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La salute mentale si fa sempre più fragile

La salute mentale di tantissimi esseri umani si fa sempre più fragile, perché non si fonda più sul “senso” ma sulle cose. Mancano i pilastri su cui costruire il proprio benessere psichico, mancano il soffitto e le fondamenta della propria casa interiore. Miglioriamo costantemente l’arredamento senza accorgerci che mancano i muri intorno.
La società della performance, infatti, spinge all’ossessione verso la quantità. Quello che conta è la quantità della vita: quanti follower, quanto lavoro, quanti chili di grasso o di muscoli, quanti riconoscimenti, quanti soldi, quanti rapporti sessuali; il tuo valore è deciso da una quantità. Così tutta la vita finisce per essere misurata sulla base della quantità di cose che hai, che fai e che ti determinano.
Questo rende sempre più fragile la salute mentale, spinge a performare e impedisce di capire cosa vale davvero per noi.
Quanto tempo dedichiamo a capire qual è per noi la qualità della vita?
Se non si può determinare in senso assoluto, si possono mettere in pausa le distrazioni e i condizionamenti esterni e domandarselo davvero.
Perché per coltivare la meraviglia nella propria esistenza e trasformarla - specie in momenti difficili - il mondo esterno va messo in pausa insieme a ogni giudizio su di sé e sulla quantità della propria vita.

Anonimo - inviato in data 27/01/2021 alle ore 11.00.27 - Questo post ha 4 commenti

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COMMENTI
- PALA E PICCONE - da Anonimo - inviato in data 28/01/2021 alle ore 0.56.43
In effetti, anche in Unione Sovietica i dissidenti li mettevano in manicomio. Mussolini invece ci mise perfino un suo figlio illegittimo. Questi del fascio anti Fondazione invece vorrebbero mettere me in un ospedale psichiatrico. Evidentemente, come accadeva ai sovietici e al post socialista Mussolini, anche questi non amano esser contraddetti.

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- Prova ne é la giunta TAMBELLINI - da Anonimo - inviato in data 27/01/2021 alle ore 16.47.23
.

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- Verissimo, ma... - da Anonimo - inviato in data 27/01/2021 alle ore 13.22.54
Non so se è solo colpa del mondo esterno. Forse sbagliamo proprio forma mentis. Forse invece che cercare di costruirci una casa interiore dovremmo (simbolicamente) dormire e cagare nei portoni come un punkabbestia.

Forse la costruzione stessa di un Io sta rivelandosi una pratica obsoleta.

Forse dovremmo solo esplorare noi stessi senza nessun altro scopo nella vita, dico proprio nessuno nessuno su nessun livello, ma vivere solo per esplorarci, senza rivendicare nessun diritto (nemmeno sopravvivere) né accollarci nessun dovere, tranne quelli più basilari della pacifica convivenza.

Senza mai pensare di aver trovato (o di poter mai trovare) se stessi, come un pozzo sempre nuovo e mai del tutto esplorato. Pura avventura. Nessun legame coi concetti di giusto o sbagliato umani.

Evitando il più possibile di rompere le scatole al prossimo nel frattempo, perché un briciolo di rispetto reciproco non viene da leggi e morali ma è una verità assoluta dell'anima e non deve mai andare perduto.


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- PALA E PICCONE - da Anonimo - inviato in data 27/01/2021 alle ore 12.56.30
Questo post cade a fagiuolo per l'evaso di mente della Pala e del Piccone, per lui conta solo la quantità di appartamenti da inserire dentro la manifattura, ma non si rende conto del contesto, scrive senza cognizione di causa elogiando chi mette i soldi, ovvero Coima, si, per il mentecatto contano solo i numeri e diventa uno zerbino di fronte a chi ha i soldi forse nella speranza di raccattare le briciole di coloro che vogliono farsi tondi alle spalle dei cittadini lucchesi.
Niente di più vero, andrebbe messo in pausa in quanlche struttura adeguata, meglio se fatiscente tipo Maggiano con la Pala e il Piccone.


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