“L’Altro”

RES NULLIUS 02-RESIDENZE AL CONFINE

Elisa Zadi vince la seconda edizione di Res Nullius-residenze al confine con il progetto “L’Altro”. La residenza, promossa dal Collettivo Superazione in collaborazione con l’Officina Dada Boom, si svolgerà dal 10 al 13 maggio 2019 a Viareggio con diretta della performance finale domenica 12 maggio in orario da definire.

Il progetto della Zadi mira a stabilire una relazione con la famiglia ospitante attraverso tre tipi di intervento. Il primo conoscitivo e di transfert in cui vedrà impegnata l’artista a realizzare una serie di ritratti/autoritratti-collage/decollage, una tecnica che come spiega l’artista, ci permette di indagare su noi stessi in relazione all’altro: “Forse l'autoritratto si compie quando accettiamo l'Altro che è in noi, forse la nostra totalità implica la presenza irriducibile dell'Alterità e della frammentarietà“. Nel secondo intervento i partecipanti saranno invitati ad eleggere un oggetto-simbolo che poi verrà suggellato nel gesso e “segnato” come manufatto. L’ultimo intervento sarà la performance finale, concepita come atto iniziatico in cui i partecipanti interverranno con delle azioni precise per “liberare l’oggetto-simbolo”.

Commenta la Zadi: “La mia idea per questo progetto è stata quella di concentrarmi sull’individualità, in modo da riscattare l’identità spesso schiacciata dal contesto sociale concentrato sulla materialità dell’avere. Più infatti siamo inseriti socialmente e più viene meno la nostra libertà personale e il nostro essere risulta fortemente condizionato. Attraverso questo lavoro che si concluderà con una performance “vorrei liberare l’essenza dell’individuo dalle sovrastrutture” con delle azioni simboliche, liberatorie e condivise”.





Il Collettivo Superazione lancia la seconda fase del progetto di residenza artistica Res Nullius per favorire, questa volta, l’incontro fra pubblico e artisti all’interno di situazioni abitative particolari. In un’era in cui anche l'abitazione è diventata precaria, la vera intimità, la nostra unica vera casa, siamo sempre noi stessi, i nostri corpi, le nostre esperienze, il nostro vissuto, e il progetto ambisce proprio a mettere in contatto con l'ambiente le intimità di artisti e pubblico, che da private (e precarie) diventano appunto “res nullius”, cosa di nessuno, per realizzare un’azione artistica in uno spazio ai margini della società.



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Estratto da www.lavocedilucca.it/post.asp?id=71931
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