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Lo sciopero del 16 dicembre arriva in un momento quanto mai cruciale

Lo sciopero del 16 dicembre arriva in un momento quanto mai cruciale. In questo periodo di crisi, la legge di bilancio realizzata dal governo Draghi sembra essere sorda alle necessità della collettività, sia di quelle nate con l’emergenza pandemica che quelle che il nostro paese si trascina dietro da anni. La manifestazione di Roma potrà, e dovrà, rappresentare un punto di svolta, per convincere il governo ad ascoltare le voci di lavoratori e pensionati, che reclamano provvedimenti per ridurre le diseguaglianze sociali, tutelare i meno abbienti e realizzare politiche di rilancio dell’economia nazionale che guardino non solo al futuro sul lungo termine, ma anche alle persone.
A partire dalla giustizia fiscale, con l’85% dei lavoratori e dei pensionati che, con un reddito inferiore ai 35.000 euro annui, non riceveranno alcun beneficio dalla rimodulazione dell’IRPEF. E con il taglio dell’IRAP, che sostiene il Servizio Sanitario Nazionale, che andrà a gravare sulla fiscalità generale, e quindi su dipendenti e pensionati. Questa mobilitazione serve anche ad affermare nuovamente la necessità di un fisco più equo, progressivo, a sostegno dei redditi più bassi, e che riesca a recuperare le risorse di cui necessita con una rinnovata lotta all’evasione fiscale (il cui valore si aggira attorno ai 110 miliardi annui).
È necessario anche che le misure previste dalla legge di bilancio diano la giusta importanza alla tutela del lavoro, con la realizzazione di politiche industriali volte a fermare i processi di delocalizzazione e deindustrializzazione in atto nel nostro paese. C'è bisogno di risposte concrete che portino ad un processo di risoluzione delle crisi aziendali ferme al Mise, arrivando ad una reindustrializzazione e all’impiego degli ammortizzatori sociali necessari ad effettuare questa transizione.
L’aumento del PIL di questi mesi non si è riflesso in un aumento dell’occupazione, e il lavoro che viene generato in questo periodo è quasi sempre di natura precaria, andando ad aggravare ulteriormente quella che, purtroppo, è da anni una problematica caratteristica del mercato del lavoro in Italia, e che viene sofferta maggiormente dai giovani e dalle donne.
È inoltre fondamentale rivedere con maggiore lungimiranza gli investimenti da fare per il raggiungimento della transizione ecologica, energetica e digitale senza che a pagarne le spese siano i cittadini. Questi processi dovranno essere realizzati con politiche unitarie in grado di tutelare il lavoro e il potere d’acquisto delle persone.
Sempre nell’ottica della tutela del lavoro sarà fondamentale sbloccare gli investimenti in ricerca, innovazione e formazione, che dovrà diventare sempre più un processo da svolgere continuativamente nel corso di tutta la vita.
L’attuale legge di bilancio non risponde esaustivamente neanche ai temi previdenziali, con quota 102 che non può rappresentare una soluzione, neanche a titolo temporaneo. È bensì necessaria una riforma che, oltre a potenziarne il potere d’acquisto, porti una flessibilità nell’accesso alla pensione, tenendo di conto sia le necessità di chi svolge lavori usuranti che di quanti lavorano discontinuativamente loro malgrado. Una riforma che garantisca quindi l’accesso alla pensione a tutte le generazioni e a tutti i tipi di lavoratori.
Non sono infine soddisfacenti gli investimenti previsti nel sociale. In particolare per quanto riguarda il settore socio sanitario, per il quale sono state destinate risorse insufficienti al potenziamento strutturale di cui si è parlato fin dall’inizio della pandemia. I Livelli Minimi di Prestazioni devono poter essere effettivamente implementati su tutto il territorio nazionale, per assicurare a tutti i cittadini un uguale possibilità di accedere alle cure di cui hanno bisogno. Con questa emergenza si è anche resa evidente la necessità di aumentare il numero del personale socio-sanitario, nonché quella di stabilizzarne le assunzioni. È altrettanto importante che venga superata la frammentazione nella legislazione sulla non autosufficienza, per arrivare ad una legge quadro univoca.
Inaccettabile anche la situazione nel settore scuola, per il quale sono previsti aumenti di stipendio minimi, che manterrebbero l’ampio margine di differenza di retribuzione tra il personale scolastico e i pari titolo impiegati negli altri settori della pubblica amministrazione. Non sono previste neanche le risorse né per la conferma del cosiddetto “organico Covid”, né per altre forme di aumento dell’organico.
Infine è necessario un miglioramento del reddito di cittadinanza, in modo che arrivi a tutelare quanti vivono nella povertà e migliorare i processi di inclusione sociale, anche attraverso un potenziamento dei centri dell’impiego.
Per tutte queste ragioni l’iniziativa di giovedì 16 è di importanza fondamentale, e la Camera del Lavoro di Lucca sta rispondendo come suo solito in maniera entusiasta alla chiamata. Sono infatti previsti 10 pullman, tenuti comunque a capienza ridotta per questioni di sicurezza, in partenza da varie città della provincia e diretti a Roma, per i quali è possibile prenotare un posto contattando le sedi Cgil locali. Le partenze avverranno da:
Castelnuovo Garfagnana ore 4:00
Fornaci di Barga ore 4:20
Borgo a Mozzano ore 4:35
Pietrasanta ore 4:15
Viareggio ore 4:30
Lucca ore 5:00

Redazione - inviato in data 14/12/2021 alle ore 16.46.13 -

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