DIARI DELLA QUARANTENA: Beatrice Vevezi

27 aprile 2020 di EXPERIENCE IS
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Scrivo, leggo, penso, studio, imparo, medito, esploro, invento.

Questa la routine mai uguale a se stessa della mia quarantena. Se il corpo è fisicamente imprigionato entro quattro mura – condizione molto difficile per me da accettare considerando la mia vita da globe-trotter – , lascio la libertà alla mia mente di vagare e di portarmi in luoghi inesplorati, una libertà che raramente riesco a provare nella vita “reale” (sì, perché tutto questo mi sembra così irreale…), quando la testa è presa da mille pensieri da organizzare, difficoltà e prove da superare, e difficilmente riesco a concentrarmi su un pensiero alla volta.

Allora questo periodo è caratterizzato proprio dalla ricerca di concentrazione tramite la meditazione e gli esercizi spirituali di Rudolf Steiner, i cui scritti volevo approfondire da tempo.

Puccini mi tiene compagnia come sempre, stavolta con l’epistolario che contiene tutte le sue lettere, così come pure mi tengono compagnia le mie fedeli partiture: in questo periodo ne sto “fidelizzando” di nuove attraverso lo studio, in vista dei prossimi concerti (sempre coronavirus permettendo).

Ahora hablo Español più fluentemente grazie al tempo che finalmente ho per imparare questa lingua, uso i tutorial che trovo su YouTube per allenarmi (HIIT, BUM e Yoga), non manco mai di sperimentare in cucina e concludo la serata con le mie serie Netflix preferite (La casa di carta, The road to Calvary, Alias Grace, Narcos): insomma, l’agenda è piuttosto piena anche in quarantena!

Soprattutto però dedico tempo alle persone a cui voglio bene, i miei genitori, il mio fidanzato ed anche il mio cane.

Tutto sommato il morale regge, anche se non vedo ovviamente l’ora che questo incubo finisca. Per contrastare la nostalgia e soprattutto perché né io né i 40 membri dell’Orchestra Milano Classica , con cui lavoro assiduamente, riusciamo a stare troppo tempo con le mani in mano, abbiamo deciso di cimentarci in due performance da regalare al nostro pubblico: in una abbiamo eseguito l’Inno di Mameli come simbolo di unità nazionale, nell’altra il primo movimento della V sinfonia di Beethoven, compositore che enfatizza le possibilità dell’uomo e la fratellanza tra i popoli.

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Un concerto online con i ritardi dovuti alla connessione sarebbe stato impossibile, così prima ho registrato la mia direzione poi l’ho mandata ai 40 orchestrali, che mi hanno risposto con la loro. Un tecnico ha sincronizzato il tutto e il risultato sorprendente è che ha funzionato! Per il video di 7 minuti della Sinfonia n. 5 ci è voluta più di una settimana di lavoro.

Ricordo che prima dell’emergenza coronavirus si parlava tanto dell’uso dell’intelligenza artificiale o della robotica alla performance musicale. Per quanto questo esperimento mi abbia stupita per il buon risultato raggiunto, questo periodo di separazione forzata mi ha ancora di più convinta di quanto, specialmente quando si parla di arte e musica, sia fondamentale l’elemento umano: fare musica insieme significa respirare insieme.

Nessuna tecnologia potrà mai sostituire il “dettaglio uomo”.

Beatrice Venezi

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Beatrice Venezi, pianista, compositrice e direttore d’orchestra classe 1990, è tra le pochissime donne al mondo a dirigere orchestre internazionali. Ad aprile 2019 ha pubblicato il suo primo libro Allegro con Fuoco mentre a ottobre ha debuttato con il suo primo album per Warner Music, dedicato ai brani sinfonici di Giacomo Puccini registrati al Teatro del Giglio di Lucca con l’Orchestra della Toscana.




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