La
nostra preoccupazione si fondava sulla fine - in prospettiva - dei
lavori finanziati con il PNRR e sulla cessazione dei bonus relativi
all'edilizia residenziale privata; pilastri che avevano spinto il
settore delle costruzioni negli ultimi anni.
Non
ci aspettavamo certo allora questa ulteriore emergenza geopolitica che,
oltre a allarmarci per i risvolti generali che non ci sfuggono, ha
immediatamente creato rincari ingiustificati sui materiali da costruzione anche nei nostri territori: le nostre aziende stanno già segnalando una rincorsa che ricade non solo sui derivati petrolchimici come il bitume, ma anche su altri materiali come l’acciaio; senza contare gli aumenti dei costi di trasporto.
Ci
uniamo quindi agli accorati appelli di Ance nazionale, e del nostro
presidente regionale: occorre una politica industriale di emergenza, che
mostri di ben comprendere il fenomeno e non si limiti a intervenire
solo su carburanti e bollette ma preveda misure ad hoc anche per i
materiali non soggetti alle accise.
La
filiera dell'edilizia è in forte difficoltà, fra l'altro proprio mentre
siamo al rush finale per portare a termine i lavori del Pnrr, e farlo
nei tempi previsti: senza l’adozione di uno strumento capace di
sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi di tutti i materiali da costruzione che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto, le ricadute sull'intero sistema saranno davvero pesanti"