«Siamo riusciti a portare la luna a Viareggio».

«Siamo riusciti a portare la luna a Viareggio». Ha esordito così Dimitri Ricci, il professore referente della conferenza che si è tenuta questa mattina all’Artiglio, dal titolo “La roccia che racconta la luna”, tenuta da Dario Kubler e grazie alla quale gli studenti hanno avuto l’opportunità di vedere con i propri occhi una rarissima pietra lunare. A fare gli onori di casa ci ha pensato il dirigente scolastico Nadia Lombardi: «È un grandissimo onore per noi poter collaborare con Asimof (Associazione Italiana modelli fedeli) - ha commentato -. Chi l’avrebbe mai detto che un giorno sarebbe arrivata un pezzo di luna a scuola? E invece, grazie a questa iniziativa gli alunni hanno avuto un’opportunità senza precedenti e forse irripetibile, anche perché subito dopo la conferenza la roccia tornerà alla Nasa». Non sono mancati i ringraziamenti per Sauro Sodini del Muma (amici del Museo della Marineria), che ha collaborato in questo progetto e poi la parola è passata a Paolo Miniussi socio dell’Asimof e grandissimo appassionato di astronautica: «Raccontare la luna in pochi istanti è impossibile – ha detto -, ma grazie a questa roccia potrete diventare esploratori per un giorno». «Grazie al governo degli Stati Uniti d’America e alla Nasa – spiega l’ingegnere Dario Kubler – siamo riusciti a portare la pietra lunare in Italia. Si tratta di una roccia basaltica raccolta nella missione Apollo 15 nel mare Imbrium, il mare delle piogge, cioè quel bacino lunare riempito di lava durante le eruzioni avvenute dopo la formazione della luna. Si chiama mare – spiega Kubler – perché nel guardare la luna col telescopio si notavano delle macchie scure e i nostri antenati pensavano fossero dei mari; in realtà l’acqua allo stato liquido sulla luna non c’è, esiste solo in forma di ghiaccio. Per poter prendere questa roccia che conta ben 3,3 miliardi di anni, gli astronauti hanno viaggiato per tre giorni ad una velocità di 40 mila chilometri orari in una cabina piccola come una utilitaria e in cui stavano ben tre persone. Voi ragazzi – conclude – dovete comprendere l’importanza di questa avventura che permette di avvicinare un po’ di più l’uomo alla luna».
Eleonora Prayer

Estratto da www.lavocedilucca.it/post.asp?id=75985
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