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MALLEGNI (FI), SU STAGIONALI TURISMO OCCORRE FARE MOLTO DI PIU'

'Il turismo è sicuramente uno dei settori che maggiormente sta pagando e continuerà a pagare il prezzo dell'epidemia da Covid-19. Non solo il trasporto e le strutture ricettive in senso stretto ma tutto l'indotto che gira intorno a un settore che da solo rappresenta il 17% del PIL nazionale rischia di collassare sotto il peso delle misure di sostegno insufficienti messe in campo da questo Governo. Nel decreto 'Cura Italia' si parla espressamente di indennità per i lavoratori stagionali del turismo e del settore termale salvo poi, con una circolare dell'INPS, escluderne la maggioranza con cavilli tecnici relativi a codici Ateco e Unilav. Capita così che le stesse persone che per la vigente normativa sulla nuova Naspi hanno diritto a soli 3 mesi di indennità in caso di disoccupazione in virtù della stagionalità del loro lavoro, restino esclude dalla platea a cui è rivolto il bonus di 600€ previsto dal decreto marzo.

Abbiamo già interrogato il Ministro Catalfo chiedendole di intervenire immediatamente per sanare un'anomalia tutta italiana che è frutto di decisioni spot prese sull'onda del momento e che, come accade troppo spesso, non tengono conto del tessuto socio-economico del Paese nella sua interezza. E' necessario che tutti i settori e tutti i lavoratori siano tenuti nella medesima considerazione perchè ci sarà bisogno di tutti per ripartire'. Lo dichiarano in una nota congiunta i Senatori di Forza Italia Barbara Masini, Roberto Berardi e Massimo Mallegni.

Redazione - inviato in data 01/05/2020 alle ore 11.23.32 - Questo post ha 16 commenti

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COMMENTI
- A cosa serve un tratto di spiaggia libera... - da Anonimo - inviato in data 02/05/2020 alle ore 11.26.57
se dandolo in concessione ci prendo dei bei soldini che servono come il pane, visto che lo Stato non manda più finanziamenti e con le sole abnormi tasse non riesco a far fronte?
Ridurre gli sprechi, dite?
E''vero, ma chi me lo fa fare di mettermi contro mezza città di 'prenditori' e 'sindacati' rompicoglioni, quando posso dare nuove spiagge in concessione e la sola rottura di palle -sopportabile- è quella degli ambientalisti e di chi ancora guarda al 'bello'?

Ma secondo voi è più facile mettere nuove tasse e svendere un po''di roba pubblica o 'riorganizzare' le spese attuali per ottimizzarle e mettere fine ai soliti regalucci?
Va bene così.

A Viareggio, manca di dare in concessioni gli scogli del molo, ma arriveremo anche lì.
Ah, è ovvio, le concessioni siano poco costose e centennali, sennò ESSI non riescono a 'pianificare' opportunamente.


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- Ridurre le concessioni - da Anonimo - inviato in data 02/05/2020 alle ore 10.55.48
Intanto bisognerebbe ridurre le concessioni che ci hanno messo al primo posto per aree demaniali occupate e relativa cementificazione, per rimetterci in linea con gli standard di altri Paesi europei. Il danno ambientale che il demanio, cioè i beni pubblici, ha subito negli anni è stato immenso. Le spiagge dovrebbero essere prevalentemente libere con la possibilità sulle stesse di avere servizi a poco impatto ambientale usufruibili a pagamento (Bagni Wc) e facoltativi ombrelloni e sdraio solo su una parte dell'area. Ci sono diverse esperienze che mostrano come si possa con buoni risultati coniugare la conservazione dei luoghi con la loro frequentazione rispettosa, un po''come avviene coi parchi. In gran parte della litorale della Versilia come in gran parte ad esempio di quello adriatico dove nei decenni si è sedimentata un'attività di balneazione tale da essere una caratteristica storica dei luoghi il discorso ovviamente è diverso ma anche qui ci vuole oculatezza e spazi liberi. In ogni caso le concessioni, vista la direttiva Bolkenstein e le procedure di infrazione, dovrebbero preferibilmente, essere attribuite ai Comuni che potrebbero poi affidare la gestione dei servizi a terzi o mantenerla in economia. Per quanto riguarda i canoni, parliamo in generale, tutti i report sono concordi nel dire che sono irrisori (poche migliaia di euro l'anno) a fronte di giri d'affari spropositati. Ma è tutta la materia che va ripresa in mano per correggere gli scempi che sui questi beni comuni, dove vale la prevalenza dell'interesse pubblico su quello privato e non viceversa, sono stati, in sordina anno dopo anno, spesso con la connivenza di chi doveva vigilare, perpetrati.

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- @Tanto Rossi - da Anonimo - inviato in data 02/05/2020 alle ore 10.19.32
Beato lei che sa cosa farà il sadico Rossi scatenato, non si sa perché, nell''impedire l'accesso alle seconde case, magari non ora ma tra qualche settimana a secondo di come evolverà la situazione dal punto di vista epidemiologico. E non sono l'avvocato difensore di Rossi, solo uno che non ha la sfera di cristallo.

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- CABINE E RICAVI - da Anonimo - inviato in data 02/05/2020 alle ore 2.37.06
In Versilia, mediamente, non ci sono più di 25 - 30 cabine per bagno. Per cui, ammesso e per nulla concesso che uno abbia tutte le cabine occupate i ricavi non sono quelli che, con calcolo maccheronico, vengono fatti nel post qui sotto. Chi scrive ha sempre pensato che le concessioni debbano essere messe all'asta, ma solo a certe condizioni. Quali?

1. Che la stessa azienda non possa acquisire più di un tot. di arenile (no a grandi concessioni che espellerebbero dalle spiagge gli imprenditori locali per costituire oligopoli che farebbero crollare l'occupazione

2. Buonuscita sostanziosa per chi ha investito nello stabilimento che viene concesso a nuova azienda

3. Possibilità per gli attuali concessionari di esercitare la prelazione sulla concessione mediante un rialzo fissato sulla base d'asta comunicando tale intenzione almeno trenta giorni prima dell'asta stessa

Ci sono stabilimenti balneari decotti il cui passaggio ad altri sarebbe auspicabile, ma ci sono anche bagni in cui si sono fatti investimenti importanti e che lavorano molto bene; chi oggi gestisce questi bagni ha tutto il diritto di continuare a lavorare senza svenarsi o rischiare tutto in un'asta al buio.


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- TANTO ROSSI HA DECRETATO CHE QUEST'ANNO NIENTE STAGIONE TURISTICA - da Anonimo - inviato in data 02/05/2020 alle ore 2.22.18
Il Presidente della regione è tutto impegnato ad impedire l'utilizzo delle seconde case. Dubito che vengano persone dall'estero prima di un anno o più. Dubito che vengano persone in albergo anche italiane prima di un anno o più. Per il turismo balneare resterebbero i proprietari di seconde case. Ma Enrico Rossi è scatenato nel volerne impedire l'arrivo. Di conseguenza quest'anno non ci sarà stagione balneare. Amen.


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- una curiosità Mallegni senatore albergatore - da Anonimo - inviato in data 01/05/2020 alle ore 22.37.06
Questo signore, che da albergatore fa il sindacalista degli albergatori travestito da senatore, è quello che oggi chiede un cambio di governo. Lo stesso Mallegni che in un video di Striscia la notizia (si può trovare on line) offendeva chi aveva ritenuto preferibile evitare assembramenti nei treni e nei mezzi pubblici, si faceva beffa del ministro della salute e si spingeva senza remora alcuna ad equiparare il coronavirus ad una banale influenza. In un altro video faceva un accorato appello alle persone non residenti a venire in vacanza nei comuni della Versilia, sostenendo che essi fossero immuni dal contagio di questa ‘semplice influenza’ invitando di fatto tanti cittadini delle zone contagiate a dirigersi verso le proprie seconde case o nei 'nostri fantastici alberghi’.“Non è un caso che oggi, grazie anche a quest’afflusso di persone proprietarie di casa, la Versilia e la zona costiera di Massa e Carrara siano diventate le zone con il più alto tasso di positività della Toscana.
Non so se questo signore in un altro Paese sarebbe stato eletto. Certo è che dopo avere fatto tali dichiarazioni, seppur tardivamente corrette, si sarebbe dovuto attenere ad un minimo di ritegno prima di ergersi a giudice di chi è si comportato in modo più responsabile di lui.



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- @una curiosità - da Anonimo - inviato in data 01/05/2020 alle ore 20.22.20
Anche gli ospedali se fossero privati funzionavano meglio ? Secodno il tuo ragionamento si... però preparati a sganciare fior di quattrini altrimenti rimani moribondo fuori dalla porta.
Vai a vedere negli altri Paesi come funziona, informati, solo dopo puoi scrivere CAZZATE!

N.B. In altri Paesi Mallegni non sarebbe nemmeno entrato in parlamento...


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- @una curiosità - da Anonimo - inviato in data 01/05/2020 alle ore 18.54.24
Anche la mafia rischia

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- a in liguria - da Anonimo - inviato in data 01/05/2020 alle ore 17.07.47
io ho conosciuto un tizio che faceva il volontario in un sindacato poi faceva anche delle truffe. Ha detto che lo fa ancora, sai com'è con i vecchietti...

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- una curiosità - da Anonimo - inviato in data 01/05/2020 alle ore 16.58.34
ma c'è qualcuno che davvero crede che se le spiagge fossero tutte libere ci sarebbero anche gli alberghi, i negozi, il lungomare, i ristoranti, le discoteche e la gente che viene da tto il modno (in Versilia) ? La domanda che se ci sono belle strutture è perché ci sono stati privati che ci hanno investito e rischiato del loro? Ma si dai facciamo gestire tutto ai comuni e vediamo cosa succede.
cc


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- In Liguria - da Anonimo - inviato in data 01/05/2020 alle ore 16.36.37
Il Liguria in un posto che conosco ogni tanto li facevano i controlli, poi hanno dato la cabina gratis al sindaco e da quel momento, evvai, finiti i controlli hanno cominciato a fare anche gli abusi edilizi sulla spiaggia. Si sono beccati una denuncia e sapete cosa ha detto il gestore dello stabilimento: 'Tanto... prima che mi condannino passeranno 10 anni, mi faranno pagare una penale ma nel frattempo mi ci sono fatto tondo'.

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- @--Gli scandalosi canoni degli arenili - da Anonimo - inviato in data 01/05/2020 alle ore 16.20.20
Non lo so in Versilia. Comunque il post si riferisce alla situazione nazionale, e comunque anche se i dati non sono gli ultimi, la questione rimane. Per non parlare poi della durata delle concessioni. che ormai sono diventate quasi un diritto acquisito per cui l'Italia è sotto procedura di infrazione delle regole europee da svariarti anni.
Ma noi ce ne freghiamo. Anche ora, soprattutto che abbiamo bisogno dell'Europa e ci presentiamo a trattare con questi presupposti, non ci facciamo bella figura.


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- Cari Verdi vi siete dimenticati il 'nero' - da Anonimo - inviato in data 01/05/2020 alle ore 15.06.21
In tutti questi conti, negli incassi manca una cospicua quota di incassi non dichiarati al fisco, tutto il nero che incassano senza battere uno scontrino.
Ma si sà, un finanziere in borghese sarebbe sgamabile in un bagno dove tutti sono in costume.... quindi evitano perfino di andare a fare i controlli.
Per i canoni demaniali, mi basta sapere che pagano come un'affitto di un'appartamento di periferia per capire che si sono delle gravi mancanze.
Che dire, viva l'italietta.


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- --> Gli scandalosi canoni degli arenili - da Anonimo - inviato in data 01/05/2020 alle ore 14.57.09
non ho letto tutta questa raccolta di luoghi comuni perché la malafede mi ha sempre fatto schifo.
Comunque mi può per favore dire almeno tre bagni in versilia che abbiano 100 cabine ?
aspetto risposta


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- Gli scandalosi canoni degli arenili - da Anonimo - inviato in data 01/05/2020 alle ore 14.11.19
Investire nella balneazione rende. Avete mai provato a calcolare quanti soldi si ricavano tra affitti delle cabine, ombrelloni, sdraio e quant'altro?

Le cabine sono mediamente affittate ad un prezzo che varia dai 1.500 ai 3.000 euro a stagione. Solo con 100 cabine si ricavano tra 150.000 e 300.000 euro = da 300 a 600 milioni di vecchie lire! Aggiungete i ricavi da biglietti di ingresso, noleggio lettini, sdraio, ombrelloni, utilizzo di ristoranti, piscine, acquisto di caffè, gelati, bibite.

Attualmente uno stabilimento medio piccolo come tanti, con una concessione demaniale di 5.000 mq di spiaggia, strutture fisse per 200 mq, di cui 100 di difficile rimozione, paga al demanio per la concessione dell'arenile secondo quanto previsto dalla legge circa 7.000 euro l'anno ovvero circa 600 euro al mese.

Se invece i 100 mq di strutture fisse di difficile rimozione fossero pertinenze demaniali ( di proprietà dello stato in maniera automatica allo scadere della concessione) adibite ad attività commerciale il concessionario dovrebbe per questi pagare un canone a prezzo di mercato, mediamente 10 volte superiore al canone tabellare, ma intervengono in soccorso gli sconti voluti dal governo nel 2007 ovvero: 50[[[]]%[]] in meno in presenza di mareggiate che hanno prodotto danni o erosione ( che non mancano mai..), 50[[[]]%[]] in meno per società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni nazionali( vela, surf...).

In definitiva il nostro stabilimento nella peggiore delle ipotesi potrebbe pagare un canone complessivo di circa 9.000 euro ovvero circa 760 euro al mese

Niente di male, ovviamente, guadagnare (nel rispetto delle leggi) è legittimo.

Ma i canoni che i gestori devono pagare al Demanio sono irrisori, nella gran parte dei casi il costo del canone è inferiore o equivale a quello dell'affitto di un appartamento medio in periferia, mentre La legge n. 1501/1961, imporrebbe, che 'l'Amministrazione è tenuta a graduare gli aumenti dei canoni minimi sulla base dell'utilità economica che i concessionari traggono dalla concessione'(art. 2, comma 2).

Complessivamente nel nostro Paese, nel 2005 gli stabilimenti in concessione (per zone demaniali marittime e lacustri) a fronte di un pagamento del canone annuo pari a 40.128.521 euro, vantano un fatturato annuo di ben 1.967.539.602 euro (Dati aggiornati al 2005. Fonte: elaborazione Patrimonio dello Stato S.p.A. su dati S.I.B. e FIPE srl).

Le cose non cambiano anche considerando l'insieme dei canoni demaniali marittimi ( turistico ricreativi, portuali e indennizzi) come si evince dalla relazione della Corte dei Conti del 2009 'La riscossione dei canoni nelle concessioni del demanio marittimo':

Entrate del Capitolo 2612/04: Proventi dei beni del demanio marittimo

Tipologia 2003 2004 2005 2006 2007
Previsioni 61.974.828 70.000.000 350.000.000 210.000.000 215.000.000
Riscossioni 56.561.513 59.493.524 52.168.625 65.447.707 85.455.875


Emerge impietoso il commento della stessa Corte dei Conti dove afferma che : le previsioni definitive di entrata di competenza sono state caratterizzate da rilevanti incrementi nel triennio 2005-2007, ma che non sono stati seguiti affatto, però, da corrispondenti andamenti negli accertamenti e nelle riscossioni.

Tradotto in parole povere: lo stato non è in grado di gestire in maniera efficiente , riscuotere o eseguire accertamenti per far valere le proprie leggi quando si tratta di canoni demaniali marittimi.

A cura della Federazione Nazionale dei Verdi


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- Soldi a Mallegni - da Anonimo - inviato in data 01/05/2020 alle ore 12.10.11
Sì bisognerebbe fare di più: mettere i soldi in tasca a Mallegni detto anche le 'nuove povertà'.

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