Capannori (LU) – Silvano Olmi: “Negare un’intitolazione a Norma Cossetto è un’offesa a tutte le donne vittime di violenza”.
Ancora
una volta, in Toscana, si è negato il ricordo di Norma Cossetto, la
giovane studentessa istriana di 23 anni che nella notte tra il 4 e 5
ottobre del 1943 fu gettata nella Foiba di Villa Surani, nell’entroterra
dell’Istria, dopo aver subito nei giorni precedenti torture e stupri da
parte dei suoi aguzzini, i partigiani comunisti jugoslavi. Per
l’atrocità del supplizio infertole, Norma Cossetto è divenuta nel tempo
simbolo di tutti i Martiri delle Foibe e nel 2005, l’allora Presidente
della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, le conferì alla memoria la
Medaglia d’Oro al Merito Civile. Dopo Campiglia (LI) e Pontedera (PI), è
di ieri la notizia del rifiuto – il secondo – da parte del Comune di
Capannori (LU) di intitolare una via, una piazza o un parco alla giovane
Martire istriana, così come richiesto da una mozione dei consiglieri di
minoranza.
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Purtroppo – commenta Silvano Olmi, Presidente nazionale del Comitato 10
Febbraio – non è la prima volta che succede e, probabilmente, non sarà
nemmeno l’ultima. In giro per l'Italia ci sono ancora forze politiche
che si presentano come democratiche e progressiste, ma faticano a
riconoscere la tragedia degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia. Vuoi
per ripicca politica verso gli avversari, vuoi per vicinanza con frange
politiche e culturali che ancora sventolano nei cortei le bandiere della
Jugoslavia comunista. In alcuni comuni ricordare Norma Cossetto, che di
quella tragedia rappresenta il simbolo più forte, è un tabù.
Giustificano il loro rifiuto dietro frasi di circostanza, ma in verità è
che il ricordo di Norma Cossetto fa paura, perché costringe a fare i
conti con un’atrocità ingiustificabile, perpetrata ai danni di una donna
forte, indipendente e nel fiore degli anni >>.
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L’associazione che rappresento – conclude il Presidente del Comitato 10
Febbraio – ormai da 8 anni porta avanti una manifestazione patriottica
intitolata “Una Rosa per Norma Cossetto”, che nel corso degli anni ha
visto aumentare in modo esponenziale la partecipazione di comuni e
città, fino ad arrivare alle oltre 400 adesioni in tutta Italia e anche
all’estero. Un successo dovuto anche al fatto che insieme a Norma
ricordiamo tutte le donne che ancora oggi, purtroppo, in tempo di pace o
di guerra, sono vittime di stupro. Negare l’intitolazione di una
strada, di un parco, di un luogo pubblico a Norma Cossetto è un’offesa
anche a tutte loro. Quindi la nostra solidarietà va ai consiglieri di
minoranza di Capannori, per aver portato avanti una richiesta legittima,
con spirito democratico e perseveranza. Quello con cui dobbiamo
proseguire il nostro percorso, fatto di memoria, di storia e di cultura
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