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“Lucca città della Musica”, successo per l’evento di Progetto Lucca.

Nuovi metodi di rigenerazione urbana per la tutela dei beni comuni: le alternative ci sono e sono realizzabili

Grande partecipazione all’evento di questa mattina “Lucca Città della Musica. Per una nuova politica sui beni culturali”, svolto nella splendida cornice di Palazzo Pfanner, organizzato da Progetto Lucca, nuova associazione costituita da professionisti lucchesi.
L’evento ha ospitato personalità di tutto rilievo e tra gli ospiti rappresentanti di fazioni politiche, tecnici e professionisti noti della città, organizzazioni musicali, ma anche molti cittadini incuriositi dal progetto presentato.
Fulcro dell’evento, l’obiettivo della nuova associazione, che si pone a Lucca come strumento di elaborazione di percorsi di progettazione, nell’ottica della valorizzazione dei beni comuni della città. Motivo per cui l’associazione ha scelto di iniziare il proprio percorso con questo incontro incentrato sulla musica, bene comune e patrimonio culturale dei lucchesi. L’auspicio è infatti proprio quello dello sviluppo di una visione comune stimolando la partecipazione al futuro di Lucca.
I relatori si sono alternati intorno al progetto che ambisce appunto a rendere Lucca “Città della Musica” portando sul piatto esempi concreti di realtà nazionali ed internazionali.
“Perché abbiamo dato vita a questa associazione e perché essa prova a presentarsi con idee che possono assumere concretezza?, ha esordito la Presidente di Progetto Lucca, l’Avvocato Lodovica Giorgi.
“Inutile nascondere il fatto che, negli ultimi anni, complice un’Amministrazione molto chiusa e quasi barricata dentro i fortini, i cittadini di Lucca hanno iniziato a rivendicare il diritto di potersi esprimere circa l’utilizzo dei beni comuni della città”. “Per questo ci siamo presentati, non come associazione astratta, ma per dare prospettive reali alla città, per darle ai nostri figli e per darle a noi stessi”, ha concluso l’Avvocato Giorgi.
A darle sponda, l’Architetto Elvio Cecchini, già Presidente dell’Ordine degli Architetti, che ha introdotto la necessità di affrontare in modo coraggioso, audace e innovativo la questione della tutela e valorizzazione dei beni comuni, individuandone nuovi percorsi di collaborazione tra pubblico e privato.
A valle del richiamo al progetto di rigenerazione della parte sud della Ex Manifattura Tabacchi, l’evento è entrato nel vivo, toccando l’argomento che ha infuocato la città nell’ultimo anno, portando a una mobilitazione e a un dibattito popolare visto poche volte a Lucca.
E’ stato Andrea Rapaccini, Presidente di Music Innovation Hub-Impresa Sociale e Presidente del Comitato Promotore della Rete dei Beni Comuni ad illustrare le possibili nuove funzionalità dell’immobile, progettate e realizzate in diversi contesti, che dovranno poi essere approfondite nei prossimi mesi con gli stakeholder musicale e non della città.
“L’ecosistema MIH ha sviluppato dei moduli funzionali in ambito musicale che consentono di realizzare interventi di rigenerazione urbana che producono valore economico e sociale; si tratta di integrare attività più propriamente educative e culturali con altre più economiche per poter garantire sostenibilità agli investimenti. Oltre ad un patrimonio storico musicale di assoluto valore, Lucca e la sua provincia vanta una ricchezza di associazioni culturali, scuole istituti musicali, eventi e festival che ha pochi eguali in Italia e nel mondo. Da Ottobre siamo disponibili a lavorare con questi soggetti per definire insieme un progetto esecutivo da offrire alla città per la rigenerazione della filiera musicale cittadina e della manifattura sud.


Allo stesso tempo Moosa, Rete di imprese Musicali – nelle parole di Antonio Ardiccioni – ha fatto chiarezza circa il processo operativo per arrivare in 6-10 mesi alla realizzazione di un progetto operativo condiviso e finanziabile per la parte sud della Manifattura e l’attivazione di una filiera musicale sul progetto di celebrazione di Giacomo Puccini.
“La forza e la passione che abbiamo percepito in questi mesi di racconti e di visioni, ci ha coinvolti come raramente accade in questo tipo di progetto - ha affermato Claudio Lamberini, Presidente di MOOSA - Ci sono state altre occasioni in cui MOOSA ha partecipato attivamente a processi di rigenerazione di beni comuni, o in progetti che avessero comunque il giusto spirito inclusivo e di dialogo con il territorio, ma Lucca è un momento unico. Il tessuto sul quale si può innestare l’idea di “città della musica” è… semplicemente esplosivo. Parliamo di musica, ma non solo: i portatori di interesse che orbitano nel panorama lucchese danno la chiara sensazione che si possa pensare a un organismo complesso, interconnesso e produttivo di altissimo profilo. Una sorta di “quarto posto”, dove l’innovazione possa prosperare in termini concreti”.
Importante la presenza dei rappresentanti dell’Istituto Superiore musicale Luigi Boccherini, nelle persone di Sara Matteucci, musicologa e direttrice di coro e del futuro Direttore dell’Istituto Giampaolo Mazzoli.
“Siamo pronti ad accogliere nuove sfide, andando oltre la visione che la maggior parte delle persone ha della musica classica”: questo il significato degli interventi dei due, esempio perfetto del mix tra tradizione e innovazione necessario per avere una nuova visione di Lucca.
Durante l’evento sono arrivati anche gli auguri e i saluti di Franco Moretti, purtroppo assente per motivi di lavoro, che – mediante una lettera- ha tenuto a precisare l’importanza di un rinnovamento per quanto riguarda la tutela dei beni comuni. “ La Musica va quindi anche intesa come bene materiale e va coniugata con la naturale vocazione del nostro territorio all’alta formazione in ambito delle professioni e dei mestieri della Musica e dello spettacolo, come dimostrano le tante attività di questa direzione. Che Lucca Città della Musica non sia solo un label da usare come claim nelle campagne di promozione della città ma diventi un abito mentale, la conseguenza operosa di tante azioni necessarie per trasformare le tradizioni di ieri nel presente e soprattutto nel prossimo futuro”.
Una necessità quindi, quella di un cambio di passo in nome della concretezza, della territorialità e della partecipazione in una città che ha tutte le carte in regola per cogliere un’opportunità del genere che si riverserebbe, inevitabilmente – come ha spiegato Alessandra Di Caro, Partner di Butik Consulting es esperta in turismo musicale – in un indotto importante in termini economici per la città.
A concludere l’evento Johnny Dotti, imprenditore sociale, Presidente di E-One Impresa Sociale e co-fondatore del Comitato Promotore della Rete dei Beni Comuni, che concretamente e dritto al punto ha dato speranza e coraggio a tutti coloro che troppo spesso si perdono dietro alle modalità di come si svolgono le cose, perdendo il senso vero, la motivazione e la fame di un futuro migliore.

Redazione - inviato in data 24/09/2021 alle ore 19.07.26 - Questo post ha 6 commenti

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COMMENTI
- Proposte generiche e proposte concrete - da Anonimo - inviato in data 26/09/2021 alle ore 12.30.26
Le proposte che vediamo adesso sono ancora generiche, da definire e concretizzare.
Le proposte di Fondazione e COIMA erano molto concrete: i soldi ce li mettevano i lucchesi, i profitti se li prendeva la combriccola. Tutto molto scientifico


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- I SOLDI SI TROVANO..... - da Anonimo - inviato in data 26/09/2021 alle ore 0.41.53
Beh, forse.

Diciamo che come trovare i soldi è problemino piuttosto importante. Questo lo sa chiunque abbia mai progettato qualsiasi cosa, sia essa architettonica, culturale, politica, economica, commerciale, industriale........

Per cui vediamo un po''cosa propongono.

Cercare i soldi dalla Fondazione CRL? Certo, anche quello è possibile. Tutto è possibile.

Ma qui siamo nel vaghissimo, non nel vago. Chi sarà a dover ristrutturare? Un soggetto privato cui il Comune dovrà cedere per un periodo più o meno lungo l'immobile? Il Comune stesso? Tutto da definire.

Per cui, allo stato attuale, la proposta è un insieme di fumose enunciazioni. Quando sarà concreta vedremo. Dopo le elezioni ho l'impressione.


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- E i soldi? E i soldi? E i soldi? - da Anonimo - inviato in data 25/09/2021 alle ore 16.15.00
E i soldi? E i soldi si trovano, esistono mille modi per trovarli. Solo chi non li cerca (o non li sa cercare) rimane aggrappato alla Fondazione dalla quale poi si fa ricattare alla grande.
Basta con questa storia dei soldi! Prima si fa un progetto credibile, e poi si trovano i soldi. I soldi ci sono (Unione Europea, Stato, Regione, investitori privati): i soldi si cercano e si trovano, come fanno tutti. Persino la Fondazione, senti un po', potrebbe metterci dei soldi se vuole. Anzi, dovrebbe farlo proprio per statuto: dovrebbe investire soldi nel sociale, non fare speculazioni immobiliari!


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- @il solito commentatore... - da Anonimo - inviato in data 25/09/2021 alle ore 13.01.53
Alle 1,25 la testa ancora non e''completamente partita ed a parte l'incipit che e''intonato con la sua irriduicibile fedeltà al comune ed alla fondazione, pone due domande giuste.

Dopodiche faccio notare che a parte i due rappresentanti del Boccherini, tutte le altre istituzioni cittadine ( festivals vari, associazioni musicali, scuole di musica) erano assenti o quantomeno non hanno preso posizione.

D'altro canto se tutte le loro iniziative sono sotto il patrocinio di Fondazione e Comune, e la sponsorizzazione dei soliti a cui piacerebbe aprire uno store o l'ennesimo supermercato nel centro commerciale della manifattura , e''probabile che aspettino sulla riva del fiume come suggerisce il proverbio cinese.

Da lodare pero''il Maestro Mazzoli che ,cosi''facendo, si e''esposto.


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- toh… - da Anonimo - inviato in data 25/09/2021 alle ore 10.53.43
toh… Delle teste pensanti a Lucca! E chi l'avrebbe mai detto?

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- UN INSIEME DI MAGNILOQUENTI LUOGHI COMUNI ARCHITETTONICI - da Anonimo - inviato in data 25/09/2021 alle ore 1.25.41
Il testo sottopone il lettore ad un diluvio di bei discorsi in architettese para social cultural non si sa cosa, tra esplosività, anglicismi ed 'innovazione che prospera in termini concreti'. Ganzo bao, ma.....

Forse si dovrebbe focalizzarsi su cose più concrete.

Intanto si capisce molto bene che i comitati anti progetto Fondazione CRL non intendevano certo aprire un dibattito pubblico sull'utilizzo della Manifattura Sud, ma semplicemente portare avanti un progetto alternativo. In una sbrodolata autoreferenziale come quella qui illustrata non c'è alcuna apertura alla città o alle proposte della stessa, ma, al di là delle fumose affermazioni, il comunicare che si sta lavorando ad un progetto esecutivo. In sostanza si sta facendo la stessa cosa che la Fondazione ha fatto con il suo progetto.

Benissimo, niente di male, gli eletti valuteranno anche questo progetto e decideranno se attuarlo o respingerlo. Ovviamente sarà anche possibile il sorgere di progetti alternativi (si spera).

A qualche domanda però varrebbe la pena che i magniloquenti trionfatori sulla Fondazione rispondessero.

- Quanto costa il loro progetto?

- Hanno i soldi? Dove intendono prendere i soldi?

Sul resto, ovvero sull'interesse per la collettività di quello che verrà proposto potremo formulare delle opinioni quando si passerà dalle discorsesse in social architettese ai dati concreti.


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