la dedizione di parte del personale. Persone che credono nel servizio, lavorando a ritmi sostenuti. Ovviamente esse lavorano anche per i colleghi fannulloni. Quelli che, per intendersi, subito dopo aver timbrato il cartellino cominciano già a lamentarsi dei colleghi, di questo o quel medico, dei turni, oppure parlano dei fatti propri. Per questa tipologia di dipendenti, infatti, la preoccupazione principale non sono i pazienti che aspettano e soffrono, ma i turni di lavoro.
Alcune semplici domande: per decidere i turni non esiste un sistema informatizzato? Oppure non è possibile farlo fuori dagli orari di lavoro? Se in poche ore io sono stato in grado di individuare le persone che lavorano e i fannulloni, perché il management non si accorge di nulla? E poi, non capisco come nel 2020, con tecnologie informatiche evolute, non sia possibile organizzare in modo efficiente e veloce un flusso delle visite e degli esami di poche decine di pazienti. Per migliore di molto basterebbe un percorso, come si fa in ogni azienda organizzata, di revisione dei processi in modo innovativo, di introduzione di metodologie più efficaci e una moderna gestione del personale. E semplici azioni di coordinamento fra medici di famiglia, professionisti e strutture sanitarie. Il medico di famiglia è ancora troppo isolato e non in grado di interagire in modo efficiente con il sistema sanitario. Si tratta, in fondo, di problematiche risolvibili con semplici competenze e capacità manageriali.
In sintesi, se i cittadini lamentano e stanno intere giornate al pronto soccorso c’è solo una spiegazione: inefficienza da risolvere in temi rapidissimi. Sono convinto che norme, regolamenti, procedure interne, ma anche il terrore di denunce possano essere un limite all'efficienza, ma la necessità di tutelare la salute dei pazienti è prioritario su ogni impedimento, spesso usato come alibi.
Mi auguro che la mia disponibilità a mettere a disposizione la mie competenze in modo gratuito possa essere accolta perché non vorrei pensare che la burocrazia e i privilegi sono l’impedimento ad ogni miglioramento”

Rosario Pace

Redazione - inviato in data 19/12/2019 alle ore 12.18.55 - Questo post ha 3 commenti

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COMMENTI
- HO L'IMPRESSIONE CHE... - da Anonimo - inviato in data 20/12/2019 alle ore 4.13.06
Ho l'impressione che questo manager non abbia mai lavorato in aziende o enti pubblici....

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- Mi pare semplicistico - da Anonimo - inviato in data 19/12/2019 alle ore 18.39.03
Pronto soccorso intasato da gente che pensa di andare a eseguire subito patologie minime che il medico di famiglia o un semplice farmacista risolverebbe. Poi anziani anche che le famiglie non hanno più tempo di occuparsene appena malati e gli scaricano li, pensando ci sia un Badante per ognuno di loro.. Lei in poche ore ha già la soluzione in mano.. Critica le attese,, ma poi in definitiva non propone nulla di praticabile, solo che lei saprebbe gestire meglio il tutto col solito personale. Io ad esempio metterei a pagamento tutto ciò che non era da pericolo di vita e che poteva fare un medico di famiglia. Forse tante persone non andrebbero ad intasare un pronto Soccorso. per Acuti e gravi casi.

Danie


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- Riorganizzazione - da Anonimo - inviato in data 19/12/2019 alle ore 16.02.22
Carissimo Sig. Pace, l'errore iniziale lo ha commesso Lei, probabilmente perchè non aveva alternative, andando a intasare in Pronto Soccorso con una patologia che poteva curare (almeno secondo Lei) il Medico di Famiglia, ma non trovandolo è andato in Pronto Soccorso, che dovrebbe servire ad altro e non è strutturato per risolvere ogni problema quando non si trova il Medico di Famiglia. Questo è il vero problema, altro che riorganizzazione.

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