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Manifattura Sud: 'Il Piano Attuativo è obbligatorio per l'intero complesso

Manifattura Sud: 'Il Piano Attuativo è obbligatorio per l'intero complesso, ogni scorciatoia sarebbe illegittima'


L'architetto Elvio Cecchini, per conto del coordinamento Salviamo la Manifattura: 'Ragioni di ordine superiore hanno fatto ritenere possibile iter semplificati difficilmente avallabili'

'La palese complessità della materia urbanistica si fonda sull’intreccio delle normative che si sono succedute nel tempo e sulle loro variabili interpretative, che non sono più gestibili sul piano politico quando cozzano con regole scritte supportate da atti amministrativi'. A sostenerlo, in un nuovo e articolato intervento sul futuro del complesso, è l'architetto Elvio Cecchini, per conto del coordinamento Salviamo la Manifattura. 'La Variante al regolamento urbanistico che è stata approvata il 17 Settembre 2020, con l’intento di rendere possibile la fattibilità urbanistica del progetto Manifattura, ha innovato l’articolo 80 delle Norme tecniche di attuazione del vigente Regolamento Urbanistico, e di fatto ha esplicitamente subordinato qualsiasi intervento sul complesso architettonico alla definizione e all’approvazione di un Piano Attuativo (articolo 80.2), che deve essere predisposto dalla proprietà o da chi ha titolo - chiarisce Cecchini -. Il successivo comma 80.6, inoltre, estende implicitamente all’approvazione del Piano Attuativo anche l’esecuzione delle opere pubbliche, precisando che è possibile realizzare opere “di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia conservativa, di cui all’articolo 135 della legge regionale 65/2014, ove non si dia luogo al cambio di destinazione d'uso rilevante ai sensi dell'articolo 99, comma 2 della legge regionale 65/2014, salvo che per funzioni pubbliche o di uso pubblico”. l'Architetto sottolinea poi che il cambio di destinazione da uso industriale e artigianale, attuale stato del complesso Manifattura, a tutte le altre categorie funzionali definite dall’articolo 99 della legge regionale 65/14 è considerato rilevante. 'Poichè il mix di funzioni costituisce il presupposto per poter realizzare interventi di rigenerazione urbana, tali progetti non sono attuabili senza l’approvazione di uno specifico Piano Attuativo - aggiunge -. L’urgenza di dover accogliere gli uffici della Tagetik, che costituisce un driver economico del progetto, ha fatto nascere una corrente interpretativa delle norme, basata anche su alcune sentenze che probabilmente andrebbero contestualizzate, che considera possibile ascrivere la produzione di programmi informatici a un’attività di tipo industriale. Si è creata pertanto la convinzione diffusa, sulla cui base è stato finanziato e avviato il progetto definitivo della Manifattura Sud, che sarebbe stato possibile iniziare immediatamente i lavori di ristrutturazione per accogliere gli uffici Tagetik, e non perdere questa occasione “storica” che ha un termine di scadenza, in deroga al Piano Attuativo'. Prosegue Cecchini: 'Di fatto qualsiasi attività intellettuale ha una componente produttiva, ad esempio uno studio tecnico concepisce (fase intellettuale) e produce (fase produttiva) elaborati tecnici di supporto alla realizzazione dei progetti. Appare quindi evidente che chi ha la responsabilità di avallare la conformità del processo amministrativo sollevi non poche perplessità a fronte di norme scritte che definiscono bene le categorie funzionali, che qualcuno avrebbe dovuto leggere e valutare prima di avviare un iter costoso e forse improduttivo con narrazioni che non tengono conto delle reali possibilità operative'. Conclude l'architetto: 'Normalmente un imprenditore che rischia capitali propri non avvia un progetto senza la certezza della conformità urbanistica, in questo caso forse “ragioni di ordine superiore” hanno fatto ritenere possibile iter semplificati difficilmente avallabili. Questa vicenda deve far riflettere la Pubblica Amministrazione sull’urgente necessità di predisporre strumenti agili che rendano possibile la realizzazione di progetti pubblici e privati di rigenerazione urbana. In particolare la Pubblica Amministrazione deve favorire la produzione dei Piani Attuativi, istruendo e attrezzando gli uffici, per offrire la massima collaborazione agli imprenditori che vogliano investire su progetti di rigenerazione urbana per rivitalizzare le aree dismesse della città e creare possibilità di lavoro nel settore trainante dell’edilizia'.

Redazione - inviato in data 12/05/2021 alle ore 13.29.01 - Questo post ha 4 commenti

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COMMENTI
- MERAVIGLIOSO E....POVERA ITALIA!! - da Anonimo - inviato in data 13/05/2021 alle ore 1.47.28
Passo illuminante:

....'...'La palese complessità della materia urbanistica si fonda sull’intreccio delle normative che si sono succedute nel tempo e sulle loro variabili interpretative, che non sono più gestibili sul piano politico quando cozzano con regole scritte supportate da atti amministrativi'.....'.

Che tradotto vuol dire che le variabili interpretative porterebbero da un lato a poter fare tutto o quasi, ma dall'altro, se l'interpretazione andasse in senso restrittivo, porterebbero invece ad iter lunghi come un'odissea per fare qualsiasi cosa. Tutto può cozzare contro tutto, per cui per fare qualsiasi cosa occorre di tutto.

Tutto questo vale a spiegare come sia possibile che l'Italia sia la nazione in più deciso declino in Europa. Ci siamo fatti una gabbia di vincoli assurdi e ora siamo chiusi dentro. Naturalmente i poveri burocrati hanno l'ossessione di pararsi il culo, per cui l'interpretazione iper restrittiva è quasi sempre l'unica possibile. Per un bravo giovane architetto l'alternativa è tra il restare in Italia a discettare sulle interpretazioni e l'andar via a fare il proprio mestiere. Buon per chi va via!


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- ----> Sarebbe possibile un chiarimento? - da Anonimo - inviato in data 12/05/2021 alle ore 19.55.08
le '«ragioni di ordine superiore»'saranno l'oggetto del contendere di fronte alla corte dei conti. Ed al MEF per qualcun altro

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- Sarebbe possibile un chiarimento? - da Anonimo - inviato in data 12/05/2021 alle ore 18.52.03
Non capisco cosa significhi, verso la fine del pezzo, «ragioni di ordine superiore». Forse «movimenti di lilleri poco trasparenti»?

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- Visione - da Anonimo - inviato in data 12/05/2021 alle ore 15.28.24
Nel senso che il recupero della Manifattura sud deve essere inquadrato in una visione complessiva del complesso manifattura, anzi in una visione che si allarga all'intera Città, così come aveva tentato di proporre il masterplan della Provincia a proposito del Palazzo Ducale e di una sua possibile rifunzionalizzazione. Il percorso corretto dovrebbe essere quello, allargato all'intera Città. Paradossalmente di quel masterplan, datato primavera 2019, se ne è parlato poco, anzi nulla. In quella visione Menesini, presidente della Provincia, avallava una visione che non dovrebbe essere lasciata cadere nel vuoto, e che ricomprende tutto il settore sud della Città, a partire dal Palazzo Ducale sino appunto alla Manifattura. E la proposta di Fondazione Coima c'entra come i cavoli a merenda. Menesini che ne pensa?

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10221574086396498&id=1082852868


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