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UNA RISPOSTA ALL'ARCHITETTO PARDINI CATTANI

Appare evidente che:

1. L'Ente pubblico è appunto impreparato ed incapace a gestire certi processi. La Manifattura Nord è lì come un monito a ricordarcelo e ce lo ricorda assieme al Carmine, alla Lorenzini, a Palazzo Guinigi, ecc.

2. Il bando da presentarsi entro 120 giorni è di fatto impraticabile. Non so se Lei abbia mai lavorato con gli uffici comunali. Mi pare evidente che in 120 giorni non ce la farebbero mai e poi mai. Ne ho visti saltare tanti di progetti!!! E con più tempo a disposizione!

3. L'autonomia programmatoria sulla mobilità è in discussione solo per la zona Ovest del centro. Per il resto il Comune potrà fare quel che vuole. Anche per la zona Ovest poi, ritengo ci siano gli spazi per trattare con la Fondazione condizioni migliori che permettano al Comune di mantenere parte significativa degli introiti e anche una certa possibilità di azione (aggiungere posti auto) dopo il primi 10 - 20 anni dalla realizzazione del restauro.

4. Infine la storia degli ultimi trent'anni ci dimostra come le operazioni di rigenerazione urbana di maggior successo sono state possibili grazie alla Fondazione e quando la Fondazione ha agito libera dall'asfissiante burocrazia pubblica. Il complesso di San Micheletto ospita una delle due maggiori biblioteche sull'arte italiane (e non rischia di chiudere), aule didattiche, sala conferenza, spazi espositivi, associazioni culturali. L'ex Monastero di San Francesco ospita una università statale, uno spazio espositivo, una piccola raccolta archeologica ed un auditorium molto utilizzato. Grazie alla Fondazione le Mura si sono salvate dal degrado ed oggi semmai la manutenzione ordinaria (che spetterebbe al Comune) potrebbe essere oggetto di discussione. Devastante è il paragone con il Mercato del Carmine. In quel caso la Fondazione ha dato un paio di milioni al Comune ed il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Concludendo, da un lato si dovrebbe lavorare per rendere l'ente pubblico efficiente nella gestione del proprio patrimonio edilizio storico, ma dall'altro non possiamo perdere l'occasione oggi offertaci di veder recuperata in tempi brevi la Manifattura Sud. Questo avendo ben chiaro che il primo obbiettivo (rendere l'ente pubblico efficiente e più in generale far recepire alla politica le istanze della società civile), perdurando l'attuale quadro normativo e le attuali regole che disciplinano il pubblico impiego risulta essere una specie di fatica di Sisifo. Guardi quel che sta succedendo per la Biblioteca Statale. Per la politica sembrava essere un problema secondario, ma la petizione contro la chiusura otterrà un numero di firme enorme e forse inatteso. Può darsi che la società civile lucchese possa produrre ottime iniziative per l'utilizzo culturale e sociale degli immobili pubblici, ma non pare che il sistema sia in grado di organizzare, recepire e dare vita a tali istanze. In queste condizioni la saggezza impone di discutere con la Fondazione per aggiustare la proposta di finanza di progetto, ma di finire poi per attuarla per il bene della città.

Anonimo - inviato in data 21/01/2021 alle ore 2.38.03 - Questo post ha 7 commenti

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COMMENTI
- @Si può fare - da Anonimo - inviato in data 21/01/2021 alle ore 18.56.47
Caro Architetto Pardini Cattani,
certo che si può fare, basta avere le competenze!!!
Di questi tempi, a quanto pare, è l'unica qualità che servirebbe, metto il condizionale, si perchè a mio modesto parere mancano alla grande, sia al commentatore seriale notturno (quello della pala e del piccone che presumo sia un suo collega) sia alla pubblica amministrazione.
Il volere è potere, si diceva una volta per stimolare i ragazzi a non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà, ma ai vecchi volponi direi che il loro tempo è ormai andato, dovrebbero pensare con molta più enfasi a progettarsi il sarcofago.
Di conseguenza il potere, se non viene gestito come si deve, si ritorcerà contro quelle persone che lo esercitano senza esserne all'altezza, e questo caso come in altri, mi sembra che siamo ai livelli di bassezza da statuette di quei nani che si mettono in giardino.


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- Replica dell'arch. Pardini Cattani - da Anonimo - inviato in data 21/01/2021 alle ore 14.50.35
Invio la controreplica al commento al mio articolo da Voi pubblicato.
Grazie

 
Manifattura tabacchi  e il bando regionale di 15 milioni di euro.
 
La scadenza del bando è il 16 marzo2021. Non molto in là, vero, si è perso un sacco di tempo, ma ci si può fare. Come?
Intanto serve che l’Amministrazione comunale renda esplicita la sua visione di Città e che da essa faccia discendere il progetto che ha in mente.
La visione non può che essere quella di una Città resiliente, nel solco della transizione ecologica.
Operativamente la domanda/progetto, per essere selezionata, deve soddisfare  in maniera ottimale, i criteri per la valutazione delle proposte, indicati nella legge 160, strettamente relazionati alle azioni da mettere in campo appunto per la transizione ecologica suddetta.
Fatti salvi gli introiti dei parcheggi che devono rimanere nelle casse del Comune, è fuori discussione che deve essere salvaguardata l’autonomia programmatoria dell’Ente riguardo alla mobilità, su tutto il territorio comunale, e che quindi deve essere rigettata ogni e qualsiasi forma di abdicazione dell’Ente su parti del territorio del Comune.
Il progetto che prende le mosse da tale visione e dalle prescrizioni della Soprintendenza può prevedere l’allocazione di imprese quali la Tagetik e la Music Innovation Hub che costituirebbero un valore aggiunto per la Città. Anche l’allocazione di uno spazio espositivo dedicato alla manifattura del sigaro e l’allocazione del CISCU con adeguati spazi sarebbe importante. Non escluderei, anzi lo proporrei con forza l’inserimento di una componente residenziale, tipo una quarantina di alloggi, da destinare a giovani coppie con figli, che realizzerebbe tre cose perlomeno, e cioè: inversione di rotta circa il progressivo abbandono residenziale del Centro antico, ricadute positive sulle attività quali esercizi commerciali e artigianali, infine consentirebbe a questo pezzo di Città di vivere H24 (rispondendo anche alle richieste della Soprintendenza al fine di una rivisitazione delle prescrizioni, nel senso di puntare a raggiungere risultati  “  in termini di maggiore e migliore conservazione e valorizzazione culturale della ex Manifattura con l’accoglimento della proposta”).
Il progetto di fattibilità economica da presentare entro il 16 marzo è un progetto di massima, neanche particolarmente vincolante (Baratta), che potrebbe essere elaborato attaverso una convenzione con il dipartimento urbanistica-architettura dell’Università di Firenze o con un incarico ad hoc con uno studio professionale.
Una volta accolta la domanda, ci sarebbero 8 mesi per la redazione del progetto definitivo/esecutivo e quindi procedere alla cantierizzazione.   Su  ciò potrebbe essere valutato un concorso di idee.
Si può fare!


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- Manifattura... - da Anonimo - inviato in data 21/01/2021 alle ore 14.25.17
Un operazione della misura della Manifattura, in Italia, ha, di fatto, per struttura del 'sistema', salvo rarissimi casi, le sequenze storiche quasi garantite, certificate e, sospetto, purtroppo inevitabili future.
Sì, sembra inevitabile.
Ad iniziare dagli stranissimi appetiti (in Italia ormai patologicamente endemici) che si scatenano non appena uno vede una cifra del 'genere'.
Poi oltre gli strani appetiti, è la stessa struttura amministrativa e le annesse procedure che comportano automatismi patologici.
Un solo esempio: l'archeologica.
Lì ed altrove è come organizzare lo sbarco su un pianeta di Proxima Centauri.
Non vi resta che provare.
E dietro l'archeologica tutto il resto.
Questione di cultura in un ambiente di suo già naturalmente problematico.
In altri ambiti, mi viene in mente un quartiere londinese, la scelta è stata unica.
L'abbattimento completo.
Qui non è possibile.
Comunque, visto che la commedia risulta assai lunga,
che continui pure.


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- Senza alcun bisogno di andare a Parigi - da Anonimo - inviato in data 21/01/2021 alle ore 12.02.39
Ma dico io: senza alcun bisogno di andare a Parigi non si potrebbe semplicemente fare una gita a Prato? Li si potrebbe vedere cosa hanno fatto con palazzo pretorio, il tutto con fondi europei. Dipende dagli obiettivi, ovviamente. O si ha in mente il bene della città, o si ha in mente il bene di COIMA. Per carità, va tutto bene. Siamo pure contenti per i milanesi se fanno tanti bei soldini, se li godranno… Noi, come lucchesi, che siamo brava gente, ci accontenteremo di quello che vorranno lasciarci. E saremo contenti lo stesso. E poi vuoi mettere la gioia, la soddisfazione di vedere politici e affaristi così felici e contenti?

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- due cose - da Anonimo - inviato in data 21/01/2021 alle ore 10.07.16
la prima è che tante risposte ai suoi dubbi sono giù nelle prime tre o quattro righe che scrive:
'L'Ente pubblico è appunto impreparato ed incapace a gestire certi processi. La Manifattura Nord è lì come un monito a ricordarcelo e ce lo ricorda assieme al Carmine, alla Lorenzini, a Palazzo Guinigi, ecc.' Ecco basta cambiare lw persone incapaci croniche senza dover prendere consulenti esterni a pago

La seconda, una volta posata pala e piccone, mi chiedo se lei sia pagato dalla fondazione a tempo o a riga scritta


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- il problema non è la fondazione - da Anonimo - inviato in data 21/01/2021 alle ore 9.33.59
sono le persone....

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- La Fondazione è cambiata - da Anonimo - inviato in data 21/01/2021 alle ore 9.28.18
Quando faceva tutte quel cose buone La Fondazione non aveva ancora perso 80 milioni in 'finanza creativa' come Lucca Solare e come vorrebbe essere la Manifattura.
Se in Comune sono così incompetenti da non poter trarre vantaggio dai fondi regionali che vadano tutti a casa e speriamo che il prossimo che arriva ci capisca qualcosa no?
Mi pare lapalissiano.

PS
A proposito lei è un 'beneficiato' della Fondazione? Dal suo tono si direbbe di s. Quanto prende l'anno


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