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  • 12/01/2026 15:26

QUANDO I RIFIUTI DIVENTANO MEMORIA A LUCCA LA MOSTRA ARCHEOPLASTICA


Inaugurata l’esposizione nella Chiesa di Santa Caterina che resterà aperta e visitabile gratuitamente fino al 30 gennaio, dal venerdì al sabato
 
A Lucca arriva per la prima volta Archeoplastica, la mostra che in tutta Italia sta contribuendo a sensibilizzare cittadini e studenti sul tema dell’inquinamento da plastica attraverso l’esposizione di reperti originali, oggetti di uso comune risalenti agli anni ’60, ’70 e ’80 ritrovati sulle spiagge italiane dopo decenni trascorsi in mare. L’iniziativa, promossa dal Consorzio di Bonifica Toscana Nord, Comune di Lucca e Sistema Ambiente, patrocinata da Provincia di Lucca e Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, si inserisce nel calendario degli eventi di Vivi Lucca.
 
Questa mattina l'inaugurazione ufficiale nella Chiesa di Santa Caterina, in via del Crocifisso 1, dove la mostra resterà visitabile gratuitamente fino al 30 gennaio, dal lunedì al sabato, grazie anche al supporto di molte associazioni di volontariato che garantiranno l’apertura continuativa degli spazi espositivi.
 
La tappa lucchese di Archeoplastica si lega in modo naturale all’impegno quotidiano del Consorzio di Bonifica Toscana Nord nella tutela dei corsi d’acqua e nella lotta alla dispersione dei rifiuti. Ogni anno, grazie alle attività ordinarie, agli impianti idrovori dotati di griglie di intercettazione e ai progetti sperimentali con barriere galleggianti, ma soprattutto grazie alla collaborazione delle associazioni e dei cittadini che partecipano al Sabato dell’Ambiente, vengono rimosse tonnellate di plastica e materiali abbandonati che, altrimenti, finirebbero in mare contribuendo all’inquinamento e aumentando il rischio idraulico. La mostra diventa così un’occasione per raccontare, attraverso oggetti che hanno attraversato il tempo e le correnti, l’urgenza di un cambiamento culturale e la forza delle azioni concrete svolte sul territorio.
 
Archeoplastica è un progetto di divulgazione ambientale ideato da Enzo Suma, guida naturalistica di Ostuni, dopo il ritrovamento di un flacone di crema solare degli anni '60 su una spiaggia. Questo evento ha ispirato Suma a raccogliere rifiuti di plastica risalenti a decenni passati, creando un museo virtuale che racconta la storia di questi oggetti e il loro impatto sull'ambiente. Il progetto raccoglie e studia antichi rifiuti di plastica spiaggiati, oggetti risalenti dagli anni ’60 agli ’80 rimasti intatti per tantissimi anni in mare. Attraverso una mostra itinerante e un museo virtuale, trasforma questi reperti in strumenti educativi per raccontare l’impatto duraturo della plastica sull’ambiente e promuovere comportamenti più responsabili.
 
«Portare Archeoplastica a Lucca per la prima volta è un risultato importante – dichiara il presidente del Consorzio di Bonifica Toscana Nord, Dino Sodini – perché unisce la forza della divulgazione alla concretezza del lavoro quotidiano che svolgiamo nei fiumi. Ogni rifiuto che intercettiamo o raccogliamo insieme ai volontari del Sabato dell’Ambiente è un rifiuto in meno che arriva al mare. Senza il loro impegno non sarebbe possibile ottenere risultati così significativi, né garantire l’apertura della mostra per tutto il periodo espositivo. Ringrazio il Comune di Lucca e Sistema Ambiente per la collaborazione nell’organizzazione di questa iniziativa, che rappresenta un tassello prezioso nel percorso di educazione ambientale che portiamo avanti con convinzione.»
 
«La mostra Archeoplastica rappresenta un’occasione preziosa per la città di Lucca perché unisce cultura, educazione ambientale e responsabilità collettiva – dichiarano l’assessore all’ambiente Cristina Consani, l’assessore all’istruzione Simona Testaferrata e la presidente di Sistema Ambiente Sandra Bianchi –. Gli oggetti esposti non sono soltanto reperti, ma vere e proprie testimonianze della nostra storia recente, capaci di raccontare in modo immediato e concreto l’impatto che i comportamenti umani hanno sull’ambiente. Portare questa mostra a Lucca significa offrire ai cittadini, e in particolare alle nuove generazioni, uno strumento di consapevolezza potente, che invita a riflettere sul valore delle scelte quotidiane, sulla riduzione dei rifiuti e sull’importanza di un rapporto più rispettoso con il territorio. Il coinvolgimento delle scuole, delle associazioni e del mondo del volontariato rafforza ulteriormente il messaggio educativo dell’iniziativa, rendendola un’esperienza condivisa e partecipata. Come amministrazione comunale e come realtà impegnate quotidianamente nella gestione dei servizi ambientali, crediamo che la sensibilizzazione e l’educazione siano elementi fondamentali per accompagnare le azioni concrete di tutela dell’ambiente. Archeoplastica va esattamente in questa direzione: trasformare ciò che è stato un rifiuto in memoria, consapevolezza e stimolo al cambiamento».
 
Dichiarazione Enzo Suma, ideatore del progetto: “In questa mostra saranno esposti reperti di plastica raccolti su diverse spiagge della Toscana e di altre regioni. Oggetti che il mare ha restituito dopo decenni, trasformandoli in testimonianze del nostro tempo. Da quando ho raccolto il primo flacone di oltre 50 anni fa, sono sempre stato impressionato nel vedere come il tempo, il mare, i fiumi, non abbiano minimamente scalfito certi oggetti nati nel contesto del monouso e che, nonostante decenni trascorsi come rifiuti, sono rimasti intatti. Queste immagini mi hanno sempre colpito molto più dei numeri sulla plastica. Per questo penso sia importante essere a Lucca, per provare a sensibilizzare anche questo bellissimo territorio, che non è immune al problema”.
 

La mostra Archeoplastica sarà visitabile gratuitamente dal 12 al 30 gennaio 2026, dal lunedì al sabato, con orario 9.00-12.00 e 15.30-17.30, presso la Chiesa di Santa Caterina in via del Crocifisso 1 a Lucca.    

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