GIU' LE MANI DALL'IRAN! - flashmob della Rete dei Patrioti a Roma
In questi giorni il nostro apparato mediatico ha martellato il popolo italiano con vera e propria propaganda anti-iraniana, sparando numeri in libertà ed evitando accuratamente di raccontare la natura eterodiretta e militarmente organizzata delle migliaia di agenti provocatori eversivi che hanno trasformato pacifiche proteste contro il carovita, in un tentativo (fallito) di rivoluzione colorata volta a balcanizzare il paese.
Tutte le forze politiche del nostro Parlamento, da quelle governative alla sinistra passando per il centro, si sono acriticamente allineate ad una narrazione che aveva lo scopo di "giustificare" un intervento militare da parte di Washington e Tel Aviv.
Tra bandiere monarchiche e slogan ritriti, abbiamo assistito pochi giorni fa anche ad un'inaudita provocazione davanti all'Ambasciata iraniana dove si invocava il collasso dello Stato repubblicano iraniano per il "diritto di leggere Lolita a Tehran".
La Rete dei Patrioti insieme al Movimento Politico Cattolico Militia Christi ha voluto allora rammentare che se oggi si può ancora pubblicamente leggere e proclamare il Vangelo in Siria ed Iraq è grazie all'eroico sacrificio delle Forze Quds guidare dal Generale Qasem Soleimani, ucciso in un atto terroristico statunitense 6 anni fa.
Questo breve flashmob ha voluto esprimere all'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran la solidarietà di tanti italiani che rifiutano fermamente i 5 minuti d'odio che gli occupanti del suolo europeo intendono sorbirci per appoggiare la loro guerra.
All'Ambasciatore Mohammad Reza Sabouri così come a tutto il personale diplomatico dell'Ambasciata, ricordiamo l'amicizia che lega i nostri popoli oltre che le feconde occasioni di scambio culturale organizzate in questi anni da tante associazioni culturali, politiche e cattoliche.
A chi vuole "libero" (cioè aggredito e destabilizzato) l'Iran per la sola colpa di aver reagito, insieme all'Asse della Resistenza, al genocidio di Gaza mentre il mondo restava inerme o complice, noi rispondiamo inequivocabilmente «giù le mani dall'Iran!»
Mentre chi ha sventolato con protervia la nobile bandiera della Nazione palestinese si è di dimostrato pronto a gettarla alla prima occasione di reposizionamento, i militanti socialpatrioti l'hanno convintamente alzata accanto a quella italiana ed iraniana.
E torneranno a farlo.
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