La salute mentale si fa sempre più fragile

La salute mentale di tantissimi esseri umani si fa sempre più fragile, perché non si fonda più sul “senso” ma sulle cose. Mancano i pilastri su cui costruire il proprio benessere psichico, mancano il soffitto e le fondamenta della propria casa interiore. Miglioriamo costantemente l’arredamento senza accorgerci che mancano i muri intorno.
La società della performance, infatti, spinge all’ossessione verso la quantità. Quello che conta è la quantità della vita: quanti follower, quanto lavoro, quanti chili di grasso o di muscoli, quanti riconoscimenti, quanti soldi, quanti rapporti sessuali; il tuo valore è deciso da una quantità. Così tutta la vita finisce per essere misurata sulla base della quantità di cose che hai, che fai e che ti determinano.
Questo rende sempre più fragile la salute mentale, spinge a performare e impedisce di capire cosa vale davvero per noi.
Quanto tempo dedichiamo a capire qual è per noi la qualità della vita?
Se non si può determinare in senso assoluto, si possono mettere in pausa le distrazioni e i condizionamenti esterni e domandarselo davvero.
Perché per coltivare la meraviglia nella propria esistenza e trasformarla - specie in momenti difficili - il mondo esterno va messo in pausa insieme a ogni giudizio su di sé e sulla quantità della propria vita.

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Estratto da www.lavocedilucca.it/post.asp?id=84261
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