Fasce deboli : Capannori sorpassa Lucca?

Capannori sceglie di andare dritta, senza giri di parole e senza scaricare i costi sui cittadini. Per il 2026 vengono confermate tutte le misure di sostegno alle fasce più fragili, con una decisione chiara: nessun aumento della pressione fiscale e nessun passo indietro sulle agevolazioni già attive. È una linea politica che parla con i fatti, non con gli slogan, e che mette in evidenza una distanza sempre più netta rispetto a Lucca. Nel comune di Capannori il welfare non è una parola astratta. Restano confermate le esenzioni e le riduzioni per pensionati con redditi bassi, famiglie numerose, persone con disabilità, nuclei colpiti da disoccupazione o difficoltà economiche temporanee. Le agevolazioni su mensa scolastica, trasporto e servizi educativi continuano a essere considerate un diritto, non una concessione occasionale. La differenza sta tutta qui: mentre in altri contesti si tende a rinviare, ridurre o compensare con aumenti indiretti, Capannori dimostra che è possibile tenere in equilibrio i conti senza colpire chi è già in difficoltà. La scelta di mantenere servizi e tutele, senza alzare le tasse, racconta un’idea precisa di comunità: se sostieni i più deboli, rafforzi tutti. Il confronto con Lucca diventa inevitabile. Da una parte un’amministrazione che traduce le politiche sociali in strumenti concreti e continui, dall’altra un approccio più prudente, spesso fermo alle dichiarazioni di principio. Capannori non si limita a gestire l’esistente, ma costruisce un modello che guarda al futuro, puntando su inclusione, equità e stabilità. In tempi in cui governare significa scegliere, Capannori sceglie di stare avanti. E lo fa senza clamore, ma con decisioni che incidono davvero nella vita quotidiana delle persone. A volte il progresso non fa rumore, ma si vede benissimo.
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