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Memorabile intervista di Travaglio a Davigo: per salvare la giustizia aboliamo la difesa

C’era una volta Oriana Fallaci. Lei era considerata la regina delle interviste. Ne fece decine, e le sue interviste erano spettacoli di lotta greco-romana. Prendeva l’intervistatore per il collo e non gliene passava una. Mise alle corde Gheddafi, ma anche Fellini e Bob Kennedy.

Sapete che anche i miti, col tempo, appassiscono. vengono superati. È successo così. Oggi il mito di Oriana è di gran lunga superato da quello di Marco Travaglio. Ieri, sul Fatto Quotidiano, Travaglio ha intervistato Piercamillo Davigo (ex Pm, ex capo dell’Anm, attualmente consigliere del Csm) e lo ha letteralmente messo alle strette: non gliene ha passata una. Lui – Davigo – si è difeso bene, certo, perché lo cose le sa. Ma ha traballato. Ogni domanda una mazzata. Ne ricopio qui le più importanti, anche per dare ai miei più giovani colleghi un’idea di come si fa un’intervista vera. Le ricopio integrali, senza cambiare una virgola e senza ridurle, per evitare che si perda la complessità della domanda. 1) «Lei che farebbe per bloccare i processi?» 2) «Non ci sono già?» 3) «Quindi che fare?» 4) «L’avvocatura non ci sente» 5) «Altre soluzioni?». E poi la sesta domanda che davvero è il colpo del kappaò: «Basta così?».

Sull’ultima domanda Davigo ha tremato davvero. E ha dovuto confessare che no, non bastava così. Che alle idee che aveva offerto fino a quel momento, rispondendo con sagacia agli affondi del giornalista, doveva aggiungerne un’ultima che può essere riassunta con queste poche parole: aboliamo il gratuito patrocinio per gli imputati, che tanto sono tutti evasori fiscali sennò non sarebbero imputati, e usiamo quei soldi per finanziare le parti civili.

Reso il giusto omaggio alla aggressività di Travaglio, forse un po’ troppo rude (specie in quel perfido «Non ci sono già?»), passiamo a esaminare le idee di Davigo.

La prima si fonda su questa affermazione singolare sulla prescrizione in Europa. Davigo, come già nei giorni scorsi più volte scritto da Travaglio (chissà chi dei due è il creatore di questa fake) sostiene che solo in Grecia esiste la prescrizione. Negli altri Paesi l’azione penale, una volta iniziata, non finisce più. Difficile discutere, su questo tema, perché l’affermazione non è discutibile: è assolutamente falsa. La prescrizione esiste in quasi tutti i Paesi europei (Germania Spagna, Francia, per citarne alcuni) e in molti di questi Paesi è molto più breve che da noi. Per esempio, in Francia i processi che prevedono pene sotto i 15 anni si prescrivono in tre anni (da noi fino a 15 anni, e in alcuni casi oltre) e l’eventuale interruzione della prescrizione non può comunque durare più di tre anni. A questo si aggiunge la prescrizione delle pene, che in Francia e in altri Paesi europei si conta dal momento del delitto, mentre da noi si conta dal momento della sentenza di terzo grado. Pensa un po’. Tanto che oggi i francesi dicono di non potere dare l’estradizione agli esuli italiani della lotta armata, perché da loro quei reati sono prescritti, da noi no. In Spagna e Germania le cose sono molto simili.

Davigo parte da qui per sostenere la sua idea di fondo. Che è questa. Per rendere più veloci i processi c’è un solo modo: ridurre i diritti della difesa. In varie forme. Abolizione della prescrizione, comunque dopo il primo grado, riduzione del diritto all’appello e introduzione della possibilità di reformatio in peius al secondo grado di giudizio (che vuol dire possibilità di aumentare le pene ricevute in primo grado, anche se l’appello è presentato dalla difesa), cancellazione o riduzione del gratuito patrocinio, obbligo per gli avvocati di pagare una multa per le impugnazioni che portano alla condanna. Davigo dice che in questo modo si sconsiglierebbe agli imputati e agli avvocati di ricorrere in appello, per evitare rischi. Travaglio purtroppo non chiede a Davigo se è giusto ridurre le possibilità di appello in presenza di dati molto allarmanti. Per esempio questo: il 40 per cento delle sentenze di appello rovescia o comunque attenua le sentenze di primo grado. L’appello non è una formalità o una perdita di tempo: è la possibilità di correggere un numero gigantesco di clamorosi errori giudiziari. Pensate che tra tutti coloro che finiscono indagati, la maggioranza risulta innocente: in Italia ogni 100 indagati, 75 sono scagionati nelle indagini preliminari o in processo; la percentuale è leggermente più bassa in caso di arresto: circa il 40 per cento degli arrestati risulta innocente, il che significa che probabilmente, oggi, nelle prigioni italiane ci sono solo 10 mila persone che vedranno la loro innocenza riconosciuta nei prossimi anni dopo aver trascorso in cella una piccola parte della propria vita.

Questi dati sono utili anche per giudicare la proposta di Davigo di rendere più dura la condanna in processo, e poi in appello, per spingere gran parte degli imputati ad accettare il patteggiamento. Dice Davigo: se rendiamo conveniente il patteggiamento ridurremo i processi e finalmente i tempi della giustizia si abbrevieranno. Il problema è che per patteggiare devo accettare una condanna e se sono innocente (cioè nel 75 per cento almeno dei casi, secondo i dati che vi abbiamo appena fornito)? Mi conviene lo stesso accettare una condanna perché – sapendo che gran parte dei diritti della difesa sono sospesi – so di rischiare di essere condannato anche da innocente? Questa è l’idea di fondo della giustizia? La giustizia – diciamo – è una macchina per condannare, non per giudicare. Tante più condanne ottiene nei tempi più brevi, tanto più è efficiente. E a questo principio devono ispirarsi le riforme. Del resto su questa idea, Davigo trova il plauso di quasi tutta la stampa. Quante volte avete letto questo titolo: “Assolti: la giustizia ha perso”. Ma perché ha perso? Perché sono stati assolti degli innocenti? E avrebbe vinto invece se fossero stati condannati? Bah.

Davigo su questo punto è convintissimo. Tanto che spiega come rinunciare all’appello sia un vantaggio per l’imputato. Perché? Perché di sicuro è colpevole, c’è poco da discutere. E dunque ricorrere in appello serve solo a rinviare la prigione. Se invece andasse subito in prigione potrebbe iniziare la rieducazione e riscattarsi prima. Non è così? Mandarlo in prigione prima è una cosa che si fa per il suo bene. Va’ in cella ragazzo, lo faccio perché ti voglio bene!

Poi ci sono gli ultimi due affondi di Davigo. Il primo è una vera e propria gaffe. Davigo si scaglia contro i ricorsi in Cassazione presentati solo per guadagnare tempo e far scattare la prescrizione. Davigo dice che in questi casi, quando la Cassazione stabilisce che i ricorsi erano infondati e inammissibili, dovrebbe essere automatico l’aumento della pena. Travaglio qui tace. Perché tace (e probabilmente arrossisce)? Perché è esattamente quello che fece lui, quando ricorse contro una sentenza di condanna e chiese la prescrizione, e la Cassazione gliela negò perché giudicò strumentale il suo ricorso. Ma questo magari Davigo non lo sapeva, sennò sarebbe stato più delicato.

L’ultimo affondo – ne abbiamo accennato – è sugli avvocati. Davigo propone che gli avvocati paghino insieme ai loro clienti per le impugnazioni inammissibili. Una specie di intimidazione per ridurre l’autonomia dell’avvocatura. Gli ha risposto ieri sera Gian Domenico Caiazza, il presidente delle Camere penali: «Volgarità per volgarità, parliamone quando parleremo anche della responsabilità dei magistrati, patrimoniale e disciplinare, per le indagini poi smentite da sentenze assolutorie e da appelli contro sentenze assolutorie poi confermate. Converrà con me, caro Davigo, che i danni (sociali, morali, ed erariali) che procurate con indagini e sentenze squinternate o grossolanamente persecutorie sono sideralmente imparagonabili coi danni che lei ritiene causati dalle nostre impugnazioni».


Piero Sansonetti - www.ilriformista.it

https://www.ilriformista.it/memorabile-intervista-di-travaglio-a-davigo-per-salvare-la-giustizia-aboliamo-la-difesa-33533/2/

Redazione - inviato in data 11/01/2020 alle ore 7.08.53 - Questo post ha 19 commenti

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COMMENTI
- @ Fatta franca... - da Anonimo - inviato in data 14/01/2020 alle ore 10.51.32
quello che ha scritto lei è DAVVERO OLTRE il limite dell'eversione, con offese alla Magistratura e a Davigo suo fiero esponente:

'...Travaglio e Davigo sono una coppia di giustizialisti degni del Torquemada. Si tratta di personalità pericolose ed eversive. Andrebbero cambiate le leggi e poi anche i magistrati...'

Queste dichiarazioni sono IRRICEVIBILI e semplicemente INCIVILI, e fanno pensare seriamente che chi le ha esternate debba davvero sperare di farla franca per qualche cosa.

Infatti la cosa dipende da lei sa, non dalla Magistratura, mica siamo in una dittatura; conduca una vita nel rispetto delle leggi e degli altri e vedrà che in quel triste momento potrà pensare serenamente solo agli affetti e alle cose belle che ha fatto nella vita.

Glielo auguro di cuore, nonostante tutto.


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- Caro Sig.Gino, - da Anonimo - inviato in data 14/01/2020 alle ore 10.38.47
se Travaglio non ha ancora risposto non è certo colpa mia, magari ciò è dovuto al livello culturale e civico del soggetto Sansonetti, che fosse per me non meriterebbe neanche una risposta.

Stia tranquillo che non mancherò di indicare alla Redazione un eventuale articolo di risposta, sempre che non mi sfugga, anche per cercare di elevare un po''il livello culturale suo (di lei) e di molti che qui leggono e intervengono con post, quelli sì, al limite dell'eversivo.

Le comunico altresì che al contrario di lei, non sono in attesa spasmodica della risposta di Marco Travaglio, in quanto sono capacissimo di individuare DA ME lo stuolo di cazzate scritte da Sansonetti contro Davigo, e mi meraviglio assai che lei e altri come lei non siano in grado di fare lo stesso.



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- @ Sansonetti ??? - da Anonimo - inviato in data 14/01/2020 alle ore 9.29.49
Signor Grillino, nel primo commento che invia scrive:
'Siccome la risposta di Travaglio -che è profondo conoscitore della materia giuridica/penale - non tarderà ad arrivare, vorrei chiedere alla Redazione una volta tanto di pubblicare ANCHE LA SUDDETTA RISPOSTA, giusto per fare un servizio ai lettori che avranno così modo di apprendere molto su questa questione.
Se lo facesse un altro, finirebbe ne 'L'altra stampa'.

Allora è arrivata la risposta da Travaglio? Sono sicuro che se la segnalerà il Direttore la pubblicherà. Sono curioso e sto ancora aspettando

Gino M.



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- IL 'pericolosissimo'.... - da Anonimo - inviato in data 14/01/2020 alle ore 2.49.26
Vede, Lei sa già che io l'avrei 'fatta franca'. Ottimo, per le mie opinioni mi ha già condannato. Si comincia bene, roba da codice penale sovietico (si poteva condannare senza dibattimento e con un semplice provvedimento amministrativo)! Fatta franca rispetto a cosa?

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- @Responabilità....ecc. tutto maiuscolo - da Anonimo - inviato in data 13/01/2020 alle ore 23.35.20
attualmente c’è un Pubblico Ministero (PM, cioè l’accusa), un Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) che giudica se ammissibili e a regola di legge le indagini del PM, ed Giudice delle Udienze Preliminari (GUP) cioè almeno TRE magistrati diversi che esaminano il caso e possono anche decidere, in primis il PM, se non ci sono gli estremi, di archiviare le accuse ad una persona indagata.
Il geom. Chiari, per esempio, non è andato a processo perché il GUP ha archiviato il caso.
In caso di separazione di carriere, il PM ha il solo compito di far condannare l’imputato in tutti i modi, non lo può archiviare, facendo così “l’avvocato” accusatore per conto DELLO STATO e dipendendo perciò dal potere politico; un PM accusatore a tutti i costi che dipende dal potere politico, e magari senza neanche che sia obbligato all’azione penale...mica male no?

Ma io mi chiedo: chi è quella persona malata di mente che preferirebbe un procedimento penale come questo?


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- RESPONSABILITA''CIVILE E PENALE DEI MAGISTRATI - da Anonimo - inviato in data 13/01/2020 alle ore 17.40.46
e separazione delle carriere. Vedresti che i signori padroni magistrati caviar-gauche starebero finalmente zitti.


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- @al grillino - da Anonimo - inviato in data 13/01/2020 alle ore 16.45.54
ecco per il signor tal dei tali che in genere non ci prende mai, l'autodifesa di Travaglio riguardo prescrizione sì o prescrizione no a suo carico.
Ovviamente non vedo perché non dovrei rispondere con le parole dello stesso Travaglio, che ovviamente con una lucidità senza pari si fa capire molto meglio di me.

Spiace solo che ci siano persone talmente ottuse dal loro odio per la verità, da tentare sempre di delegittimare una persona seria che mette sempre il dito nella piaga delle porcate che la vecchia politica fa da decenni a danno dei cittadini; direi che è masochismo puro.

Ma tant'è, ecco la replica di Travaglio:

https://infosannio.wordpress.com/2019/12/07/prescrivi-tua-sorella/


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- Pericolose e anzi pericolosissime - da Anonimo - inviato in data 13/01/2020 alle ore 16.16.13
sono le persone come lei, che considerano la Magistratura (emme maiuscola, please) una specie di setta che sceglie le sue vittime sacrificali a caso, tanto per rovinar loro la vita e rinforzare così l'aura di terrore che la circonda.
Ma dico io, si può essere più sciocchi di così?
Ma cosa vi passa per quel vostro cervello bacato?

La Magistratura applica le leggi dello Stato che nascono per proteggere i più deboli dalle angherie dei delinquenti e dei più forti.

Come lei afferma, in punto di morte e prima di esalare l'ultimo respiro, sembra che lei voglia sì ringraziare il buon Dio, MA DI AVERLA FATTA FRANCA in tutta la sua vita, altroché.


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- PER ME SONO PERICOLOSI. PERICOLOSISSIMI - da Anonimo - inviato in data 12/01/2020 alle ore 4.40.24
Travaglio e Davigo sono una coppia di giustizialisti degni del Torquemada. Si tratta di personalità pericolose ed eversive. Andrebbero cambiate le leggi e poi anche i magistrati. Non auguro a nessuno di subire un processo in questo schifo di stato violento. Me ne son sempre tenuto fuori e se arriverò come sono oggi al giorno in cui morirò, prima di esalare l'ultimo respiro non mancherò di ringraziare il Padre Eterno per non aver mai dovuto subire un'indagine.

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- al grillino - da Anonimo - inviato in data 11/01/2020 alle ore 20.17.10
fa un po''effetto leggere una frase del tipo: 'Il vero centrodx, che È LEGALITARIO e rispettoso dei ruoli delle Istituzioni prima fra tutti la Magistratura, vero e proprio faro per gente come Indro Montanelli, Enzo Ferrari, Paolo Borsellino, Marco Travaglio, la vera casa di Camillo Benso di Cavour, da decenni in Italia non è rappresentato da nessun partito'

con tutti quei nomi accanto a Travaglio.

lasciamoli perdere.

Ma poi Travaglio è un 'prescritto' come ho letto su alcuni giornali o no ? qualcuno mi sa dire ? (astenersi grillini con articoli dello stesso che si assolve da solo)


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- Non voglio scendere nelle motivazioni - da Anonimo - inviato in data 11/01/2020 alle ore 16.55.53
per cui la Redazione non mette mai articoli di Travaglio, anche se si intuiscono molto bene, però voglio rispondere a chi da queste pagine continua a denigrare Travaglio e ad esaltare Montanelli.

Le persone in questione, a parer mio, votano da sempre centrodx, e continuano a votare tutti quelli che da tempo USURPANO il centrodx, senza andare a vedere CHI e COSA c'è in quel contenitore che puzza così tanto.

(Il vero centrodx, che È LEGALITARIO e rispettoso dei ruoli delle Istituzioni prima fra tutti la Magistratura, vero e proprio faro per gente come Indro Montanelli, Enzo Ferrari, Paolo Borsellino, Marco Travaglio, la vera casa di Camillo Benso di Cavour, da decenni in Italia non è rappresentato da nessun partito)

Il rischio di andare a vedere è, per costoro, il dover accettare prima o poi il fatto di avere appoggiato da decenni gente che mente, gente corrotta e ladra, e le persone in questione non si possono permettere di subire il contraccolpo psicologico di tale rivelazione che va a minare direttamente il loro amor proprio; sono in trappola, per cui insistono nella loro partigianeria e continuano a stimare uno come Montanelli, a prescindere, accettando una contraddizione non da poco.

Ma Montanelli andò via da Il Giornale perché Berlusconi lo ricattava: o scrivi secondo il mio pensiero visto che sto per scendere in politica, o ti tolgo il sostegno finanziario.
Montanelli non poteva accettare di non essere libero sulla linea del giornale e COERENTEMENTE con i suoi principi se ne andò, portandosi dietro Marco Travaglio e una marea di altri giornalisti.
Voleva essere libero di scrivere ciò che voleva senza riverire in nessun modo il suo editore che si stava trasformando in politico.
Punto.

Da notare che è la stessa posizione e motivazione di Travaglio al FQ, pari pari: non vuole riverire nessun editore che sia intrallazzato in politica.

A conferma dell'episodio, c'è l'intervento in diretta al Raggio Verde di Montanelli che difese a spada tratta Travaglio che era in studio e aveva raccontato la verità contro un Vittorio Feltri che aveva raccontato BALLE e solo BALLE, e che infatti fece una figuretta misera.
(Lo trovate su youtube qui:
https://youtu.be/1BoJtPp9oQY)

Travaglio ha una solida preparazione democratica, civica e nella giustizia penale: lui critica ferocemente CHI in politica e anche nel giornalismo non segue le regole democratiche, civiche, repubblicane, chi non rappresenta correttamente gli interessi degli elettori e chi scrive in giornalastri con l'unico scopo di proteggere gli interessi degli editori intrallazzati in politica e nell'imprenditoria, e contro i cittadini.

Travaglio è tutto qui.

Ovvio che se la sia presa prima con Berlusconi e i vari peones, per poi attaccare il PD, Renzi &Co.: tutta gente che NON FATTO IL SUO DOVERE e si è inchinata a certi poteri (massoneria, finanza, imprenditoria) pur di stare al governo, respingendo diverse richieste di autorizzazioni a procedere di parlamentari solo per bloccare il lavoro dei magistrati.

I quali magistrati, ricordo, applicano le leggi dello Stato, le quali DA SEMPRE servono per difendere le ragioni dei più deboli contro le prevaricazioni dei più forti; dunque chi blocca il lavoro dei magistrati solo per difendere la casta, VA CONTRO le ragioni dei più DEBOLI: e i deboli siamo NOI CITTADINI.

Altrettanto ovvio che Travaglio avesse preso in simpatia il M5S che invece dimostrava, e DIMOSTRA TUTTORA, di occuparsi seriamente degli interessi dei cittadini, anche se questi ultimi di recente non ci hanno capito più niente sul m5S, semplicemente perché abituati da decenni a vivere nell'illegalità e spaventati dalla comunanza di idee del 5S con la magistratura e con l'esigenza di una lotta più efficace all'evasione fiscale.

Il vero e serio giornalista infatti non deve essere equidistante, ma deve essere LIBERO di RACCONTARE LA VERITÀ e di scrivere ciò che vuole, nei limiti di legge, anche il suo parere, ma non deve essere RICATTATO da chi gli dà da lavorare.

Ecco perché Travaglio sta sulle balle a molti 'potenti' ed è stato oggetto di tentativi di delegittimazione clamorosi, che però non sono stati ben compresi da CHI HA VOLUTO E VUOLE TUTTORA TENERE GLI OCCHI CHIUSI, al punto da denigrare Travaglio ed esaltare il ricordo di Montanelli, e senza accettare la realtà che MONTANELLI E TRAVAGLIO avevano e hanno gli stessi PRINCIPI.

Ecco spiegato il perché e il per come del duo Travaglio-Montanelli: il grande Indro MAI E POI MAI avrebbe preso a calci nel sedere Travaglio e viceversa, perché hanno seguito e seguono gli stessi principi.

A calci nel cuxxxo da soli semmai, si dovrebbero prendere quelli che denigrano Travaglio a prescindere, e che nel contempo continuano a stimare Montanelli forzando in sé una contraddizione solo per non accettare la semplice verità: ovvero di non averci capito UNA BENEAMATA FAVA DI NIENTE di tutto quanto accaduto in Italia fin dal 1992; e continuano tuttora a scrivere sciocchezze e a rispondere con una stizza davvero ridicola a chi cerca di aprir loro gli occhi sulla realtà.





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- Zelo sospetto - da Anonimo - inviato in data 11/01/2020 alle ore 16.47.34
Tutto questo zelo per difendere la prescrizione in un paese dove i più furbi e potenti la fanno franca, grazie proprio alla prescrizione, è sospetto.
C'è poco anche da commentare visto che nei commenti prevale l'acredine verso il giornalista anziché un giudizio di merito su una legge dello Stato che non risolve tutti i problemi della giustizia ma che costituisce un primo passo perché i cittadini siano tutti uguali di fronte alla legge.


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- sarà perché - da Anonimo - inviato in data 11/01/2020 alle ore 14.59.42
sarà perché la redazione, come la stragrande maggioranza degli italiani, non si lascia più incantare da questo individuo, fabbrica di fake, che nell'andare sempre contro corrente ha trovato il suo spazio di notorietà?
Travaglio è come quelle commesse alla Esselunga che per natale fanno i pacchetti regali. Tutti uguali con la stessa carta e lo stesso nastro. Poi ogni tanto quando cambia il vento allora cambiano carta e nastro e si accodano ad una nuova cortigianeria. Portarlo ad esempio in una discussione è un insulto all'intelligenza degli italiani.
E poi la smetta di dire che ha lavorato con Montanelli cheo ggi lo prenderebbe a calci in culo


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- C'è da chiedersi il perché... - da Anonimo - inviato in data 11/01/2020 alle ore 12.06.55
... la redazione pubblica sempre i pensieri galleggianti degli uni, piuttosto che degli altri, tipo, appunto, Travaglio.



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- Paese di santi... - da Anonimo - inviato in data 11/01/2020 alle ore 10.47.25
Purtroppo io di santi non ne vedo,
ne da una parte ne dall'altra.
La realtà italiana è questa.
In casa mia le mezze verità son state e saranno, sempre,
le migliori bugie.
Da tecnico, indirettamente in passato ho osservato cause civili.
Adesso non so, a suo tempo ho osservato avvocati navigare con barche di carta straccia, perchè glielo permettevano.
Ho il vaghissimo sospetto che anche adesso i tribunali civili son affogati,
pieni fino al tetto di cartaccia.


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- @ Sansonetti? - da Anonimo - inviato in data 11/01/2020 alle ore 9.50.43
quando arriverà la risposta me la segnali che la pubblicherò senza problemi.
Redazione


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- @ Sansonetti? - da Anonimo - inviato in data 11/01/2020 alle ore 9.50.43
quando arriverà la risposta me la segnali che la pubblicherò senza problemi.
Redazione


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- @ Sansonetti? - da Anonimo - inviato in data 11/01/2020 alle ore 9.50.43
quando arriverà la risposta me la segnali che la pubblicherò senza problemi.
Redazione


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- Sansonetti? - da Anonimo - inviato in data 11/01/2020 alle ore 9.33.59
Ahahahahah, siamo alla frutta.

E questo suo intervento sarebbe educazione civica, criticando uno dei più preparati magistrati italiani su questioni di corruzione (Davigo è un esperto proprio in reati di corruzione e contro il patrimonio), uno che sono 40 anni che se ne occupa?

'Giornalista' assurdo con tesi assurde, più volte fulminato senza speranza da Marco Travaglio in voce e su carta.

Il dott. Pierluigi Davigo, che ha fatto parte del POOL MANI PULITE - e lo dico per ricordarlo a quei gigli purissimi cui questo nome fa ancora venire l'orticaria -, è uno dei magistrati più preparati e attivi di questo paese in materia, e insieme a uno come il dott. Nicola Gratteri sono almeno in due (sono molti di più) ad esprimere parere positivo sullo stop alla prescrizione di Bonafede.

E''inutile che uno come Sansonetti insista a criticare Travaglio in questo campo, perché è un esperto, la risposta non tarderà ad arrivare e sarà come sempre devastante, sancendo la solita figura demmxxxa per il ns. 'audace'.

Tra l'altro in questo paese in tanti invocano sempre i 'CAPACI' per risolvere i problemi, invece in questa vicenda della prescrizione chissà perché tutti dovremmo dare retta a un Sansonetti qualunque -che tra l'altro scrive su L'Opinione, redazione infarcita di ex craxiani, berlusconiani, illiberali e quant'altro di peggio - invece che ad esperti come Gratteri e Davigo.

Siccome la risposta di Travaglio -che è profondo conoscitore della materia giuridica/penale - non tarderà ad arrivare, vorrei chiedere alla Redazione una volta tanto di pubblicare ANCHE LA SUDDETTA RISPOSTA, giusto per fare un servizio ai lettori che avranno così modo di apprendere molto su questa questione.
Se lo facesse un altro, finirebbe ne 'L'altra stampa'.

Grazie.


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