Scegliere!

Scegliere, dal latino ex-eligere che significa selezionare, preferire qualcosa o qualcuno a qualcun altro, effettuando una rinuncia in virtù di una valutazione di una maggiore convenienza o di un miglior risultato.

L’attività principale di una pubblica amministrazione consiste nel prendere decisioni, la cui legittimazione si fonda sul mandato ricevuto da parte dei cittadini, nell’esercizio della sovranità che a loro spetta, così come previsto dall’articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Ecco perché nel farlo la pubblica amministrazione, di ogni ordine e grado, non può tralasciare e/o dimenticare i principi del buon padre di famiglia.

Questo perché le scelte fatte da una pubblica amministrazione, come quella comunale per esempio, non sono scelte che si ripercuotono solo sul decisore, sono scelte che impattano sulla vita di tante persone, decisioni che comunque vengono “pagate” dalla collettività attraverso le tasse e che pertanto dai bisogni della stessa non possono trascendere.

Il pubblico interesse, la legalità, l’efficacia, l’efficienza e l’imparzialità dovrebbero sempre e comunque sottendere l’agire amministrativo dell’Ente.

Per questi motivi le decisioni non dovrebbero essere mai contraddittorie, ma dovrebbero essere sempre tese ad evitare gli sprechi e puntare all’utilizzo dei mezzi più adatti e meno costosi per raggiungere i risultati desiderati ed in grado di dare maggiore soddisfazione in termini di numeri e bisogni alla comunità, considerata come una unità di riferimento.

Le decisioni, comunque, dovrebbero essere sempre prese nei limiti attribuiti al “Potere Amministrativo” del governo del territorio di ogni grado e livello, che gli sono stati attribuiti dal popolo ed ovviamente nei limiti delle vigenti leggi ed ordinamento dello Stato italiano.

Le scelte dovrebbero essere rapide, sempre osservanti il contesto ed in grado di essere reindirizzate per riuscire a contemperare nel migliore dei modi i vari interessi.

L’imparzialità dovrebbe impedire qualsiasi forma di favoritismo nei confronti di uno o pochi, rispetto ai cittadini, così come i principi di trasparenza, responsabilità e sussidiarietà dovrebbero essere evidenti, senza mai perdere di vista il principio di finalizzazione dell’amministrazione pubblica agli interessi pubblici della collettività, che la stessa rappresenta.

Perché scegliere significa assumersi responsabilità e quando si è portati a decidere del futuro di una collettività questa responsabilità è ancora più grande e pesante, per questi motivi non si può più improvvisare, basta con questa politica inconcludente, clientelare ed incompetente, che ha negli ultimi cinque anni contribuito, senza possibilità d’appello, alla devastazione di Viareggio e di Torre del Lago Puccini.

Cambiare si può, anzi cambiare si deve.

Se non adesso quando!

Fabrizio Biagioni
Partito Liberale Italiano – PLI
Viareggio e Versilia

Estratto da www.lavocedilucca.it/post.asp?id=79972
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