Home
Prima pagina
Login         
 Home page - La Voce di Lucca
giovedì 15 aprile 2021  
  Altopascio Porcari Capannori Montecarlo Attualità Attualità & Humor Auto e Motori Bon Appetit C.N.A. Comunicati Stampa Cultura Cultura & dintorni Degrado lucchese Emergenza COVID19 Garfagnana La Tradizione Lucchese l'Altra Stampa  
  Lucca Curiosa Manifattura tabacchi Mediavalle - Val di Lima Necrologi Pescia - Valdinievole - Villa Basilica Politica Politica Lucchese Racconti Lucchesi Satira Società Spettacolo Sport Stravaganze VERSILIA Vita nei Comuni  
Puoi dare la tua valutazione su questo scritto:
1 2 3 4 5
Real Collegio Estate, una serata a tutto vernacolo tra storie e poesie

Sul palco Marco Nicolosi e Giovanni Giangrandi

La seconda settimana di appuntamenti con Real Collegio Estate si chiude con una serata tutta dedicata al vernacolo lucchese. Sul palco del chiostro medievale di Santa Caterina, a due passi dalla basilica di San Frediano, domani (17 luglio) alle 21 le parole delle nostre origini diverranno poesia, letteratura e teatro grazie a Marco Nicolosi e Giovanni Giangrandi.
Due custodi del linguaggio contadino lucchese, appassionati e irriverenti, che condurranno il pubblico in un gioco di rime, storie ed espressioni capaci di raccontare, con immediatezza, la tempra e il carattere della città dalle cento chiese. Ad accomunarli anche un affetto profondo per Le poesie di Geppe di Gino Custer De Nobili, uscite nel 1906.
Marco Nicolosi, 53 anni, è impegnato nel teatro popolare folkloristico fin da bambino. Autore di zingaresche di successo, composizioni tipiche del Compitese, dopo una lunga pausa si è riavvicinato al vernacolo nel 2011, instaurando un fervido sodalizio artistico con la compagnia La Combriccola, per la quale firma commedie originali. Intanto si distingue in numerosi premi letterari con poesie e befanate che diventano, nel 2019, una raccolta intitolata Il ponte. “I miei più grandi maestri sono stati i miei nonni – ha detto Nicolosi – il libro di testo per eccellenza, Le poesie di Geppe, e la capacità di scrivere è un regalo di mio papà”.
Giovanni Giangrandi, 71 anni, di ‘Lucca drento’, ha assorbito il linguaggio rustico degli zii contadini fin da piccolo: nel 2013 i ricordi di questo modo di parlare sono divenuti un libro, il Vernacolario lucchese. La curiosità verso la città e le sue caratteristiche, anche umane, ha mosso Giangrandi alla composizione di libercoli di storia e arte, spesso percorsi da una vena goliardica e libertina. In alcuni, addirittura, la narrazione procede con sonetti in vernacolo. “Da sempre – dice Giangrandi – sono stato attratto dalla parlata lucchese, che ho assimilato fin da piccolo, quando mio padre, nel lettone, invece delle novelle mi leggeva Le poesie di Geppe”.
Si consiglia di presentarsi con almeno 15 minuti di anticipo per consentire lo svolgimento delle corrette procedure anti-contagio previste dalla normativa per gli spettacoli all’aperto.

Redazione - inviato in data 16/07/2020 alle ore 15.41.08 - Questo post ha 1 commenti

SCRIVI IL TUO COMMENTO
 
Invia post a....
Stampa Post
 
COMMENTI
- VERNACOLO NON VUOL DIR NIENTE - da Anonimo - inviato in data 17/07/2020 alle ore 1.09.34
Il termine corretto è dialetto. Il lucchese è un dialetto.

---------------------------------------
Login
Registrati alla Voce
Iscriviti alla news
Blog personali
i Blog dei lucchesi
 
 
 
 
Informativa

INFORMATIVA

Chi si ritenesse danneggiato o diffamato da scritti pubblicati in questo blog può richiederne la rimozione immediata scrivendo al nostro indirizzo ed indicando il titolo del post o del commento

P.IVA 02320580463
Le foto presenti in questo blog sono state prevelentemente scaricate da internet e sono state ritenute pertanto libere da COPYRIGHT.
L'autore della foto ha comunque il diritto di chiederne la rimozione semplicemente scrivendo a
info@lavocedilucca.it