La storia aiuta a capire… che al peggio non c'è mai fine

Historia magistra vitae, si dice… E in effetti, se si dà retta a storici e archeologi, si apprende che fino a non molto tempo fa era opinione corrente che il peggior sindaco di Lucca, di tutti i tempi, fosse stato il proto-ligure Sthrampellinki, famoso per aver venduto le mura della città agli Etruschi per 46 conchiglie; per essersi alleato con il cartaginese Ijmbroglik al quale regalò la reggia che fu poi trasformata in un lussuoso mercato di pappagalli di importazione; per aver costruito un enorme struttura, simile a un moderno distributore di benzina, proprio dove sorgeva l’antico porto fluviale; per aver abbattuto 50.000 alberi centenari, indispensabili per l’equilibrio idrogeologico della piana, sostituendoli con 600.000 cespugli di rosmarino, a suo dire molto più utili per condire la zuppa, di cui egli era ghiotto; per aver firmato un contratto-capestro con il bardo Sthrimpellok che monopolizzò per sempre, fino alla sua completa distruzione, la scena musicale dell’antica Luk; e, infine, per aver licenziato gli addetti che ritiravano quotidianamente l’immondizia dalle case dei proto-liguri costringendoli a versare il pattume dentro speciali anfore a chiusura ermetica che, ovviamente, non si aprivano, determinando così un enorme accumulo di rifiuti che finì con il soffocare la città.
Sthrampellinki tentò anche di perpetuare il suo potere, facendo eleggere il suo pupillo, il figlio barbuto di un notaio dell’epoca del quale si è persa memoria del nome. Quest’ultima nefasta operazione, per fortuna, non giunse a termine.
Ci vollero circa 2000 anni per far riprendere la città di Lucca da quella devastazione. Ma ora, Tabellini, degno emulo del suo lontanissimo predecessore, sta tentando di battere quel record negativo. Già molto è stato fatto, ma il sindaco conta, negli ultimi mesi del suo mandato, di prendere qualche ultima deleteria iniziativa a svantaggio della città.
Il suo pupillo, che per una curiosissima coincidenza è a sua volta il figlio di un notaio, scalpita nell’attesa della sua prossima elezione, smanioso di tagliare nastri di nuovi supermercati e di spianare con le ruspe i principali reperti archeologici di Lucca; di vendere tutti gli edifici storici e di pregio della città alla rinomata ditta Cat&Fox di Milano; di defiscalizzare gli alcolici e lanciare una grande campagna promozionale che attiri in città tutti gli alcolizzati del pianeta. Tutto ciò è, invero, in linea con l’operato politico del suo maestro e mentore, ma il vero colpo di genio, riguarda la gestione dei rifiuti. Se eletto, il figlio del notaio promette che il tanto contestato sistema dei Garby verrà definitivamente smantellato e i lucchesi, pena salatissime multe e l’esilio, saranno costretti a nascondere l’immondizia dentro le tasche dei loro pantaloni (firmati Armani però, in omaggio antica tradizione di garbo e raffinatezza che contraddistingue la nostra città).



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