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  • 08/08/2022 16:22

«Idee, coraggio e radicamento: così abbiamo battuto la sinistra»: parla Fabio Barsanti

«Idee, coraggio e radicamento: così abbiamo battuto la sinistra»: parla Fabio Barsanti Se la roccaforte toscana è sempre meno rossa lo si deve anche lui, che è stato decisivo nella vittoria del centrodestra alle elezioni di Lucca: «Qui abbiamo creato un vero laboratorio culturale, non si vince facendosi dettare l’agenda dall’avversario» Di Fabrizio Vincenti -30 Luglio 2022 All’armi, son tornati! Ago della bilancia. L’uomo nero al potere. Una reale ventata di aria fresca in politica. Comunque la si pensi, Fabio Barsanti è stato uno dei protagonisti dell’ultima tornata elettorale amministrativa di giugno. Il risultato colto dalle sue liste (Difendere Lucca, Centrodestra per Barsanti, Prima Lucca-Italexit con Paragone) nell’elezione a sindaco di Lucca ha sorpreso molti osservatori con il suo 9,4% e generato l’ennesimo assalto mainstream, abilmente pilotato dal Pd, all’insegna dell’insorgente (anzi, mai morto) pericolo nero. Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di agosto 2022 Barsanti, che alle scorse Comunali, nel 2017, aveva comunque sfiorato l’8% con CasaPound, è finito per diventare l’ago della bilancia al secondo turno, dove si sono affrontati Francesco Raspini per il centrosinistra e Mario Pardini per il centrodestra, quest’ultimo con uno svantaggio di circa otto punti dal rivale. L’apparentamento tra Pardini e Barsanti – oltre che con un candidato centrista – ha gettato nel panico le anime belle della sinistra, che hanno di nuovo sfoderato l’arma sempre più spuntata dell’antifascismo, prima di tutto perché hanno fiutato la disfatta. Leggi anche: C’era una volta la rossa Toscana. Non solo Lucca, ora la destra smetta di aver paura Pardini, con Barsanti al suo fianco, ha recuperato le migliaia di voti di svantaggio e superato al ballottaggio l’avversario con il 51% dei consensi. E così la destra più sociale e popolare – ma anche realmente radicata rispetto ai partiti tradizionali – è finita al governo della città con un esperimento di vera unità di tutte le forze che si oppongono al Pd. Due gli assessorati ottenuti da Difendere Lucca, entrambi di peso: Barsanti – da metà consiliatura sarà anche vicesindaco – allo Sport, Protezione civile e Territorio, Mia Pisano alla Cultura, oltre a tre consiglieri comunali. Una minirivoluzione compiuta nel segno di un impegno politico costante durato anni e che alla fine la città ha voluto premiare nonostante gli anatemi. Intervista a Fabio Barsanti Barsanti, come ci si sente da assessore dopo una vita passata sulle barricate all’opposizione? «Vorrei dire “bene”, ma non è la parola giusta. Ci si sente contenti di aver raggiunto una posizione da cui incidere, finalmente, sul governo della città. Dove si può cambiare in meglio la vita dei cittadini e realizzare quanto richiesto dai propri elettori. Si tratta di una grande sfida e di una grande responsabilità, ma mi sento pronto. E si sente pronto tutto il gruppo che mi sostiene: non abbiamo lavorato in questi anni solo per “opporci”. Adesso lo dimostreremo». Al primo turno ha deciso di correre da solo, mentre tutto il centrodestra era sul futuro sindaco Pardini: perché? «Ho corso da solo perché una parte importante della città me lo chiedeva. Al primo turno ho raccolto il 9,5%, ma la sensazione è che ci fosse un consenso maggiore, che però non si è espresso per vari motivi, fra cui il famoso ricatto del “voto utile”. Il modo con cui i partiti hanno scelto Pardini come candidato non dava garanzie per un reale cambiamento per la città. Quindi è stato necessario misurarsi separatamente al primo turno, per poi trovare quella sintesi felice che ha vinto il ballottaggio». Poi cosa è successo dopo il primo turno? «La campagna elettorale smuove e crea energie, ciò che entra si trasforma durante il percorso. Si spostano i pesi, si trova un equilibrio prima inimmaginabile o difficile da realizzare. Questo gioco di energie ha reso possibile la creazione della grande alleanza che ha sconfitto il Pd. Siamo arrivati tutti con le idee più chiare e con una chiara volontà di… «Idee, coraggio e radicamento: così abbiamo battuto la sinistra»: parla Fabio Barsanti Se la roccaforte toscana è sempre meno rossa lo si deve anche lui, che è stato decisivo nella vittoria del centrodestra alle elezioni di Lucca: «Qui abbiamo creato un vero laboratorio culturale, non si vince facendosi dettare l’agenda dall’avversario» Di Fabrizio Vincenti -30 Luglio 2022 All’armi, son tornati! Ago della bilancia. L’uomo nero al potere. Una reale ventata di aria fresca in politica. Comunque la si pensi, Fabio Barsanti è stato uno dei protagonisti dell’ultima tornata elettorale amministrativa di giugno. Il risultato colto dalle sue liste (Difendere Lucca, Centrodestra per Barsanti, Prima Lucca-Italexit con Paragone) nell’elezione a sindaco di Lucca ha sorpreso molti osservatori con il suo 9,4% e generato l’ennesimo assalto mainstream, abilmente pilotato dal Pd, all’insegna dell’insorgente (anzi, mai morto) pericolo nero. Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di agosto 2022 Barsanti, che alle scorse Comunali, nel 2017, aveva comunque sfiorato l’8% con CasaPound, è finito per diventare l’ago della bilancia al secondo turno, dove si sono affrontati Francesco Raspini per il centrosinistra e Mario Pardini per il centrodestra, quest’ultimo con uno svantaggio di circa otto punti dal rivale. L’apparentamento tra Pardini e Barsanti – oltre che con un candidato centrista – ha gettato nel panico le anime belle della sinistra, che hanno di nuovo sfoderato l’arma sempre più spuntata dell’antifascismo, prima di tutto perché hanno fiutato la disfatta. Leggi anche: C’era una volta la rossa Toscana. Non solo Lucca, ora la destra smetta di aver paura Pardini, con Barsanti al suo fianco, ha recuperato le migliaia di voti di svantaggio e superato al ballottaggio l’avversario con il 51% dei consensi. E così la destra più sociale e popolare – ma anche realmente radicata rispetto ai partiti tradizionali – è finita al governo della città con un esperimento di vera unità di tutte le forze che si oppongono al Pd. Due gli assessorati ottenuti da Difendere Lucca, entrambi di peso: Barsanti – da metà consiliatura sarà anche vicesindaco – allo Sport, Protezione civile e Territorio, Mia Pisano alla Cultura, oltre a tre consiglieri comunali. Una minirivoluzione compiuta nel segno di un impegno politico costante durato anni e che alla fine la città ha voluto premiare nonostante gli anatemi. Intervista a Fabio Barsanti Barsanti, come ci si sente da assessore dopo una vita passata sulle barricate all’opposizione? «Vorrei dire “bene”, ma non è la parola giusta. Ci si sente contenti di aver raggiunto una posizione da cui incidere, finalmente, sul governo della città. Dove si può cambiare in meglio la vita dei cittadini e realizzare quanto richiesto dai propri elettori. Si tratta di una grande sfida e di una grande responsabilità, ma mi sento pronto. E si sente pronto tutto il gruppo che mi sostiene: non abbiamo lavorato in questi anni solo per “opporci”. Adesso lo dimostreremo». Al primo turno ha deciso di correre da solo, mentre tutto il centrodestra era sul futuro sindaco Pardini: perché? «Ho corso da solo perché una parte importante della città me lo chiedeva. Al primo turno ho raccolto il 9,5%, ma la sensazione è che ci fosse un consenso maggiore, che però non si è espresso per vari motivi, fra cui il famoso ricatto del “voto utile”. Il modo con cui i partiti hanno scelto Pardini come candidato non dava garanzie per un reale cambiamento per la città. Quindi è stato necessario misurarsi separatamente al primo turno, per poi trovare quella sintesi felice che ha vinto il ballottaggio». Poi cosa è successo dopo il primo turno? «La campagna elettorale smuove e crea energie, ciò che entra si trasforma durante il percorso. Si spostano i pesi, si trova un equilibrio prima inimmaginabile o difficile da realizzare. Questo gioco di energie ha reso possibile la creazione della grande alleanza che ha sconfitto il Pd. Siamo arrivati tutti con le idee più chiare e con una chiara volontà di… «Idee, coraggio e radicamento: così abbiamo battuto la sinistra»: parla Fabio Barsanti Se la roccaforte toscana è sempre meno rossa lo si deve anche lui, che è stato decisivo nella vittoria del centrodestra alle elezioni di Lucca: «Qui abbiamo creato un vero laboratorio culturale, non si vince facendosi dettare l’agenda dall’avversario» Di Fabrizio Vincenti -30 Luglio 2022 All’armi, son tornati! Ago della bilancia. L’uomo nero al potere. Una reale ventata di aria fresca in politica. Comunque la si pensi, Fabio Barsanti è stato uno dei protagonisti dell’ultima tornata elettorale amministrativa di giugno. Il risultato colto dalle sue liste (Difendere Lucca, Centrodestra per Barsanti, Prima Lucca-Italexit con Paragone) nell’elezione a sindaco di Lucca ha sorpreso molti osservatori con il suo 9,4% e generato l’ennesimo assalto mainstream, abilmente pilotato dal Pd, all’insegna dell’insorgente (anzi, mai morto) pericolo nero. Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di agosto 2022 Barsanti, che alle scorse Comunali, nel 2017, aveva comunque sfiorato l’8% con CasaPound, è finito per diventare l’ago della bilancia al secondo turno, dove si sono affrontati Francesco Raspini per il centrosinistra e Mario Pardini per il centrodestra, quest’ultimo con uno svantaggio di circa otto punti dal rivale. L’apparentamento tra Pardini e Barsanti – oltre che con un candidato centrista – ha gettato nel panico le anime belle della sinistra, che hanno di nuovo sfoderato l’arma sempre più spuntata dell’antifascismo, prima di tutto perché hanno fiutato la disfatta. Leggi anche: C’era una volta la rossa Toscana. Non solo Lucca, ora la destra smetta di aver paura Pardini, con Barsanti al suo fianco, ha recuperato le migliaia di voti di svantaggio e superato al ballottaggio l’avversario con il 51% dei consensi. E così la destra più sociale e popolare – ma anche realmente radicata rispetto ai partiti tradizionali – è finita al governo della città con un esperimento di vera unità di tutte le forze che si oppongono al Pd. Due gli assessorati ottenuti da Difendere Lucca, entrambi di peso: Barsanti – da metà consiliatura sarà anche vicesindaco – allo Sport, Protezione civile e Territorio, Mia Pisano alla Cultura, oltre a tre consiglieri comunali. Una minirivoluzione compiuta nel segno di un impegno politico costante durato anni e che alla fine la città ha voluto premiare nonostante gli anatemi. Intervista a Fabio Barsanti Barsanti, come ci si sente da assessore dopo una vita passata sulle barricate all’opposizione? «Vorrei dire “bene”, ma non è la parola giusta. Ci si sente contenti di aver raggiunto una posizione da cui incidere, finalmente, sul governo della città. Dove si può cambiare in meglio la vita dei cittadini e realizzare quanto richiesto dai propri elettori. Si tratta di una grande sfida e di una grande responsabilità, ma mi sento pronto. E si sente pronto tutto il gruppo che mi sostiene: non abbiamo lavorato in questi anni solo per “opporci”. Adesso lo dimostreremo». Al primo turno ha deciso di correre da solo, mentre tutto il centrodestra era sul futuro sindaco Pardini: perché? «Ho corso da solo perché una parte importante della città me lo chiedeva. Al primo turno ho raccolto il 9,5%, ma la sensazione è che ci fosse un consenso maggiore, che però non si è espresso per vari motivi, fra cui il famoso ricatto del “voto utile”. Il modo con cui i partiti hanno scelto Pardini come candidato non dava garanzie per un reale cambiamento per la città. Quindi è stato necessario misurarsi separatamente al primo turno, per poi trovare quella sintesi felice che ha vinto il ballottaggio». Poi cosa è successo dopo il primo turno? «La campagna elettorale smuove e crea energie, ciò che entra si trasforma durante il percorso. Si spostano i pesi, si trova un equilibrio prima inimmaginabile o difficile da realizzare. Questo gioco di energie ha reso possibile la creazione della grande alleanza che ha sconfitto il Pd. Siamo arrivati tutti con le idee più chiare e con una chiara volontà di… https://www.ilprimatonazionale.it/politica/intervista-fabio-barsanti-lucca-240227/

I commenti

Giornata dei popoli indigeni, striscioni in tutta Europa: “Salviamo i nostri popoli”

Nella ricorrenza di una presunta «Giornata internazionale dei popoli indigeni» proclamata dalle Nazioni unite, i militanti identitari europei hanno voluto tappezzare le città di diverse nazioni del continente con lo striscione «Salviamo i popoli indigeni d'Europa». I nostri popoli sono infatti le uniche comunità al mondo a cui sia negata la possibilità di rivendicare un'identità ancestrale, di preservare una relativa omogeneità etnica e culturale, di poter disporre del proprio destino in sede politica, economica, culturale, spirituale. In quanto identitari, non abbiamo problemi a riconoscere tale facoltà ai popoli degli altri continenti, ma riteniamo ipocrita che istituzioni sovranazionali e globaliste si preoccupino solo del destino di alcune comunità umane minoritarie, quando quotidianamente promuovono lo sradicamento in Europa. Il nostro intento non è tuttavia quello di appellarci vittimisticamente a tali istituzioni affinché siano loro a tutelare la nostra identità: al contrario, vogliamo fare un appello alle stesse popolazioni europee affinché prendano in mano il proprio destino, escano dal torpore e tornino finalmente protagoniste della storia.

Dante - 11/08/2022 15:41

Ho iniziato a leggere poi, dopo una trentina di righe mi sono fermato.
Avete vinto solo perche' chi c'era prima ha fatto danni, ha gestito in maniera clientelare, arrogante ed ha stancato.
Vedete di non fare lo stesso perche' altrimenti tra 5 anni ritornate alla opposizione.

Anonimo - 11/08/2022 13:05

Mi scusi, ma che caXXo c'entra Lucca con la rossa Toscana??? Boh!

Anonimo - 09/08/2022 03:49

E dire che io gli voglio bene a Barsanti. Ma qualcuno dovrà pur avvertirlo che dal 1923 è ormai passato un secolo: c'era il re e l'impero britannico, non c'era Internet, e nemmeno la tivù, e la radio era una grande novità, gli antibiotici erano di là da venire… Insomma, urge un corso accelerato di ritorno alla realtà

Anonimo - 08/08/2022 23:52

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