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Tre Sepolcri imbiancati

I Sindaci di Lucca, Tambellini, Capannori Menesini e D’Ambrosio Altopascio, si lanciano in populistiche critiche alle posizioni di Matteo Renzi ed Italia Viva, sui ritardi e le inefficienze del Governo Conte.


Italia Viva ha semplicemente espresso il suo dissenso sull’azione di questo Governo ed ha fatto dimettere i suoi due Ministri, ma ha assicurato che approverà tutti quei provvedimenti urgenti che il Governo ha attivato per la Pandemia e i Ristori alle categorie colpite dalla crisi economica.

Quale maggior rispetto della tragica situazione che stiamo vivendo: lasciamo le poltrone del Governo ma continuiamo votare a favore dei provvedimenti che lo stesso sta adottando per la Pandemia.

Invocano responsabilità e responsabilità è stata data: forse volevano invece che Italia Viva facesse da foglia di fico alla inefficienza di questo Governo ostaggio dei veti grillini, su tutte le politiche di sviluppo.

Un Presidente come Conte che ha cercato di far passare nel buio della notte un Recovery Fund che sprecava decine e decine di miliardi e che solo grazie ad Italia Viva è stato approvato completamente cambiato e migliorato, non poteva continuare ad avere la nostra fiducia.

Ci condannano per le critiche a Conte perché c’è la Pandemia e si scorda che proprio Conte rifiuta di utilizzare i fondi europei del MES per intervenire sulla Sanità Italiana, per nuovi reparti ospedalieri, più medici e più infermieri, per attrezzarsi e curare meglio le vittime del Virus.

Noi rispettiamo sempre le opinioni di tutti anche le più bizzarre ed ingiuste, ma sentire da Tambellini dare del ridicolo a Matteo Renzi ci fa disgusto.

Tambellini dovrebbe associare, con più obiettività, la parola ridicolo alla sua gestione della Manifattura Tabacchi, ai rapporti con Coima e a tutta l’azione della sua Giunta, scadente, sciatta, miope.

Siamo certi che chi ci ritiene ridicoli e pericolosi non vorrà per fare liste con noi alle prossime elezioni comunali, per cui li rassicuriamo volentieri: dove saranno schierati questi tre Sindaci, non ci sarà Italia Viva.



Francesco Colucci, Riformisti per Italia Viva

Redazione - inviato in data 14/01/2021 alle ore 9.20.58 - Questo post ha 2 commenti

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COMMENTI
- TRANQUILLO, CI PENSANO TABACCI E NENCINI - da Anonimo - inviato in data 15/01/2021 alle ore 2.39.28
Nencini, quello della Festa della Toscana. Godetevi la Toscana e Nencini.

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- Finalmente te ne vai. - da Anonimo - inviato in data 14/01/2021 alle ore 9.39.30
Il vero spettacolo non è l’Innominabile che parla tre ore senza dire nulla, se non che apre la crisi perchè gli sta sulle palle Conte.
È che c’è ancora qualcuno che gli crede e lo prende sul serio.
Mente da 10 anni ogni volta che respira.
Ha tradito tutti quelli che han fatto patti con lui. Tuonava contro “i partitini” che volevano la “dittatura della minoranza” e ne ha fondato uno per imporre la dittatura della sua minoranza.
Ha rottamato qualunque cosa abbia toccato, dal suo partito al suo governo al Paese, e ci ha provato pure con la Costituzione, con una furia distruttrice che nemmeno Attila flagello di dio (quello di Abatantuono).
Ha coperto di ridicolo le mejo firme del giornalismo italiano, che sdraiate ai suoi piedi salutavano in lui il sole dell’avvenire salvo scoprire che era il sòla.
Ha mollato il Pd per “svuotarlo come ha fatto Macron con i socialisti francesi” e l’unica cosa che ha svuotato è il suo residuo elettorato.
Allora ha preso a rottamare il governo Conte-2 che lui stesso aveva voluto 17 mesi fa, nel bel mezzo della pandemia e della strage da Covid, della redazione del Recovery Plan e della campagna vaccinale.
È andato in pellegrinaggio da Verdini a Rebibbia. Ha parlato con Salvini di altri governi (“Hai visto? Ho fatto il culo a Conte!”).
Ha sputtanato il piano Ue, scritto non da Conte, ma dai pidini Gualtieri e Amendola dopo 19 riunioni con i rappresentanti di tutti i ministeri (inclusi i suoi, che evidentemente dormivano).
Ha inventato scuse e alibi ridicoli per dire sempre no e prendere in giro gli alleati: dal Mes al ponte sullo Stretto, dai servizi segreti alla cybersicurezza, da Trump alla task force del Recovery, dalla prescrizione alla liberazione dei pescatori in Libia, per non parlare della Boschi che chiedeva notizie dei “porti del Sud” oltre a quelli “di Trento e Trieste” (testuale).
Ha chiesto poltrone ministeriali mentre accusava gli altri di pensare alle poltrone.
Eppure c’è ancora qualcuno che gli crede e lo prende sul serio.
I giornaloni raccontano di un’inesistente “lite” o “rissa” o “sceneggiata” fra lui e Conte, che non ha mai detto una parola contro di lui, ingoiando insulti, calunnie e provocazioni.
Topi di fogna da maratona tivù tornano o diventano renziani e persino salviniani, sparando su eventuali “responsabili”, “transfughi”, “ribaltoni”, come se l’unico partito formato al 100[[[]]%[]] da transfughi non fosse proprio Italia Viva e se il Pd non avesse fatto “ribaltoni” governando con B. sotto Monti e sotto Letta e poi con i “responsabili” e “transfughi” di Ncd (Alfano&C.) e di Ala (Verdini) sotto l’Innominabile e Gentiloni.
Ma il meglio lo dà mezzo Pd, che più prende ceffoni, calci e pugni, più gode e strilla “ancora! ancora!”.
Una scena sadomaso che mette tristezza e clinicamente si spiega soltanto con la variante italiana della sindrome di Stoccolma: la sindrome di Rignano.
Del resto, fino all’altroieri nel Pd erano quasi tutti renziani: credevano di essere guariti, invece restano posseduti e purtroppo sprovvisti di esorcisti. A meno che non sia vero ciò che il Pd ha sempre smentito: cioè che un mese fa mandò avanti l’Innominabile all’assalto di Conte per indebolire il premier e sistemare il loro rimpastino (fuori De Micheli e Lamorgese, dentro Orlando e Delrio), poi come sempre ne perse il controllo e si spaventò a morte.
Infatti l’altroieri, quando Conte e i 5Stelle han fatto il gesto di minima dignità di dire “Se fai cadere il governo, con noi hai chiuso” e l’hanno messo all’angolo, il Pd è entrato nel terrore. Anzichè finirlo, gli ha lanciato astutamente l’ennesima ciambella di salvataggio.
Ha ripreso a rincorrerlo, a tendergli la mano, a offrirgli qualunque pizzo e a garantirgli che per carità, “mai dire mai”, anzi averne di italovivi in un nuovo governo, come se niente fosse, non è successo nulla, abbiamo scherzato, amici come prima.
Vuoi la Boschi ministra? Ma certo.
Vuoi andare tu agli Esteri? Accomodati.
Vuoi i servizi segreti? Ma prego.
E ci mettiamo sopra anche una fettina di culo.
Oh, sì, dài, facci del male, frustaci ancora che ci piace!
Nessuno dei vedovi inconsolabili pidini ha spiegato con che faccia potrebbe mai sedersi a un tavolo con chi ha appena rovesciato il loro e suo governo e detto di loro le cose peggiori (l’ultima è: complici di un “vulnus democratico”, qualunque cosa voglia dire) per farne uno nuovo.
E quale sadomasochista potrebbe mai accettare di presiederlo, con la certezza di essere molestato e brutalizzato quotidianamente com’è avvenuto a Conte prima con un Matteo e poi con l’altro.
Ma magari lo troveranno, essendo la politica italiana un serbatoio inesauribile di uomini senza dignità. Infatti ieri, mentre l’Italia intera temeva che l’italomorente facesse l’ennesima retromarcia e poi tirava un sospiro di sollievo per essersi liberata di Italia Virus sulle note dell’ultimo successo di Renato Zero (“Finalmente te ne vai… come soffro!”), il Pd si listava a lutto e continuava a inseguire il suo persecutore.
A cercare “spiragli di dialogo” nel suo delirio sciamanico.
E a sognare un altro bel governo con lui (almeno fino allo stop di Zinga al Tg1).
Per fortuna, ora è tutto molto chiaro: chiunque rifiuta a prescindere nuovi voti al Senato e si risiede al tavolo con lo sfasciacarrozze si condanna, come dicono a Bologna, a camminare per altri due anni “con un gatto attaccato ai maroni e qualcuno da dietro che gli tira la coda”. Chi si candida?
Chi ci casca?
Le iscrizioni sono aperte.

FQ 14 gennaio


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