Alitalia, tre ipotesi per uscire dalla crisi

Giuricin (Bicocca-lbI): le scelte del commissario saranno influenzate dall'Antitrust Europeo.

Sono tre le possibili soluzioni per interrompere l'agonia di Alitalia. La più drastica, quella che il governo non vuole nemmeno prendere in considerazione, avendo appena elargito un nuovo finanziamento pubblico di 400 milioni di euro, è liquidare la compagnia. La più morbida, prevede invece la nazionalizzazione. Nel mezzo, c'è la soluzione cosiddetta di mercato, che vede l'intervento diretto di Lufthansa.

A metterle a confronto, segnalandone pro, contro e costi per le casse pubbliche, è uno studio appena uscito per l'Istituto Bruno Leoni, a firma di Andrea Giuricin, docente di Economia del Trasporto aereo all'università Bicocca di Milano. Secondo Giuricin, a influenzare le prossime mosse della nuova gestione commissariale, affidata a Giuseppe Leogrande, sarà prima di tutto la decisione della Commissaria dell'Antitrust europeo, Margrethe Vestager, al termine dell'indagine per possibile aiuto di Stato sui prestiti ponte da 900 milioni di euro.

«Questi soldi sono sicuramente persi da parte del contribuente italiano, poiché la compagnia li ha consumati in due anni», premette Giuricin, «ma se questa decisione europea dovesse finalmente arrivare, allora la soluzione prospettata da parte del governo sarà quella di creare urgentemente una newco alla quale conferire gli asset della compagnia e una bad company per i debiti, compreso il prestito ponte, soluzione che manderà in fumo i soldi dei contribuenti».

Nella disamina di Giuricin, e al contrario di quanto detto dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, c'è invece una possibile alternativa, meno onerosa per le tasche pubbliche. «Si tratterebbe di liquidare la compagnia e con gli asset ripagare i debitori. In questo modo ci sarebbe uno stop loss per il contribuente italiano e nel breve-medio periodo gli altri operatori coprirebbero le rotte lasciate dal vettore italiano. Con questa soluzione ci sarebbe solo il rischio che su alcune tratte domestiche il mercato potrebbe concentrarsi troppo, ma l'autorità Antitrust potrebbe vigilare su una situazione del genere», si legge nel rapporto.

Secondo Giuricin gli impatti sull'occupazione sarebbero limitati. «Gli esuberi della parte volo potrebbero essere ridotti perché il mercato aereo è molto dinamico», spiega, «mentre per la parte terra ve ne potrebbero essere in numero maggiore, per via del cambiamento del modo di viaggiare e del più facile accesso alle tecnologie, come per esempio il check-in. Bisogna però ricordare che nel 2019 i viaggiatori italiani hanno pagato tramite il cosiddetto fondo volo oltre 450 milioni di euro per coprire eventuali esuberi. Quindi gli esuberi sono di fatto coperti dalla tassazione attuale». Nello studio si ammette che però questa soluzione «è quella più contraria alla politica, perché significherebbe lasciare al suo destino Alitalia e chi vi lavora, con evidenti rischi di perdita di consenso».

Poggerebbe su gambe deboli anche l'opzione opposta, quella statale. «Questa soluzione parte dal presupposto che lo Stato imprenditore sarebbe in grado di rivoluzionare la compagnia, ma sarebbe l'ennesimo spreco di denaro del contribuente con una strategia suicida di stand alone».

Si arriva così alla terza ipotesi: Lufthansa, quella data tuttora come la più probabile. Giuricin però individua una falla anche in questo piano. «La terza soluzione prevede comunque la creazione di una bad company con dentro il prestito ponte e la contestuale creazione di una newco che andrebbe poi nell'orbita Lufthansa», osserva. «La trattativa diretta, però, sarebbe alquanto dubbia: se gli asset venissero conferiti alla compagnia tedesca senza una procedura trasparente, altri operatori del settore aereo potrebbero impugnare questa decisione. Potrebbero, infatti, arrivare offerte per parte degli asset di Alitalia superiori al valore conferito da Lufthansa. Ci sarebbe però l'innegabile beneficio di cessare di mettere soldi pubblici e di entrare in un grande gruppo europeo».

Angela Zoppo - www.brunoleoni.it



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