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Libertà = Benessere!

La storia oramai ci insegna che l’umanità è andata avanti grazie a questo apparentemente semplice binomio.

Questo binomio coinvolge innumerevoli realtà, un numero incalcolabile di individui e moltissime nazioni nel mondo intero.

E’ questo meccanismo che favorisce e permette (indirettamente o tacitamente) sia una convivenza civile tra gli individui, che l’esaltazione al meglio del valore di ciascun di loro.

I liberali non difendono la libertà economica non solo in nome di qualche principio astratto, la difendono perché essa è la condizione necessaria, ma non sufficiente, per la prosperità ed il benessere dei popoli.

Ci sono tanti valori importati nella vita degli esseri umani, ma volendo fare una scala di valori, per quanto certamente non facile, è la libertà il valore più importante.

Tanto è complesso ed articolato il concetto di “libertà”, che anche quando cerchiamo di definirla, in qualche modo di catturarla o addirittura di spiegarla attraverso concetti o simboli, ci troviamo di fronte a difficoltà quasi insormontabili, tentare di definire la libertà equivale in certo qual modo a limitarla.

La concezione liberale dello Stato democratico deriva da profonde esigenze morali e politiche insite nella coscienza di ogni essere umano, che deve porre come prima istanza la questione di limitare il potere dello Stato stesso nei confronti dei suoi cittadini.

Da un punto di vista prettamente etico, partendo dal presupposto che lo Stato, essendo costituito e composto da singoli individui non può avere diritti diversi dai suoi componenti stessi, e che pertanto deve essere al loro esclusivo servizio e tutelarne la libertà, la vita, la giustizia, la proprietà, la salute, l’istruzione, la sicurezza, la pacifica coesistenza...

Non è certamente possibile legare, né meccanicamente determinare, tutte le libertà etiche, politiche e culturali alla pura e semplice libertà economica e quindi allo sviluppo e al benessere.

Quello che certamente si può dire, senza distinzione di appartenenza politica, è che la grande maggioranza delle persone cerca la legittima ed innata opportunità di prosperare e di trovare la propria felicità.

Oggi dobbiamo però a mettere in pratica un nuovo modello di sviluppo e di crescita sostenibile, incoraggiando uno sviluppo economico con metodi volti a meglio tenere in conto sia le esigenze sociali di tutti gli uomini e donne, ma anche i temi ambientali, non più rinviabili.

Il benessere ed il progresso della nostra società è certamente legata alle libertà di cui noi godiamo, merita però riflettere anche sul fatto che la libertà, esercitata senza alcun controllo, può arrivare anche in casi non estremi a limitare la libertà degli altri.

In verità il vero progresso e benessere dell’umanità sta nella capacità di accettare limiti alla propria libertà, quando questa rischia di provocare danni ai propri simili, e come dice John Stuart Mill, sono proprio coloro che meglio interiorizzano i principi della libertà e ad averne colto il senso più profondo, a realizzare maggiormente la loro felicità.

In fin dei conti basta che ognuno di noi risponda a questa semplice domanda: “Che vantaggio c’è a costruirsi da soli le proprie catene?”, senza però mai dimenticare che la libertà di ognuno di noi finisce dove inizia quella del nostro prossimo.

Lo sviluppo e quindi il benessere delle nostra società deve essere pertanto inteso come un processo di espansione, nei limiti di quanto in precedenza evidenziato, delle libertà reali di cui godono tutti gli esseri umani, sia nella sfera privata così come in quella sociale e politica.

In conseguenza di ciò, la sfida dello sviluppo del benessere della famiglia umana consiste nell'eliminare i vari tipi di 'illibertà', tra cui la fame e la miseria, la tirannia, l'intolleranza e la repressione, l'analfabetismo, la mancanza di assistenza sanitaria e di tutela ambientale, la libertà di espressione, che limitano all'individuo l'opportunità e la capacità di agire secondo ragione e di costruirsi, liberamente, la vita che preferisce.

Se non adesso quando!

Fabrizio Biagioni
P.L.I. Partito Liberale Italiano
Viareggio - Versilia

Redazione - inviato in data 23/06/2020 alle ore 12.48.15 - Questo post ha 2 commenti

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COMMENTI
- PS... - da Anonimo - inviato in data 23/06/2020 alle ore 15.36.04
Poi a parlare della 'fame e la miseria' sembra più di ascoltare un ideologo comunista piuttosto che un 'liberale'.
Ma se la 'fame e la miseria' oggi esistono grazie a tantissimi ricchi moderni 'liberali'!!!!
Quei liberali di cui scrive, che avevano qualche senso nel dopoguerra per cultura esistente ancora in quella società, oggi 23 giugno 2020 di fatto sono ridotti ad un numero paragonabile agli ultimi umani indigeni dell'Amazzonia.


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- Libertà... - da Anonimo - inviato in data 23/06/2020 alle ore 15.18.22
Sognate, sognate.
Sognare non ha mai fatto male a nessuno.
Mio padre negli anni dopoguerra votava PLI, Poi in seguito essendosi scontrato con diverse persone dall'atteggiamento molto 'libero' ha cambiato un pò idea.
Ho avuto modo di conoscere un pò il 'profondo' territorio liberale americano e australiano.
Vi assicuro che ho avuto la conferma di quello di cui si è accorto nel tempo mio padre.
Il problema? Non siamo tutti uguali, le visioni di 'libertà' sono milioni di milioni, questo è un dato di fatto. Ed appena volete conformarle ad una di quei milioni di milioni, non è più 'libertà'.
Comunque, confermo, sognare non fa male,
anzi!


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