Moratoria sui controlli e nuova classificazione delle imprese

Le richieste della Cna per le imprese del marmo

Una forte preoccupazione e molte critiche ai controlli eseguiti dalla Capitaneria di Porto sono il risultato della riunione che la Cna ha organizzato per le imprese del settore marmo cui ha partecipato anche il sindaco di Pietrasanta Alberto Giovanetti.
Nell’assemblea si è parlato delle conseguenze dei controlli sulle problematiche ambientali che hanno portato a sanzioni amministrative rilevati, fino alla attivazione di procedure penali e a sequestri di macchinari.
“I controlli hanno riguardato gli scarichi idrici, i pozzi, la gestione dei rifiuti e le emissioni in atmosfera – ha detto Daniele Cardini, portavoce di Cna Marmo - e sono scaturiti sulla base del protocollo d’intesa sulla sicurezza del lavoro nelle cave e nelle aziende del settore marmo del distretto apuo-versiliese, firmato dalla Regione Toscana con le Procure della Repubblica di Massa e di Lucca nel giugno del 2016. Il punto più controverso è la richiesta di una pratica estremamente complessa per l’emissione in atmosfera, definita AUA (Autorizzazione Unica Ambientale), anche per quelle attività che hanno delle quantità minime di emissioni. Questa mancanza di autorizzazione viene considerato un reato penale, che non è estinguibile con una sanzione amministrativa, penalizzando un’intera categoria ed ingolfando i tribunali”.
Per questi motivi, la Cna chiederà alla Regione Toscana l’inserimento del settore marmo nelle attività definite generali - attualmente in Toscana sono 32 queste attività – inserimento che consente una semplificazione delle procedure AUA, con la previsione di un’ulteriore deroga per le attività minime. Altre Regioni, come la Lombardia e la Sardegna, hanno già provveduto a questo tipo di classificazione.
“Oltre a ciò – continua Cardini – chiederemo di attivare un periodo di moratoria nei controlli, in attesa della nuova definizione della normativa con la Regione Toscana e l’ottenimento di finanziamenti per l’adeguamento degli impianti sul piano ambientale e sulla sicurezza”.
Di pari passo l’associazione provvederà a confrontarsi con i Comuni per verificare le ricadute dell’applicazione della normativa sul piano edilizio e sarà presente all’incontro che il Sindaco di Pietrasanta ha richiesto alla Regione Toscana, con l’allargamento ai Comuni di Seravezza e Stazzema, per illustrare le nostre proposte e per dare dimostrazione di un’ampia rappresentanza e della estrema gravità della problematica.

“Queste misure si rendono necessarie – ha concluso Cardini - per sostenere una importante filiera del nostro territorio che rappresenta una ricchezza della Versilia, con 420 imprese, delle quali 269 artigiane, per un totale di 1.800 addetti, che è nel mirino di questa campagna e che rischia di scomparire sotto il peso della burocrazia e della applicazione in senso meramente punitivo delle norme vigenti”.
Alla assemblea hanno preso parte anche Stephano Tesi (direttore Cna Lucca), Giordano Bertoni (consulente) e Stefano De Franceschi (direttore del COSMAVE).

Estratto da www.lavocedilucca.it/post.asp?id=75108
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