Morte Elso Bellandi: il ricordo-cordoglio del sindaco Marco Remaschi

La proposta: 'Sarebbe un grande onore intitolare il nuovo stadio del Ghiviborgo a Elso Bellandi'

È morto all’età di 99 anni Elso Bellandi. E se dico Elso Bellandi sono sicuro che a ognuno di noi venga in mente un ricordo, un aneddoto, un momento preciso, perché Elso lo conoscevano tutti ed era amato da tutti.

Elso Bellandi muove i suoi passi ad Altopascio. Subito dopo la guerra accompagna il padre a vendere carni a domicilio. Si spostavano in bicicletta, non avevano altri mezzi, non avevano neanche troppi soldi. Ma sono venuti su, giorno dopo giorno, lavoro dopo lavoro.

Questa cosa di Elso mi ha sempre colpito, perché ci ritrovo un po’ della mia vita e di quella della mia famiglia. Lui era una di quelle persone che si sono fatte da sole. Che partivano da zero e con i sacrifici si sono affermate, costruendo un’azienda, dando vita a una realtà imprenditoriale ed enogastronomica conosciuta e affermata non solo in provincia di Lucca, ma anche fuori dai confini nazionali. Con passione e costanza. Quella stessa passione che Elso ha passato al figlio Rolando, che a sua volta l’ha trasmessa ai figli David ed Elso. Una famiglia di persone per bene, amate da tutti.

Chi non conosce il Bellandi in provincia di Lucca? Chi non fa una tappa dal Bellandi - Eat Valley a Ghivizzano quando può?

Elso era legato a doppio filo alla nostra comunità. Sarà proprio per questo che era così apprezzato. E non solo come imprenditore, ma anche come fervente appassionato di calcio. Credo sia stato l’unico a livello nazionale ad aver ricoperto la carica di presidente di una società dilettantistica per 50 anni: il Ghivizzano. E poi ancora, come presidente onorario, quando c’è stata la fusione ed è nato il Ghiviborgo.

Senza di lui la storia del Ghivizzano - che è una storia importante dal punto di vista calcistico - non avrebbe raggiunto i traguardi e le vette che tutti conosciamo. Per lui la soddisfazione più grande era veder giocare i suoi ragazzi, far conoscere il nome del Ghivizzano in giro per la Toscana, supportare il calcio locale, anche economicamente parlando, per far crescere la squadra.

Per questo motivo, con il consenso della famiglia, mi piacerebbe intitolare il nuovo stadio del Ghiviborgo, le cui vicende speriamo di risolvere e di risistemare in tempi rapidi, a Elso Bellandi. Per me e per tutta l’amministrazione comunale sarebbe un onore grandissimo.

Mando un grande abbraccio ai familiari di Elso, ai figli Luciana e Rolando, ai nipoti, agli amici: a loro arrivi anche tutto il calore, l’affetto e il cordoglio del Comune di Coreglia e dell’intera comunità.



Estratto da www.lavocedilucca.it/post.asp?id=83502
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