Viareggio (LU), 15.04.2026
Prosegue nelle sale al piano terra di Palazzo Guinigi a Lucca, la mostra Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina, che resterà aperta con ingresso libero fino a domenica 3 maggio. Ma prima che l’esposizione abbia termine, la presenza di Alfredo Catarsini a Lucca si sdoppierà.
Martedì 28
aprile, infatti, alle ore 18 al Palazzo delle Esposizioni di Lucca
(Piazza san Martino 7) si terrà in prima nazionale la presentazione
dell’ultimo romanzo di Catarsini Tra l'incudine e il martello, curato da Elena Torre, edito da La nave di Teseo con la prefazione di Vittorio Sgarbi, che interverrà all’incontro insieme alla Presidente della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS Elena Martinelli, al curatore della mostra a Palazzo Guinigi Rodolfo Bona (che parlerà del rapporto tra Catarsini e Lorenzo Viani), al Presidente di Lucca Sviluppo Alberto Del Carlo, al Presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca Andrea Palestini
e alla inviata della trasmissione "Striscia la notizia" e conduttrice
di Radio 101 (nonché membro del Comitato scientifico della Fondazione
Catarsini) Rajae Bezzaz.
La presentazione editoriale, a ingresso libero, sarà preceduta alle 16 da una visita guidata alla mostra Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina.
Il secondo romanzo
Ambientato nella Viareggio degli anni Venti, Tra l’incudine e il martello è il romanzo ambientato nel primo dopoguerra con cui Alfredo Catarsini restituisce la voce a una comunità sospesa tra povertà, sogni e repressione.
Gregorio è un giovane
fabbro che passa le giornate nella fucina, lavorando senza sosta per
guadagnarsi da vivere. Dentro di lui brucia un desiderio diverso:
trasformare quel ferro non solo in chiodi e attrezzi, ma in forme
d’arte. Con la moglie Costanza, cresciuta nella bottega del nonno
Dionisio, vive l’ascesa dei movimenti operai e il progressivo
soffocamento delle libertà sotto il nascente regime fascista. Lotte
sociali, prime censure, arresti arbitrari travolgono la vita di
Gregorio, condotto da una prigione all’altra fino al processo a Roma. Al
suo ritorno, segnato dalla detenzione e da nuove accuse, sceglierà il
mare come unico spazio di libertà.
Da segnalare che nel
romanzo compaiono anche due riferimenti autobiografici di grande
rilievo: la prigionia del fratello Gino, ingiustamente accusato di aver
fomentato sommosse tra i lavoratori della darsena, e la figura del suo
maestro Lorenzo Viani (Lorenzaccio), grande pittore e scrittore che,
nonostante non sia un personaggio principale, emerge con forza e ci
viene qui restituito in tutta la sua veracità e nel suo temperamento
unico che vediamo riverberato nella sua arte.
Con una scrittura limpida e visiva, Catarsini
costruisce un affresco potente della Viareggio popolare e ribelle, tra
darsene, officine, artisti anarchici e figure memorabili: un romanzo che
è allo stesso tempo documento storico, memoria civile e ritratto
vibrante di un’Italia in trasformazione.
«Questo secondo
romanzo di Alfredo Catarsini vede la luce proprio in occasione della
grande mostra a Palazzo Guinigi, a Lucca, città a lui molto cara e dove
compì i suoi studi – spiega Elena Martinelli -.
Iniziato negli anni Quaranta, il volume ha avuto una gestazione lunga e
profonda, culminata negli anni Ottanta con l’ultima, definitiva
stesura. Ricordo con emozione quando mio nonno, durante una delle sue
visite a Lodi dove allora abitavo, mi affidò il dattiloscritto e
l'intero manoscritto, elaborato più volte nel tempo, chiedendomi di
occuparmene dopo la sua scomparsa. Vittorio Sgarbi ha firmato una
prefazione di eccezionale sensibilità e acutezza, cogliendo l'intima
coesione tra il Catarsini pittore e lo scrittore: un continuum
espressivo che lo ha accompagnato per tutta la vita, e il rapporto tra
allievo e Maestro».
«Curare un libro significa, prima di tutto, prendersene cura nel senso più profondo del termine – aggiunge Elena Torre -. Dopo l’esperienza con Giorni Neri,
tornare a lavorare sui testi inediti di Alfredo Catarsini per questa
nuova uscita con La nave di Teseo è stato come intraprendere un viaggio a
ritroso nel tempo affrontando un percorso sentimentale e filologico nel
cuore di una Viareggio che non ho mai vissuto ma che è stata presente
in me attraverso foto scolorite e i racconti dei miei nonni. Ho cercato
di custodire con estrema attenzione le storie e le tradizioni che
animano queste pagine, dove i luoghi della città sono immediatamente
riconoscibili e pulsanti di vita. È un’opera che non si limita a
tramandare la memoria, ma che riesce a ricreare l'essenza stessa di
un'epoca, con i suoi colori e le atmosfere di luci ed ombre delle
darsene. Curare Tra l’incudine e il martello ha significato
proteggere questa memoria civile e preziosa, rimanendo fedele al testo,
alla sua prosa alle volta ruvida come la corteccia di un pino altre
leggera come un soffio di libeccio affinché il lettore possa respirare
la stessa aria che ha ispirato il Maestro e riscoprire l’anima autentica
e indomita della nostra terra».
La mostra prosegue a Lucca e sul “Cammino”
Ancora per oltre due
settimane nella prestigiosa sede lucchese di Palazzo Guinigi, i
visitatori hanno la possibilità ammirare un nucleo significativo di ben
60 opere di Alfredo Catarsini, 20 delle quali mai esposte prima in questa mostra itinerante.
Tra queste vi è un curioso dipinto di “respiro” bucolico, una Maternità nera, un’Incursione aerea
del 1945 che però raffigura un gruppo di persone sulla spiaggia che
probabilmente verrà sorpresa da una pioggia di fuoco, un’immagine del Lungo canale Burlamacca,
del 1952, in cui compaiono architetture oggi scomparse e che quindi
assume un particolare valore di testimonianza; vi è poi un quadro
dipinto nel 1951 su faesite che rappresenta la Pigiatura dell’uva a Montecarlo di Lucca e un altro del 1954, dal titolo Dopo il bagno, che propone un doppio nudo femminile di grandi dimensioni e di una particolare luminosità.
Nato a Viareggio nel 1899 e partito da dipinti di derivazione macchiaiola e postimpressionista, Alfredo Catarsini
proseguì la sua carriera attraverso esperienze segnate dal gusto dei
primitivi e dal richiamo all’ordine, per approdare alle forme
volumetriche e plastiche degli anni Trenta e alle grandi composizioni a
soggetto storico e religioso realizzate fra 1936 e 1948.
Nel secondo dopoguerra il suo percorso fu caratterizzato da sperimentazioni, con le opere del periodo definito Riflessismo,
mentre alla fine degli anni ‘40 Catarsini sviluppò una nuova forma
espressiva incentrata sul difficile rapporto tra natura, uomo e macchina
– ribattezzato Simbolismo meccanico tema divenuto sempre più urgente nel secondo dopoguerra e oggi di grande attualità. A tal punto che il curatore, Rodolfo Bona, ha previsto un’intera sala dedicata a questo tema caro a Catarsini con ben 13 opere, alcune delle quali mai esposte dopo la scomparsa del pittore.
La mostra di Lucca è
arricchita e completata dal catalogo stampato a cura della Regione
Toscana con i contributi di: Eugenio Giani, Elena Martinelli, Cristina
Acidini, Lucia Mannini, Rodolfo Bona, Gloria Chiarini, Elena Pontiggia,
Sandro Gorra e Claudia Menichini.
Alle opere in mostra a Palazzo Guinigi se ne aggiungono altre 50 circa collocate nelle 12 sedi delle 9 tappe costituenti il Cammino I luoghi di Catarsini
- un percorso che dal 2023 unisce Lucchesia e Versilia all’insegna
dell’arte, della natura, della storia, dell’enogastronomia – con
l’intento di formare un’unica, grande mostra diffusa delle opere di Alfredo Catarsini che in totale comprende 110 opere.
Le tappe del Cammino I luoghi di Catarsini sono: Lucca, Palazzo Orsetti, con Laboratorio Esperienziale; Castagnori, Chiesa di San Tommaso Apostolo; San Martino in Freddana, Chiesa di San Martino, con Laboratorio Esperienziale; Camaiore, Palazzo del Municipio e Museo d’Arte Sacra; Pietrasanta, Spazio Arte BVLG; Seravezza, Palazzo Mediceo, con Laboratorio Esperienziale; Forte dei Marmi, Villa Bertelli, con Laboratorio Esperienziale; Viareggio,
Biblioteca Civica Guglielmo Marconi, Villa Museo Paolina Bonaparte con
Laboratorio Esperienziale, e Chiesa della Santissima Annunziata –
Laboratorio Esperienziale; Massarosa, Antico Opificio La Brilla.
Ma non basta: oltre gli
spazi espositivi diffusi, si può visitare anche la collezione della
Fondazione Alfredo Catarsini 1899 direttamente nella sua sede a
Viareggio, in Via Palermo, 4. Le visite qui sono guidate e si svolgono
su appuntamento, offrendo un'esperienza più intima e approfondita. Per
prenotare una visita o per qualsiasi informazione si può scrivere
un’email a: info@fondazionecatarsini.com oppure telefonare al numero 342 1684031.
L’accessibilità
L'intero percorso espositivo de Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina
rientra nel progetto pluriennale “L’Arte accessibile per tutti”,
promosso dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS, che applica ormai
da tempo una propria metodica originale per rendere l'arte e i luoghi di
cultura e turistici accessibili a chiunque.
In tal senso, la mostra
è stata pensata per essere visitata anche da persone con disabilità
fisiche e sensoriali, che possono esplorarla in autonomia e al proprio
ritmo.
L'accessibilità è
garantita da descrizioni audio (in italiano e inglese), adattate per chi
non vede, a cui si accede tramite codici QR con il proprio smartphone.
Inoltre, anche in
questa tappa lucchese della mostra itinerante vi è un Laboratorio
Esperienziale allestito dalla Fondazione Catarsini (oltre a questo
temporaneo ve ne sono altri quattro permanenti lungo il percorso del Cammino I luoghi di Catarsini,
tra cui uno a Palazzo Orsetti, proprio a Lucca) e basato su un nuovo
altorilievo scultoreo realizzato da Massimiliano Trubbiani, dei Servizi
tiflodidattici del Museo Tattile Statale Omero di Ancona, con il
contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che riproduce
tattilmente in scala 1:10 l’immagine dell’Immacolata fra i santi Martino e Paolo
(Madonna del Rosario), tratta dall’affresco absidale della Chiesa di
San Martino in Freddana (Lucca), che Alfredo Catarsini dipinse nel 1944.
INFO MOSTRA Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina mostra itinerante a cura di Rodolfo Bona Fino al 03.05.2026 Palazzo Guinigi Via Guinigi 29, Lucca Orario:
LU-DO ore 10-19; sono sempre possibili visite guidate su appuntamento
(necessario contattare la Fondazione Alfredo Catarsini al n.
342.1684031) Ingresso libero Media partner: www.superando.it www.fondazionecatarsini.com |