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  • 18/01/2026 14:57

Il problema dell’acqua che puzza di gas ad Antraccoli

Ad Antraccoli, frazione del territorio di Lucca, da tempo alcuni residenti segnalano un fenomeno che crea disagio e preoccupazione: l’acqua utilizzata in casa, in particolare quella proveniente da pozzi privati, presenta un odore intenso e pungente, descritto da molti come simile al gas. Non si tratta di un episodio isolato né di una semplice impressione personale, ma di una situazione ripetuta, avvertita in più abitazioni e spesso più marcata quando l’acqua viene riscaldata o utilizzata per la doccia. L’odore percepito non va confuso con il metano in senso stretto, che di per sé è inodore. Quello che le persone sentono è piuttosto un odore acre, persistente, simile a quello del gas domestico, che resta sulla pelle e negli ambienti. Questo ha portato molti abitanti a evitare l’uso dell’acqua per bere e cucinare, ricorrendo ad approvvigionamenti alternativi, almeno per precauzione. Il problema sembra riguardare soprattutto le abitazioni non allacciate alla rete idrica pubblica, che si riforniscono da pozzi poco profondi. In questi casi l’acqua proviene direttamente dalla falda locale, che può essere più esposta a variazioni chimiche e ambientali. Le prime verifiche hanno escluso cause banali come contaminazioni batteriche comuni o problemi evidenti di tipo fognario, indirizzando l’attenzione verso la possibile presenza di sostanze chimiche capaci di conferire all’acqua quell’odore caratteristico. Tra le ipotesi più discusse c’è quella della presenza di composti odorigeni, simili a quelli usati per rendere riconoscibile il gas nelle reti domestiche. Queste sostanze hanno un odore estremamente forte anche in quantità minime e, pur non essendo automaticamente pericolose, non dovrebbero trovarsi nell’acqua destinata all’uso domestico. Al momento, tuttavia, le cause precise della loro eventuale presenza nella falda non sono state chiarite in modo definitivo. La vicenda ha avuto un impatto concreto sulla vita quotidiana della comunità. Oltre al disagio pratico, si è diffuso un clima di incertezza e sfiducia, alimentato dal timore di possibili rischi per la salute e dalla difficoltà di ottenere risposte rapide e chiare. Alcuni cittadini hanno chiesto interventi più approfonditi e controlli ambientali completi, affinché venga individuata con precisione l’origine del problema e si possa intervenire in modo risolutivo. Dal punto di vista sanitario, un odore anomalo nell’acqua non equivale automaticamente a un pericolo immediato, ma rappresenta comunque un segnale che non va ignorato. L’acqua destinata all’uso domestico dovrebbe essere incolore, insapore e inodore; quando una di queste caratteristiche viene meno, è necessario approfondire. Capire se l’origine è naturale, accidentale o legata a interventi umani è fondamentale sia per la sicurezza delle persone sia per la tutela dell’ambiente. Il caso di Antraccoli mette in evidenza una fragilità tipica delle zone che fanno affidamento su pozzi privati e falde locali: quando qualcosa va storto, il confine tra problema tecnico e problema collettivo diventa sottile. Per questo molti residenti chiedono trasparenza, tempi certi e comunicazioni chiare, perché l’acqua non è solo un servizio, ma una necessità quotidiana che riguarda la salute e la serenità di tutti. Redattore Autonomo Web e Ricerca

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