SABATO 30 MAGGIO MATTEO RACITI SI CHIUDE IN MANICOMIO E SI APRE AL MONDO
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Serena Farneti, coordinatrice infermieristica della direzione ospedaliera di Lucca e moglie dell’urologo ricorda commosso la figura del marito.
“Poche righe per esprimere tutta la gratitudine che sento, insieme a Giorgio, grande dentro di me – afferma -. Difficile mettere su carta emozioni, stati d’animo come difficile è cercare di spiegare manifestando i sentimenti che accompagnano questa lettera. Esprimo un sentito ringraziamento alla direzione dell’Azienda Usl Toscana nord ovest per il cordoglio ricevuto. Inoltre voglio rappresentare il mio pensiero alla direzione di presidio ospedaliero e alla direzione infermieristica tutte protese alla cura affettuosa che hanno avuto per noi, nel più grande e tragico momento della nostra vita”.
“Hanno rappresentato – afferma – il perfetto connubio di professionalità e umanità, quell’umanità solare, carica di energia positiva: l’energia di chi ama il proprio lavoro e lo fa con sguardo attento verso l’altro. Quell’altro che non è un semplice malato ma una persona fatta non solo di carne e ossa ma anche di cuore, un grande cuore attento ai dettagli di chi per lavoro ma anche per predisposizione interiore si prende cura di lui. E Giorgio ne era fiero e consapevole: lui, che ha voluto finire i suoi giorni nel luogo in cui aveva iniziato le sua carriera, diventandone, fino a qualche tempo prima, il direttore dell’Urologia, facendo di questo una seconda casa; con le persone, medici ed infermieri, che considerava tutti come una seconda famiglia. Era certo che sarebbe stato coccolato e rispettato nella verità…quella verità che non sa di compassione ma di sincera lealtà verso colui che ha speso la sua vita per l’azienda. Giorgio ha sentito forte il suo ruolo di medico anche nella parte di paziente; mai si è sentito non riconosciute le sue competenze e la sua professionalità. Altresì, consapevole, è stato accompagnato mano nella mano, con dolcissime carezze…che hanno fatto bene alla sua anima e al suo spirito. Grazie a tutto il personale della Radioterapia e dell’Oncologia e un grazie ancora a tutto il personale infermieristico e medico del reparto di chirurgia che si è prodigato a tutte le ore per alleviare i disagi della sua malattia sempre con cortesia e sorriso. Grazie di vero cuore per ciò che siete stati e ciò che avete fatto. Con doverosa riconoscenza”.
Ricordo la fine similare di un grande Prof Durval primario della Urologia di eccellenza anni novanta, dopo di lui il buio.
Riposino in pace insieme
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