Bidet sostenibile senza carta igienica

Bidet sostenibile senza carta: l’arte (seria) di lavarsi col sorriso Quando si parla di ecologia, di risparmio e di abitudini quotidiane, di solito si pensa a pannelli solari, auto elettriche o raccolta differenziata. Eppure esiste un gesto umile, quasi banale, che può avere un impatto notevole: lavarsi al bidet invece di consumare carta igienica. Un titolo ironico? Forse. Ma la questione è più scientifica di quanto sembri. --- L’argomento tabù che fa bene all’ambiente Ogni anno un italiano medio consuma decine di rotoli di carta igienica. Questo significa alberi abbattuti, acqua sprecata per la produzione della carta e soldi che volano via. Se al posto di “sfregare” con la cellulosa ci si dedica a un veloce risciacquo, il bilancio cambia radicalmente. Acqua consumata per un lavaggio al bidet: meno di un litro. Carta igienica risparmiata: fino al 90%. Costo annuale risparmiato: qualche decina di euro (non è una fortuna, ma nemmeno da buttare). Insomma, a conti fatti il bidet non è solo un vezzo mediterraneo, ma una vera tecnologia low-tech ecologica. --- Igiene e salute: non è solo una questione di portafoglio Gli studi lo confermano: l’acqua pulisce meglio della carta. È più delicata sulla pelle, riduce irritazioni, è raccomandata in caso di emorroidi o sensibilità cutanea. In molte culture il concetto di usare solo la carta per “ripulirsi” suona addirittura poco igienico. E da noi il bidet, inventato in Francia nel Settecento ma adottato soprattutto in Italia, è diventato un piccolo monumento nazionale alla pulizia personale. --- Ma le mani? Sì, lo ammettiamo: per usare bene il bidet serve anche la mano. Non c’è nulla di scandaloso. Basta lavarsi subito dopo con acqua e sapone, come si fa ogni volta che si tocca qualcosa di sporco. È un gesto naturale, più che altro culturale. Dove l’acqua è la norma, la carta sembra strana. --- Ecologia spicciola (letteralmente) Un rotolo di carta igienica costa circa 80 centesimi. Se una famiglia ne consuma una ventina all’anno a testa, il totale diventa una spesa che con l’acqua del bidet scende drasticamente. E non parliamo solo di soldi: significa meno camion che trasportano carta, meno rifiuti negli scarichi, meno alberi sacrificati. --- Una rivoluzione silenziosa Ridurre la carta e aumentare l’uso del bidet non è un sacrificio, ma un passo piccolo e quotidiano verso la sostenibilità. Non serve essere estremisti: anche solo asciugarsi con due fogli invece che dodici fa la differenza. E in più c’è un lato ironico: chi adotta questa pratica può vantarsi con gli amici di essere “avanti” non solo nello stile di vita, ma anche nel bagno di casa. Conclusione Parlare di igiene intima con tono scientifico e ironico non è facile, ma la morale è semplice: il bidet sostenibile senza carta è una scelta economica, ecologica e salutare. Un piccolo gesto che, sommato a milioni di altri, può davvero alleggerire il peso della nostra quotidianità sull’ambiente. Marco Da Gattaiola
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