Summer festival e rimborsi

Ci sono persone che, prendendo a pretesto presunti diritti individuali violati, hanno contestato e contestano le azioni del governo volte al contenimento dell'epidemia, tirando in ballo addirittura la dittatura, e come si legge per esempio qui in altro post, allorché si definisce il distanziamento lesivo dei diritti dei cittadini, una roba da nazisti. Addirittura.

Viceversa pochi parlano dei biglietti venduti per eventi annullati, nella fattispecie quelli del Summer festival di Lucca. La società organizzatrice D'Alessandro e Galli, che tra l'altro tre anni fa fu ceduta per una quota del 60 per cento ai tedeschi, e che magari vorrebbe pure i soldi dallo Stato italiano, darà indietro a chi lo chiederà dei voucher spendibili entro un certo termine di tempo per altri eventi.
Qui non ci sono diritti violati? Come rilevava il Codacons - spiega il presidente Carlo Rienzi – è un po’ come se un consumatore acquistasse una automobile, e al suo posto gli venisse concesso un buono per acquistare una barca, nonostante l’acquirente non sappia nuotare o non ami il mare.

Ora premesso che la condizione di certi lavoratori dello spettacolo - per i quali sono necessarie le misure di sostegno come per tutti i lavoratori che versano in situazioni analoghe -, non è la stessa di quella di molti impresari, buoni, è bene ricordarlo, ad invocare il rischio d'impresa ogniqualvolta c'è da giustificare i profitti, ma a chiedere provvidenze per sé quando le cose vanno male, il punto è che sui proventi dei biglietti già venduti già maturano interessi bancari, se i soldi sono depositati in banca. Se invece, a pensar male, sono stati investiti o impegnati, non possono essere facilmente svincolati: in entrambi i casi vuol dire che qualcuno fa il furbo e ci marcia.
All’estero però i biglietti vengono rimborsati in danaro, perché? In Paesi come Francia, Belgio, Germania, Spagna, Olanda è possibile richiedere un rimborso pecuniario, come è anche vero che adottano il sistema voucher per lo spettatore che lo richiede

I FATTI
Nel corso delle settimane gli organizzatori di eventi e concerti hanno annullato numerosissimi spettacoli in programma in quanto ospitati da luoghi e strutture in cui non è possibile rispettare il distanziamento sociale, imposto per legge sia in fase 1, sia nell’attuale fase 2 di emergenza Covid-19. Ai cittadini è stato offerto in cambio un voucher, un rimborso virtuale che costringe l’acquirente ad acquistare altri eventi entro un lasso di tempo dato; è stata in questo modo del tutto esclusa l’ipotesi che il consumatore stesso non voglia, o magari non possa, partecipare all’evento nella nuova data o ad altri eventi simili. Ecco perchè in molti non sono d’accordo con il rimborso tramite voucher e chiedono, Legge alla mano, il rimborso in denaro.

DIRITTI NEGATI
In effetti, i diritti dei consumatori appaiono calpestati:

– dal Governo, che col Decreto rilancio ha introdotto la misura dei voucher come forma di rimborso di eventi annullati;

– sia dagli organizzatori degli spettacoli, che pur consapevoli che i concerti di alcuni artisti non saranno più replicati, rifiutano di restituire quanto pagato dagli spettatori, concedendo solo buoni da spendere per altri spettacoli.

Alla luce dei fatti, è di tutta evidenza che – se un evento viene annullato e non sarà più organizzato – il consumatore abbia diritto in base al Codice Civile alla restituzione dei soldi versati, e non certo ad un voucher. Ai sensi dell’art. 1463 c.c., nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell’indebito.

Aderendo ai principi normativi del Codice Civile appare evidente che l’acquirente in caso di richiesta di rimborso per eventi-concerti-spettacoli annullati per l’emergenza Covid abbia diritto a ricevere l’equivalente della prestazione corrisposta per l’evento annullato.

LA NOSTRA INIZIATIVA
Per opporci a quello che appare come un vero e proprio sopruso abbiamo deciso di lanciare una doppia iniziativa legale:

– un esposto alla Commissione Europea affinché apra una procedura di infrazione contro l’Italia per aver introdotto l’illegale strumento del voucher come unica forma di rimborso;

– ma soprattutto, un’azione collettiva contro gli organizzatori di eventi da parte degli spettatori che hanno acquistato i biglietti per spettacoli annullati, e che da oggi possono scaricare il modulo di diffida per chiedere il rimborso in denaro, da inviare – via raccomandata o via PEC – agli organizzatori dell’evento e alla piattaforma di vendita.

PER ADERIRE AL CODACONS
Per iscriverti all’Associazione, aderire all’iniziativa e scaricare il modulo di diffida per chiedere il rimborso in denaro, clicca sul pulsante PayPal di seguito.

Una volta concluso il pagamento sarai reindirizzato in automatico alla compilazione del form d’iscrizione; se questo non dovesse accadere, clicca su “torna sul sito del venditore” per completare la procedura di iscrizione e scaricare il modulo.

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Estratto da www.lavocedilucca.it/post.asp?id=79497
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