Lucca, il segreto più elegante della Toscana che (quasi) nessuno vuole svelare
Ci sono città che si visi ...

Voglio dire due parole su Mario, quello che tutti noi a Lucca conosciamo come “son sodo”. Perché Mario non è solo un personaggio: è parte della città. Chi vive qui l’ha visto mille volte, con la radiolina all’orecchio, a camminare tranquillo per il centro, a salutare tutti.
In questi giorni è tornato in televisione con Le Iene, insieme ad Andrea Agresti, lo stesso che dodici anni fa lo aiutò quando due furbi lo truffarono portandogli via parte della pensione. Da allora tra loro è rimasto un legame vero, di amicizia.
Stavolta però Agresti e Marco Fubini sono tornati per un altro motivo: dargli una mano a frenare con l’alcol. Pare che Mario avesse preso un’abitudine un po’ troppo pesante 14 bicchieri di Vin Santo, 2 punch al mandarino e 2 caffè corretti al giorno. Tutto cominciava già la mattina.
Le Iene lo hanno portato a Pisa, al centro trapianti di Cisanello, dove l’epatologa gli ha spiegato con calma cosa rischia chi beve troppo. Gli hanno anche fatto incontrare un uomo che ha subito un trapianto di fegato. Mario si è commosso, ha ascoltato, e poi come sempre ha ritrovato il sorriso, scherzando e facendo ridere tutti.
Alla fine ha detto davanti alle telecamere:
“Da oggi niente più alcolici, neanche un goccio. Son sodo, o no?”
E chi lo conosce sa che quando promette, non parla a vuoto.
Mario è fatto così: diretto, genuino, con quella forza tutta lucchese che gli ha permesso di rialzarsi più volte.
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