Nota sulle esternazioni di un imprenditore del turismo versiliese

Abbiamo letto con stupore l’articolo apparso sul Tirreno di ieri che riporta le
esternazioni di un imprenditore del settore turismo della Versilia sul lavoro stagionale.
Con un linguaggio a dir poco colorito, sopra le righe e quasi minaccioso dice,
testuali parole “Se a qualcuno questa estate, nel caso riaprissimo verrà in mente
di venirla a menare con domande alla carlona del tipo, quanto si lavora ?
Quanto mi dai ? Quando è il mio giorno libero ? Vi dico con il massimo garbo ,
non vi presentate, non c’è bisogno di persone come voi. Siamo in emergenza e
come tale deve essere gestita”.
Parole imbarazzanti, che devono trovare lo sdegno delle associazioni imprenditoriali
e delle Istituzioni.
A lui vogliamo rispondere:
Caro Signore, forse sfugge a lei che siamo in emergenza e che storicamente
una parte dei lavoratori stagionali da sempre non sanno se e quando avranno il
giorno libero, se saranno pagati correttamente e per tutte le ore che lavorano,
e se lavoreranno 8 o 10 o 12 ore al giorno.
Forse a lei sfugge che in molte strutture legate al turismo c’è tanto lavoro nero
e grigio.
Forse a lei sfugge che gli 11.000 lavoratori che ufficialmente hanno lavorato la
scorsa stagione nel nostro territorio sanno già che la maggior parte di loro non
avrà una occupazione nella prossima stagione e che quindi non avrà nemmeno
accesso alla indennità di disoccupazione.
Evidentemente per lei “emergenza” si traduce in sfruttamento. Quando un lavoratore
pone le domande di cui sopra semplicemente chiede il riconoscimento
dei propri diritti di lavoratore e di persona, ne più ne meno, non “avanza pretese”!
E questo un imprenditore degno di questo nome dovrebbe saperlo. Dovrebbe
sapere che fare impresa significa anche non lucrare sulle spalle degli altri ma
creare lavoro, che il buon lavoro crea ricchezza per tutti, che chi lavora e viene
correttamente retribuito può fare progetti per la propria vita e per quella della
sua famiglia, non grava sul sistema assistenziale pubblico e può , magari, anche
spendere.
Ed è paradossale che un imprenditore dichiari chiaramente di non poter fare a
meno dei lavoratori stagionali qualora le attività turistiche riprendessero ma
che pensi di poterli usare come meglio crede e magari a costo zero!
La schiavitu’, per fortuna! Non esiste più.

Filcams Cgil Lucca
Sabina BigazziStefano Nicoli

Filcams Cgil Toscana
Stefano Nicoli

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Estratto da www.lavocedilucca.it/post.asp?id=78766
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