L’Altro Archivio, per non rivittimizzare le donne con le foto

L’Altro Archivio, per non rivittimizzare le donne con le foto
Un set di immagini da usare o cui ispirarsi, per porre l’accento sulla forza, e non sulla debolezza, delle donne che si trovano a vivere questa situazione
L’iniziativa di Odg e FNSI del Trentino Alto Adige/Südtirol  è stata presentata a Lucca sabato scorso nell’incontro del Circolo della Stampa di Lucca

Lucca, 10 marzo 2026L’Altro Archivio, strumento gratuito a disposizione delle redazioni, per non rivittimizzare le donne con le foto. Cresce il progetto “L’Altro Archivio” per promuovere un racconto della violenza sui media attraverso la scelta di immagini più rispettose. Il database, nato in Trentino Alto Adige nel 2025, è stato presentato in Toscana sabato scorso nell’ambito dell’incontro di OdG Toscana, Fondazione OdG Toscana, Circolo della Stampa di Lucca e Centro Antiviolenza Donne Insieme Valdelsa, in collaborazione con la Provincia di Lucca, sui segnali e sul linguaggio della violenza contro le donne. Durante il suo intervento, Barbara Amoroso Donatti, giornalista e responsabile comunicazione Donne Insieme Valdelsa - Centro Antiviolenza, ha raccontato dell’incontro con la collega trentina Alessandra Saletti, che insieme ai promotori de L’Altro Archivio, ha messo a disposizione il materiale fotografico anche per i colleghi toscani.

L’Altro Archivio è una iniziativa promossa da Ordine dei giornalisti e Sindacato FNSI del Trentino Alto Adige/Südtirol, in collaborazione con il Centro studi interdisciplinari di genere dell’Università di Trento, dell’Unione Stampa Cattolica italiana e della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto: le fotografie possono essere liberamente utilizzate per le attività giornalistiche, di comunicazione e sensibilizzazione, citando i crediti.

Quali foto usare per raccontare la violenza contro le donne e non rivittimizzarle? “Scrivere di violenza di genere in modo corretto e rispettoso è importante – spiegano i promotori -. Ma non basta. Le fotografie a corredo degli articoli sono potenti tanto quanto un titolo. E se sono scorrette, vittimizzano le donne o spostano l’attenzione su altro, creando un danno nella percezione del problema. Ma come superare questa narrazione stereotipata? Il progetto è stato pensato da giornalisti/e e per giornalisti/e. Una riflessione interna alla categoria sulle responsabilità nella narrazione della violenza di genere e sul contributo positivo che il lavoro giornalistico può dare a una maggiore presa di coscienza collettiva sul fenomeno. Per arrivare però a una narrazione più rispettosa sono stati coinvolti esperti ed esperte, giornalisti e giornaliste della carta stampata in un processo di condivisione che si è articolato in due tavoli di lavoro, uno a Trento e uno a Bolzano. Negli incontri si è sviluppato un dibattito acceso ma proficuo che ha portato a individuare linee di indirizzo condivise, messe poi in atto nella realizzazione fotografica”.

Gli scatti dei fotografi Manuela Tessaro e Alessio Coser a disposizione delle redazioni. Un’ispirazione, non un’imposizione: “In linea con lo spirito progetto – spiegano gli ideatori - si invita ad accogliere il tentativo di una riflessione diversa e più rispettosa sul tema della violenza di genere. Vengono proposti esempi di fotografie con l’obiettivo di incoraggiare le redazioni a visionare in maniera critica i propri archivi fotografici e a promuovere la realizzazione in autonomia di nuove immagini attraverso i propri fotografi e fotografe”.

Dove scaricare le immagini: in questa cartella Drive, dove sono presenti i crediti, anche nel nome del file.

https://drive.google.com/drive/folders/1iVINduyD6rjYpSpZTUzTwdXKYZxQ5w7s?usp=sharing

Il Circolo della Stampa di Lucca è un ente del terzo settore nato nel 2024 per realizzare iniziative sui temi dell’informazione. Contatti: circolodellastampadilucca@gmail.com, account Facebook e Instagram @circolodellastampadilucca.

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