Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda indignazione per quanto accaduto a Roma, episodio segnalato anche dal Garante della disabilità del Comune di Grosseto, Diego Montani, che coinvolge la signora M.D.A. e la figlia di 9 anni, persona con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992.
La madre riferisce di essersi recata in un cinema della capitale qualche giorno fa per consentire alla figlia di assistere alla proiezione del film Avatar, ma di non aver potuto acquistare alcun biglietto in quanto tutti i posti risultavano esauriti per ogni fascia oraria compatibile, essendo stati venduti esclusivamente tramite canali online. L’assenza di una modalità di acquisto digitale che tenga conto dei diritti delle persone con disabilità e dei loro accompagnatori rappresenta un fatto grave e inaccettabile.
Non si tratta di una semplice criticità organizzativa, bensì di una discriminazione indiretta, che colpisce le persone più fragili proprio in uno degli ambiti che dovrebbero garantire inclusione e partecipazione: la fruizione della cultura. La tecnologia, se non progettata secondo criteri di accessibilità universale, si trasforma in una nuova barriera, silenziosa ma profondamente lesiva dei diritti fondamentali.
Ricordiamo che l’art. 3 della Costituzione italiana impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine sociale che limitano di fatto l’uguaglianza dei cittadini; che la Legge 104/1992 tutela il diritto alla piena integrazione sociale e culturale delle persone con disabilità; che la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con Legge n. 18/2009, obbliga gli Stati e i soggetti che offrono servizi al pubblico a garantire accessibilità, accomodamenti ragionevoli e pari opportunità anche in ambito digitale. La mancata previsione di sistemi inclusivi di prenotazione e accesso ai servizi culturali viola il principio di non discriminazione sancito dal diritto nazionale ed europeo.
È inaccettabile che una bambina con disabilità venga di fatto esclusa da un’esperienza culturale per l’assenza di procedure che consentano, ad esempio, l’acquisto online dei biglietti con la successiva esibizione della certificazione al momento dell’ingresso. Ciò rappresenta una lesione della dignità della persona e un arretramento sul piano dei diritti civili.
Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani rivolge un appello urgente al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e alla Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, affinché intervengano con immediatezza per avviare verifiche sui sistemi di vendita e accesso ai luoghi della cultura e dello spettacolo, promuovere l’obbligatorietà di piattaforme digitali inclusive e accessibili, garantire il rispetto delle norme vigenti attraverso strumenti di controllo, indirizzo e, se necessario, sanzione.
La cultura non può essere subordinata alla logica del mercato né diventare un privilegio riservato a chi non incontra ostacoli. Ogni barriera che impedisce a una persona con disabilità di partecipare alla vita culturale è una violazione dei diritti umani.
Roma, capitale della Repubblica, deve essere esempio di civiltà giuridica e inclusione sociale. Il diritto all’accesso non è negoziabile: è un dovere morale, politico e costituzionale.
Se vuoi, nel prossimo messaggio posso adattarlo allo stile tipico dei comunicati ANSA/AGI oppure renderlo ancora più incisivo per la diffusione sui media nazionali.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU