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Reset

Scrivo questa riflessione perché precedenti confronti mi hanno convinto dell'intelligenza dei lettori di questa testata (indipendentemente che mi avallino od oppongano).

Vorrei proporre una riflessione sul nichilismo. Come andrebbe il mondo se giungessimo alla convinzione che ogni ideale sia un residuo della psicologia del bambino che riteneva i genitori capaci di fargli avere qualunque cosa desiderasse?

Se capissimo che lo scopo della vita è ampliare la nostra mente ma non necessariamente compiere alcunché nella vita? Se scoprissimo che il valore di una persona non dipende dal consenso altrui o dalla somiglianza al proprio concetto di Bene, ma è intrinseco, e viene diminuito solo dalla malvagità.

Che bisogna solo vivere, fottendocene di qualunque altra cosa, inclusa la paura della morte, propria o altrui?

Ve lo dico io come si vivrebbe: dopo una prima fase sgradevole, sommersi da spazzatura, basso individualismo, e carenza di servizi e figure professionali, ci attrezzeremmo per garantire un minimo di igiene e servizi, punteremmo molto più sulla robotica perché ci sostituisca nella fatica, torneremmo ad essere poche centinaia di milioni invece che quasi dieci miliardi, e ci sarebbe cibo e spazio per tutti.

Consumismo e arrivismo sparirebbero. Religioni e opinioni sparirebbero. Violenza, discriminazione e sopraffazione sparirebbero. Resterebbero solo gli uomini, desiderosi di socialità e avventure.

Uno si sveglierebbe la mattina senza un cazzi da fare, senza credere in niente, assolutamente LIBERO, mangerebbe il giusto che gli viene garantito gratis dallo Stato (se vuole di più va a lavorare), poi uscirebbe di casa per incontrare un mondo libero quanto lui. Amicizia, sesso, sport, filosofia, riempirebbero le sue giornate.

Ma per avere tutto questo occorre un reset di noi stessi. Ecco perché sono apparentemente ostile a chi invoca regole, morali, o metodi: solo arrendersi alla pace del Nulla può produrre il mondo descritto sopra.

Anonimo - inviato in data 28/10/2020 alle ore 13.36.15 - Questo post ha 5 commenti

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COMMENTI
- ???? - da Anonimo - inviato in data 31/10/2020 alle ore 17.49.51
????

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- La robotica - da Anonimo - inviato in data 29/10/2020 alle ore 10.36.27
Quando all'egoismo umano, liberato da bisogni complicati ed aizzato a ricordarsi cosa voleva davvero (mente, cuore e pancia, piene, e palle vuote), viene promesso un mondo in cui potrà avere tutto questo senza limiti, si attrezza per ottenerlo.

Nel mondo che sogno, gli scienziati sarebbero eroi e rockstar, perché tutti sapremmo che è grazie a loro se abbiamo la robotica a cui abbiamo demandato ogni fatica. La ricerca scientifica e medica avrebbe budget illimitato. Il resto delle risorse andrebbe nella coltivazione e nell'allevamento.

Il resto (sesso, arte, pensiero, sport) non costa granché produrlo, e fruirne potrebbe essere altrettanto poco costoso (e soprattutto sarebbe l'unica cosa a cui la gente si dedicherebbe, aumentando quindi il pubblico per ogni opera). Se metto online un quadro dipinto da me e cento milioni di persone mi fanno una donazione di 10 centesimi come ringraziamento o come prezzo del biglietto per vederlo, la gente non noterà di aver fatto tale spesa, chi noterebbe la mancanza di 10 centesimi nelle proprie tasche? Ma io guadagnerei 10 milioni di euro.

Certo questo tipo di mercato è totalmente antitetico a quello consumistico: un paio di scarpe ti costerebbero 200 euro ma ti durerebbero dieci anni. E non ne compreresti un paio nuovo fino a che le altre non fossero da buttare via. Identico discorso per un cellulare.

So che suona molto sovietico ma non sono ancora riuscito ad evitare questo ultimo retrogusto amaro. A me frega cazzi, mi andrebbe benissimo un mondo così, ma so che c'è chi lo troverebbe filosoficamente piatto, a costoro non so cosa rispondere, perché come a questi anche a me piacciono incertezza, rischio, brio, novità. In un mondo simile ce ne sarebbero a bizzeffe ma forse qualcuno potrebbe trovare comunque tutto ciò poco ambizioso. E non me la sento di borbottare contro questi oppositori, perché ne comprendo gli scrupoli.

Io, dammi una giornata assolata e ventosa in solitudine, dammi una birra saporita e particolare, dammi una ragazza grintosa con cui fare sesso di quello lurido, dammi qualche succosa novità scientifica o un'opera d'arte che sappia trapanarmi il cervello, e ho tutto ciò che voglio dalla vita.

La Verità non è la fuori, sta nell'esperienza soggettiva, e quando il cervello ha un guizzo, QUELLA è la risposta ad ogni domanda della vita. Certo c'è anche una verità scientifica, che ci racconterà un giorno cosa c'era prima del Big Bang (ho i miei contatti con scienziati che teorizzano queste cose), ma anche se per ora le teorie sono molto fantasiose e prese poco sul serio dai loro stessi ideatori, io sono sicuro di una cosa, per logica deduzione:

Qualunque sia la Verità dell'Inizio, essa spiegherà la Verità del Presente. Qualunque sia la verità scientifica, essa giustificherà (è ovvio, intrinsecamente) i processi psicologici (cioè chimici, quindi scientifici) della Soggettività.

La Soggettività è il punto di arrivo dell'Evoluzione, dall'Assoluto a noi. La soggettività sta nel dare al cervello e al corpo, ciò che il cervello e il corpo vogliono.

Voglio la pancia e il cuore pieni. Vogliono la mente all'opera, ma non importa su cosa. E vogliono le palle vuote.

Tutto oltre a questo è fumo negli occhi. La robotica serve a demandare alle macchine tutto il demandabile così che gli umani possano dedicarsi solo a quelle cose. Nel mondo di cui parlo, dare agli scienziati la possibilità di crearla ed implementarla sarebbe la spina dorsale dell'economia di ogni nazione. O meglio, del Mondo Unito. Nel mondo che sogno non esistono nazioni. Solo persone.


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- ?... - da Anonimo - inviato in data 29/10/2020 alle ore 5.09.21
E la robotica chi te la regala?

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- Grazie - da Anonimo - inviato in data 28/10/2020 alle ore 20.36.03
Grazie di questa bellissima risposta. Tanto tempo fa credevo si dovesse creare degli (attento ora è importante) 'enzimi dell'evoluzione' ossia delle cose (oggetti, idee, conoscenze) capaci di massaggiare la mente umana facilitando la maturazione caratteriale.

Però richiedeva una forza lavoro quasi cooptata, e alla fine mi sono reso conto che una cosa che può rompersi (cioè fallire se non avviene nel modo giusto), non ha le qualità metafisiche per insegnare valori comr l'affidabilità e la resilienza.

I grandi ideali richiedono un impegno comune e possono fallire se non va tutto come pianificato.

Per quello mi sono spostato su ciò che in certe branche Buddhiste viene descritto come 'la struttura sempre esistente che si rivela da sola quando non viene perorata la costruzione di struttura alcuna'. Miri al niente e dentro ci scopri che sei da sempre proprietario delle cose più assolute dell'anima, ma dovevi acclimatare gli occhi.

Ammetto che l'idea di costruire cose immense mi attira ancora, il titanismo, il guardare ad un ipotetico dio e dirgli, stile drop del microfono in una battaglia rap, 'Ecco fratello, batti questo', sentirsi onnipotenti grazie alla mobilitazione di una forza senza limiti, come quella esercitabile ipoteticamente dall'intera razza umana all'unisono...

...ma alla fine mi sono convinto che sia solo vanità. Ora cerco ciò che emerge spontaneamente, lo ritengo un investimento migliore.

Circa i comportamenti sciocchini che tu disapprovi, non so esattamente cosa rispondere, si dice che negli ultimi due anni prima della morte, Nietzsche fosse giunto alla conclusione che anche la mediocrità andasse rivalutata in un ultra-umanesimo quasi omni-giustificante. A me questa posizione viene stranamente spontanea. Non dico amare il male, ma rivalutare ciò che appare sciocchino in una nuova ottica che, seppur cosmicista, e quindi disillusa su un'ipotetica stazza della razza umana paragonata al Tutto, ciononostante ZOOMI sulla razza umana, uploadandole un valore quasi campanilistico concordato inter-nos, come veicolo di un amore che provo per la razza umana, e che non so come altro convogliare...


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- Reset - da Anonimo - inviato in data 28/10/2020 alle ore 19.39.52
Insieme abbiamo discusso sui comportamenti umani (e non) che si creano laddove il consumo di alcool genera comportamenti che oltrepassano ogni limite del rispetto (chiusura bar Monica).

Mi sembra giusto il ragionamento sul VIVERE di più la propria vita in LIBERTÀ, senza che le cose superflue prendano il sopravvento sul proprio essere.
Ma quando dei ragazzi a Genova protestavano contro la minaccia della globalizzazione, i cosiddetti 'No Global' che misero a ferro e fuoco Genova appunto, e lo fecero in tutte le città dove si radunavano i potenti della Terra i cosiddetti G7 poi G8, tutti stavano a guardare e soprattutto a criticare, quei giovani che credevano pittosto nel 'Local' furono additati come ribelli dei centri sociali, studenti fannulloni, teppisti, e chi più ne ha più ne metta... tutti appellativi dispregiativi e soprattutto rivolti alla fazione politica di estrema sinistra (io ero tra loro e non mi vergogno a ricordare i bei momenti passati a contrastare i manganelli e soprattutto a far scappare chi difendeva i potenti).
Bene, dopo 20 anni succede l'esatto contrario, l'estrema destra vorrebbe la protezione dei confini, l'utilizzo di prodotti italiani (quali? Parmacotto con i maiali polacchi? o il Latte San Ginese con la scritta Garfagnana e il latte proveniente da Arborea?).
Ora, siccome penso che all'interno della società di oggi non ci sia nemmeno più l'ombra di persone in grado di partorire un pensiero utile alla comunità, anche il più libero pensatore pensa a se stesso perchè di sicuro non ha niente a che spartire con chi lo circonda, lasciando gli altri al loro infimo destino, lavorare 8 ore al giorno, aperitivo, palestra (dpcm permettendo), tablet in mano ai figli per non sentirli piangere, ultimo telefono uscito, vacanze nei posti dove vanno i loro influencer preferiti e infine il carro funebre con l'ora di preghiere, apertura del testamento tanto atteso dai parenti e chi s'è visto s'è visto.
Quindi si dà il caso che ciò che tu stai cercando esiste già, basta volerlo, avere buone doti di pianificazione della propria vita e della propria economia. Infondo il tempo per pensare e per poter creare non serve a tutti perchè la quasi maggioranza delle persone che ci circondano non sono in grado di farlo ed è giusto così.
Ti posso capire per quanto riguarda il piacere, quello scambiato tra effusioni e scappatelle, ma su questo punto posso anche dire che oggi molte donne e ragazze la regalano più di quanto si possa immaginare, e sinceramente a me non interessa solo l'atto del consumare perchè si ritornerebbe al punto di partenza in contraddizione con la filosofia del consumismo.


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