«8
Marzo - Aspettando la Par Condicio» è il titolo del nuovo libro di don
Franco Cerri edito da Maria Pacini Fazzi che esce in occasione della
Festa della Donna. «Ho voluto dedicare questo volume in “omaggio alla
donna” a mia Madre – scrive don Franco nella prima pagina – perché
teneva molto a questo giorno, 8 marzo, festa della donna e giorno del
suo compleanno, essendo nata, appunto, l’8». Il libro raccoglie gli
articoli che don Franco ha scritto in occasione dell’8 marzo ma anche in
altre occasioni dell’anno seguendo il suo stile attento all’attualità
anche con toni critici e talvolta ironici.
Il
libro sarà presentato giovedì 26 marzo prossimo alle ore 16,30 presso
il Real Collegio, piazza del Real Collegio. L’evento è promosso da Maria
Pacini Fazzi editore in collaborazione con Associazione Classicum e
l’ente Real Collegio.
Si
tratta di una riflessione sul senso dell’8 Marzo, sottratta alla
retorica delle “feste” e restituita alla sua natura originaria: un
richiamo alla dignità, ai diritti, alla responsabilità collettiva, come
sottolineato anche nella premessa firmata da Francesca Pacini. Un libro
che si distingue per il tono diretto e meditativo, capace di parlare a
un pubblico ampio senza rinunciare alla profondità. Un testo che non si
limita a denunciare, ma propone interessanti riflessioni invitando a
guardare oltre le consuetudini, a trasformare l’8 Marzo in un impegno
etico quotidiano. Quattro le sezioni del libro: Otto marzo, stessi
problemi; Parliamo ancora della Donna; Donne nell’arte; Donne e Sante.
«Ho sempre visto mia madre con un senso di venerazione – scrive nella prima pagina don Franco Cerri – perché ha talmente faticato e sofferto nella sua vita, sì da lasciarmi un particolare esempio di come si affronta l’esistenza. Certo, ogni figlio ha davanti a sé la vita della propria madre, ma io trovo, nella mia, un qualcosa in più. Si chiamava Maria Bailo. Nasce a Zara, in Dalmazia, in una famiglia numerosa, l’8 marzo 1913, vive una vita tutta in salita. Fin da bambina, anche lei, come tanti bambini del suo tempo, deve andare a lavorare per racimolare qualche soldino per contribuire alle spese della famiglia. Ben presto le muore il padre, rimanendo in casa lei, una sorella e due fratelli. Altri fratelli e sorelle muoiono in tenera età. Frequenta soltanto due anni della scuola elementare, per cui si ritroverà per un bel tratto della vita con pochi elementi scolastici. All’età di 25 anni, si sposa con Luigi Cerri, mio padre, un militare della Marina Italiana. Si sposano a Zara e poco dopo vanno ad abitare a Catania, la città di mio padre e là nasciamo sia io che mio fratello. Siamo negli anni ’40, quando ha inizio la guerra. Ritornammo a Zara, dove mio padre svolge il servizio militare. Ma a Zara iniziano i guai per la mia famiglia. Nel novembre del 1944 i comunisti jugoslavi invadono la città di Zara e subito cominciano ad eliminare gli italiani, e in particolare i militari italiani e, quindi, anche mio padre».